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IL TERRIBILE E’ GIA’ ACCADUTO. L’ANIMA VENDUTA E LA PAROLA RUBATA. A "REGIME LEGGERO", FINO ALLA CATASTROFE ...

LODO, LODO SCHIFANI - BIS, DUE VOLTE. ED E’ LA VOLTA DEFINITIVA!!! L’ITALIA E’ SENZA PIU’ PAROLA E SENZA PIU’ CARTA D’IDENTITA’. AVANTI TUTTA: "FORZA ITALIA"!!!

Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge sull’immunità delle più alte cariche istituzionali.
venerdì 27 giugno 2008 di Maria Paola Falchinelli
PER LA COSTITUZIONE. UN APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E AL PARLAMENTO ....
RICHIESTA DI DIMISSIONI PER IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.
Fondando il Partito "Forza Italia", il cittadino Silvio Berlusconi si è appropriato indebitamente della Parola della Repubblica: ITALIA
ANNO PRIMO DELL’ERA "FORZA ITALIA". Tutte le persone (donne e uomini, bambini e bambine) residenti in Italia che non hanno la carta d’identità del Partito saranno schedate!!! «Impronte? Ma no, faremo solo foto (...)

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> LODO, LODO SCHIFANI - BIS, DUE VOLTE. ED E’ LA VOLTA DEFINITIVA!!! L’ITALIA E’ SENZA PIU’ PAROLA E SENZA PIU’ CARTA D’IDENTITA’. AVANTI TUTTA: "FORZA ITALIA"!!! ---- -«Impronte? Ma no, faremo solo foto segnaletiche ai bimbi rom»

venerdì 27 giugno 2008


-  «Impronte? Ma no, faremo solo foto segnaletiche ai bimbi rom»
-  Bruxelles avverte: mai più in Europa

«Siamo indignati dal fatto che un’etnia venga presa sotto tiro, soprattutto a partire dai bambini». Così la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, stigmatizza la proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per la creazione di una banca dati con le impronte digitali dei Rom. «Idea - aggiunge la Piccinini - peraltro bocciata oggi dall’Unione europea». «È una schedatura etnica non degna di nessun paese civile - continua la sindacalista - tanto basta che le segnalazioni di etnie sono avvenute sempre e solo dove ci sono stati dei regimi totalitari: non a caso anche le persecuzioni del nazifascismo cominciarono proprio dalla schedatura dei bambini ebrei». «Ancora una volta - aggiunge la sindacalista - invece di investire sui diritti dei bambini si interviene con reprimende». «Chiediamo pertanto al governo e al ministro - conclude - di rientrare nell’Europa libera e democratica ritirando i provvedimenti annunciati».

«La proposta del ministro Maroni di prendere le impronte digitali a tutti i bambini rom nel nostro paese è una espressione di governo odiosa e intollerabile, carica di pregiudizi e dettata da incultura -afferma Luciana Sbarbati - capogruppo nella commissione bicamerale infanzia del Pd. In nessun paese civile esistono simili iniziative anche se le condizioni della sicurezza sono più precarie. Non pensa il Premier che tutto ciò cozza contro la sua sedicente proclamata cultura liberaldemocratica? - continua Sbarbati. Da buon cattolico e da statista democratico è Suo dovere cancellare subito questa norma ma soprattutto insegnare al ministro dell’interno che comunque, anche in caso di diversità di razza, le colpe dei padri, reali o presunte, non possono ricadere sui figli, in questo caso minori. Luciana Sbarbati afferma poi che i deputati e senatori del Pd chiederanno la convocazione straordinaria della commissione infanzia per valutare la gravità politica, culturale e morale dell’iniziativa del ministro dell’interno».

A difendere il provvedimento annunciato da Maroni e sottoposto all’altolà di Bruxelles è invece il prefetto di Milano, nominato da Palazzo Chigi commissario per l’emergenza rom, Gian Valerio Lombardi. Secondo il prefetto con la nuova ordinanza del ministero degli Interni per il censimento dei nomadi, «non ci sono novità», perchè «le norme già in vigore consentono il fotosegnalamento per chi non riesce a dimostrare la propria identità, siano anche minori». Il prefetto fa riferimento ad una legge del ’41- in tarda epoca fascista, dunque -che prevede che chi non è in grado di dimostrare la propria identità possa essere fotosegnalato.

Si tratta della legge 633 del 22 aprile 1941 che riguarda soprattutto le censure e i diritti d’autore di riproduzioni fotografiche, poi servita anche per integrare in questo campo il famigerato Codice Rocco. E usata per organizzare le «fotosegnalazioni» di categorie di persone mal accette al regime o oppositori politici, come anarchici e comunisti.

Secondo il prefetto Lombardi l’intento di ricorrere a queste norme del Ventennio è buono: «Ci si è posti un problema, che è quello di bambini che vengono mandati, nella maggior parte dei casi da genitori che restano in Romania, a rubare in zone della città e vengono picchiati se non portano il minimo garantito. Di questi bambini non sappiamo nulla, non sappiamo chi sono e quindi - continua il prefetto - si pensa di identificarli con il fotosegnalamento che è una estrema ratio, perchè non ci sono altri strumenti, ma viene fatto anche a loro tutela». Quindi niente impronte, sostiene Lombardi, solo una comoda seduta in commissariato davanti al flash per una bella foto segnaletica, come se fossero tutti criminali. O potenziali tali.

Il ministro Roberto Maroni «non ci sarà nessuna schedatura». L’obiettivo è fare «un censimento di chi c’è» nei campi nomadi. E «la Croce Rossa italiana - ha detto sempre Maroni a Otto e Mezzo su La7 - accompagnerà la Polizia nei campi proprio perché siano rispettati i diritti di tutti». Addirittura il censimento dei campi nomadi sarebbe fatto proprio «per tutelare i bambini. Parlare di leggi razziali è una stupidaggine».

Mentre per eurodeputato Gianni Pittella, presidente della delegazione italiana nel gruppo del Pse al Parlamento Europeo, «anche se ancora non si tratta di un pronunciamento ufficiale», è molto importante la reazione della Commissione Europea all’annuncio del ministro Maroni di costituire una banca dati con le impronte digitali dei rom perchè, come ha detto il portavoce della Commissione, una misura di questo tipo comporta una grave violazione del principio di parità di trattamento di tutti i cittadini presenti nei Paesi membri, a prescindere dalla loro nazionalità od origine etnica. Secondo l’eurodeputato Pd la misura proposta da Maroni, «è anche del tutto inefficace, sia ad affrontare i problemi di sicurezza che incombono su molte nostre città, sia per la promozione di serie politiche di inclusione, che sono le uniche di cui il governo Berlusconi non si occupa e che l’Europa reclama con sempre maggiore insistenza».

* l’Unità, Pubblicato il: 27.06.08, Modificato il: 27.06.08 alle ore 17.29


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