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COSTITUZIONALMENTE, FORMALMENTE E LEGALMENTE, RIPRENDERSI LA PAROLA : ITALIA. LUNGA VITA ALL’ITALIA (Huang Jianxiang)!!!

PER L’ITALIA, PER LA LINGUA DEI NOSTRI PADRI E DELLE NOSTRE MADRI COSTITUENTI, IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE. CONTRO L’OFFESA PIU’ GRANDE, SCIOGLIMENTO DEL PARTITO "Forza Italia" E DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, IMMEDIATAMENTE!!! - A CURA DEL PROF. FEDERICO LA SALA

O vogliamo iniziare il nuovo anno scolastico con l’alzabandiera e il canto dell’inno "nazionale" del Partito "Forza Italia", dalle Alpi alla Sicilia?!!!
domenica 13 luglio 2008 di Maria Paola Falchinelli
LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA:
Art. 1.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
(dal sito della PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA ITALIANA, non dal sito della Presidenza del PARTITO-AZIENDA "Forza Italia" del cittadino Silvio Berlusconi!!!).
PER LA COSTITUZIONE. A TUTTI I CITTADINI E A TUTTE LE CITTADINE, A TUTTI GLI STUDENTI E A TUTTE LE STUDENTESSE D’ITALIA... (...)

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> PER L’ITALIA, PER LA LINGUA DEI NOSTRI PADRI E DELLE NOSTRE MADRI COSTITUENTI, IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE. CONTRO L’OFFESA PIU’ GRANDE, SCIOGLIMENTO DEL PARTITO "Forza Italia" E DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, IMMEDIATAMENTE!!! ---- BERLUSCONI DA PARIGI: DIALOGO CON GENTE RESPONSABILE (di Yasmin Inangiray, Ansa).

domenica 13 luglio 2008

Ansa» 2008-07-13 21:01

BERLUSCONI DA PARIGI: DIALOGO CON GENTE RESPONSABILE

di Yasmin Inangiray

ROMA - Le riforme istituzionali tornano ad essere uno dei punti principali dell’agenda politica. Se Umberto Bossi invita a riallacciare il dialogo per il federalismo, Silvio Berlusconi è però "determinatissimo" ad andare avanti anche a maggioranza sulle riforme, comprese quelle istituzionali: sì al dialogo se "gli interlocutori sono responsabili", altrimenti "meglio non dialogare".

A stretto giro di posta arriva Massimo D’Alema che ribadisce come le riforme siano necessarie ma la ripresa del dialogo "dipende dalla maggioranza". Dopo il monito del Capo dello Stato, a riallacciare i fili, domani ci proveranno i protagonisti del seminario organizzato dalla fondazione Astrid proprio sulle riforme.

A discutere di legge elettorale sul modello tedesco e legge proporzionale con sbarramento al 3% ci saranno esponenti del Pd, dell’Udc, della Lega e di Rifondazione: da Veltroni a D’Alema, da Casini a Calderoli e Giordano. Insomma quei partiti che nella passata legislatura aveva dato il loro ok alla bozza di riforma elaborata da Enzo Bianco. All’appello mancherà Alleanza Nazionale che pur apprezzando la ripresa del dialogo mantiene la sua contrarietà al modello tedesco. Chi auspica che dalle riforme possa scaturire un "matrimonio tra Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema" è l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga: "Al Cavaliere ho detto che ha sbagliato interlocutore", dice riferendosi alle prove di dialogo con Veltroni. "Dovrebbe tornare con D’Alema, lui sì che ha statura".

Senza il consenso dell’opposizione, la strada delle riforme é in salita. Ne è convinto ad esempio Umberto Bossi che invita "a riallacciare il dialogo" con l’opposizione. L’impresa è ardua, spiega il leader del Carroccio riferendosi allo scontro sulla giustizia, che però e pronto a mettersi "al lavoro già dalla prossima settimana". La Lega Nord non esclude nessun interlocutore: "Non mi tiro indietro di fronte a nessuno - precisa - non ho alcuna paura di chi lavora per il federalismo, da qualunque parte venga". Nella Lega c’é anche chi come Roberto Calderoli ha già pronta una bozza di riforma per la legge elettorale per le europee da approvare entro novembre: sbarramento al 4% e preferenza unica. Segnali di disponibilità alla ripresa di un confronto con l’opposizione arrivano anche da An che con Italo Bocchino però avverte: "Il dialogo non deve essere all’insegna di furbizie e sotterfugi, non deve puntare all’inciucio".

Nessun passo indietro, quindi, su bipartitismo e democrazia diretta. Ecco perché dal partito di via della Scrofa arriva un secco no all’ipotesi di riportare in auge il modello tedesco. Interessato agli sviluppi del confronto è l’Udc di Casini che mette insieme al discorso sulle riforme anche quello sulle possibili alleanze: "Non escludo niente", precisa l’ex presidente della Camera a proposito di future intese, ma su un punto è chiaro: "Non si parli di bipartitismo. E’ una finzione".

Quanto al Pd, nella scorsa legislatura fu tra i protagonisti della trattativa intorno alla bozza Bianco. Nel partito però non tutti sono favorevoli ad un’intesa sul tedesco. Per l’ulivista Franco Monaco se il partito "sposasse il tedesco, si richiederebbe un congresso e un’altra leadership". Disponibile al dialogo, ma sempre guardingo, il leader dell’Idv Antonio di Pietro: "Invito gli alleati a non cadere nel trabocchetto del finto dialogo".

Un invito alla chiarezza arriva poi dal presidente del comitato per il referendum sulla legge elettorale Giovanni Guzzetta che chiama in causa direttamente Gianfranco Fini e Walter Veltroni che nei mesi scorsi avevano giudicato positivamente la raccolta delle firme: "Gli obiettivi del referendum - precisa - sono incompatibili con il sistema tedesco". Di referendum parla anche Antonio Di Pietro, ma per chiedere che venga eliminato il quorum.


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