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PIANETA TERRA. DONNE E UOMINI, PER UN CAMBIO DI CIVILTA’....

INFIBULAZIONE. EGITTO. Il parlamento ha approvato nuove leggi che proibiscono le mutilazioni femminili - a cura di pfls

martedì 10 giugno 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] In Egitto il 96% delle donne, musulmane o cristiane, subiscono mutilazioni sessuali, secondo uno studio condotto dall’ufficio governativo demografico nel 2005 su donne fra i 15 e i 49 anni. L’anno scorso, in seguito alla morte di una bambina di undici anni per le complicanze di un’operazione di escissione nel governatorato di Minya nell’Alto Egitto, il ministero della salute egiziano aveva emanato un decreto che dichiarava illegale l’escissione genitale femminile in tutti gli (...)

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> INFIBULAZIONE - SUDAN. «Una svolta importante»: Stop alle mutilazioni genitali femminili: dire no ora è un diritto.

domenica 3 maggio 2020

La legge.

Stop alle mutilazioni genitali femminili: in Sudan dire no ora è un diritto

L’Unicef: «Con la nuova norma le madri acquisteranno coraggio perchè finalmente si puniscono i responsabili, con 3 anni di carcere, multe e anche il sequestro del luogo dove sono mutilate le ragazze»

di Redazione Esteri (Avvenire, sabato 2 maggio 2020)

«Tante madri acquisteranno coraggio e anche le ragazze finalmente potranno gridare: “Opporci è un nostro diritto”»: è il grido di gioia di Salma Ismail, responsabile comunicazione e advocacy di Unicef in Sudan, sulla nuova legge che renderà reato praticare le mutilazioni genitali femminili (Mgf). «Finora tante donne e tante madri sono state spinte o costrette, volenti o nolenti, da norme sociali e tradizionali», ha sottolineato l’attivista rispetto alla pratica, diffusa soprattutto in Africa e in Asia. «Con la nuova legge le madri acquisteranno coraggio perché finalmente si puniscono i responsabili, con tre anni di carcere, multe e anche il sequestro del luogo dove sono mutilate le ragazze».

Secondo Ismail, le norme annunciate a Khartoum sono «un punto di partenza e non la fine dell’impegno» ma avranno comunque un impatto «sulle madri, le donne e le comunità nel loro complesso». L’attivista aggiunge: «Un ruolo essenziale al fianco di Unicef per la tutela delle donne sudanesi è stato ricoperto in questi anni dai donatori internazionali, in particolare dai governi di Italia, Svezia e Regno Unito».

Secondo uno studio pubblicato nel 2018, circa il 65 per cento delle sudanesi ha subito mutilazioni. La nuova legge è stata annunciata dall’esecutivo "di transizione" entrato in carica nel 2019, dopo la caduta del presidente Omar Hassan al-Bashir, al potere per 30 anni.

«Una svolta importante», per proteggere i diritti e la salute delle donne: così il viceministro degli Esteri, Emanuela Claudia Del Re, dopo l’annuncio del Sudan di una legge che renderà reato praticare mutilazioni genitali femminili. «Mi congratulo con il governo del Sudan per la criminalizzazione delle mutilazioni genitali femminili attraverso l’introduzione di un articolo specifico del Codice penale", ha scritto Del Re sui suoi profili social. «È una svolta importante: il Sudan protegge la dignità e l’integrità delle donne". La viceministra ha aggiunto: «L’Italia è felice di lavorare con il Sudan per porre fine alle Mgf".


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