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"La freccia ferma" (Elvio Fachinelli) e "La banalità del male" (Hannah Arendt). A "Regime leggero", verso la catastrofe...

IL BERLUSCONISMO E IL RITORNELLO DEGLI INTELLETTUALI. Dal 1994 al 2008 : "Gran brutta aria, regime ancora no" !!! La Rossanda e l’allarme di Umberto Eco. Un "aggiornamento" di Alessandra Longo - a cura di pfls

mardi 8 juillet 2008 par Maria Paola Falchinelli
[...] Lo scrittore Predrag Matvejevic, che ha conosciuto il regime croato di Tudjman e l’aria irrespirabile dei Paesi dell’Est, e ha ricevuto la cittadinanza italiana dal presidente Napolitano, tifa per un’Italia più reattiva : « Una democrazia a rischio può scivolare facilmente in quello che io chiamo "democratura" dove tutto sembra come prima, dove si proclama con forza il rito della democrazia ma, in realtà, è rimasto solo l’involucro » [...]
"PUBBLICITA’ PROGRESSO" : L’ITALIA E LA FORZA DI (...)

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> IL BERLUSCONISMO E IL RITORNELLO DEGLI INTELLETTUALI. Dal 1994 al 2008 : "Gran brutta aria, regime ancora no" !!! ---è pericoloso ridurre la portata dell’iniziativa guardando solo la punta dell’iceberg : il problema dell’iniziativa contro « il ritorno del Caimano » non è in ciò che dice, ma in quel che non dice (di Gabriele Polo, MEZZA OPPOSIZIONE)..

mardi 8 juillet 2008

Mezza opposizione

di Gabriele Polo (il manifesto, 08.07.2008)

Comunque vada non saranno i guai giudiziari a far cadere Berlusconi dal piedistallo. Come accade da quattordici anni a questa parte. Ora, nella « doppietta » decreto bloccaprocessi-lodo Alfano, il premier può optare persino per la seconda ipotesi, facendo contenti i suoi alleati e fornendo al Pd l’apparenza di un punto da incassare. A dover scegliere il male minore, l’impunità temporanea per « le alte cariche dello stato » è sicuramente l’opzione preferibile. Ma sempre « male minore » è.

La vicenda conferma come la via giudiziaria al cambiamento politico sia un’illusione, ma - soprattutto - quanto sia sbagliato concepire la lotta al berlusconismo come battaglia che si risolve in una persona sola e nelle sue malefatte. Per quanto sia potente la persona e grave il malaffare. Un riduzionismo che, prima, ha costruito un’alleanza elettorale dal respiro corto come quella dell’ultimo governo Prodi e ora ha ridotto l’opporsi parlamentare al puro contrasto delle leggi ad personam predisposte dalla maggioranza del presidente del consiglio.

Così la prima manifestazione di massa contro un governo ignobile è costretta a muoversi sulle sabbie mobili di uno scambio tra le due modalità diverse messe in campo per garantire l’impunità berlusconiana, mentre il Pd si accontenta (per simularsi in vita) di un’innocua raccolta di firme in attesa di una piazza che verrà. Tra tre mesi, forse.

Nel frattempo Maroni prende impronte, Tremonti propaganda la sua carità ai poveri, il duo Brunetta-Sacconi smantella in via definitiva i diritti del lavoro, la Russa fa la guerra, Scajola predispone affari nucleari. In pochi vedono in queste politiche concrete l’essenza del berlusconismo ; in pochissimi (e sparpagliati) provano a opporvisi. I più inseguono le vicende pecorecce dell’imperatore e dei suoi cortigiani o pensano di poterle esibire come prova d’indegnità a un’opinione pubblica ormai rotta a tutto o quasi.

Scendere in piazza è un atto lodevole e c’è da sperare che la manifestazione di oggi vada bene, che sia un augurio per il futuro. Ma è pericoloso ridurre la portata dell’iniziativa guardando solo la punta dell’iceberg : il problema dell’iniziativa contro « il ritorno del Caimano » non è in ciò che dice, ma in quel che non dice. Nel lasciare ai margini, ad esempio, i temi economici e sociali. Nell’ignorare che l’uso privato e affaristico della cosa pubblica è la forma che riveste la sostanza della trasformazione delle persone in merci, dei cittadini in sudditi. Una mezza opposizione.


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