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Politica

Perché i giovani di San Giovanni in Fiore dovrebbero indignarsi. Riesplode il caso nazionale d’una città con un vastissimo territorio il cui dramma occupazionale conta quanto quello, dell’anima, dei luoghi più colpiti dalla mafia. Appello di Emiliano Morrone al presidente Carlo Azeglio Ciampi: "Venga a San Giovanni in Fiore, prima della fine del Suo mandato"

sabato 7 gennaio 2006 di Emiliano Morrone
Chi dice 5000, chi 9000, a proposito delle partenze dopo il periodo festivo, sta di fatto che San Giovanni in Fiore, 18 mila abitanti, s’è nuovamente svuotata, è rimasta deserta, assumendo le sembianze d’una città di terremotati, rasa al suolo. In cui si incontrano anziani spesso abbandonati all’azione del tempo e a cui provvedono solo le parrocchie oppure giovani, non tutti, con la febbre del consumo. La disoccupazione, già al 51%, aumenta senza speranze. I servizi sono gestiti, il più (...)

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> Perché i giovani di San Giovanni in Fiore dovrebbero indignarsi. Riesplode il caso nazionale d’una città con un vastissimo territorio il cui dramma occupazionale conta quanto quello, dell’anima, dei luoghi più colpiti dalla mafia. Appello di Emiliano Morrone al presidente Carlo Azeglio Ciampi: "Venga a San Giovanni in Fiore, prima della fine del Suo mandato"

mercoledì 11 gennaio 2006

Amico Silagrande, io, purtroppo, non rieco a vedere tutte queste differenze ontologiche tra la nuova e la vecchia giunta. Premesso che non accuso Succurro di mafia né mai lo farò, il mio concetto di rinnovamento politico e amministrativo è il seguente: 1) l’esecutivo rinnovato deve essere integralmente diverso da quello di cui molti hanno rilevato il fallimento; 2) l’esecutivo rinnovato non può essere espressione, nei fatti, d’un vecchio e rovinoso modo d’intendere la politica; 3) l’esecutivo rinnovato deve innovare senza attendere.

Voglio solo ricordarti, senza attribuire colpe a qualcuno e senza stupidi processi in queste righe, che Attilio Mascaro e Aldo Orlando, i quali, per carità, avranno pure i loro meriti da esporre, appartengono alla giunta passata. Vorrei ricordarti che una nuova politica si fonda sul controllo degli atti amministrativi e che, in questo senso, il nuovo esecutivo non ha ancora adottato misure specifiche, non solo bollando la richiesta diffusa d’un difensore civico ma anche presentando un bilancio nebuloso in molte parti e in modo assolutamente anomalo. Riguardo a Mario Oliverio, sarà pure un "comunista italiano", ma se questo significa contraddirsi in base alle opportunità, come fece Diliberto a proposito dei vari interventi militari italiani, sarebbe meglio che si considerasse e indicasse come democristiano democratico. In quel caso, dovremmo vederlo a spasso con Ruini, a predicare l’ortodossia anche nell’azione politica, emulo di Rutelli. Considerami un visionario. Ma anche l’abate di Fiore si giudicava tale. Con la massima cordialità e con limpida stima,

Emiliano Morrone


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