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Politica

Il sindacalista Giuseppe Casamassima, opinionista autorevole, risponde all’appello di Emiliano Morrone al presidente Ciampi

Per proseguire il dibattito sull’isolamento della Calabria e lo spopolamento di San Giovanni in Fiore, il contributo di un giovane quanto acuto intellettuale
lunedì 16 gennaio 2006 di Emiliano Morrone
Caro Direttore,
ho letto anch’io, con molto interesse, la tua lettera del 07 gennaio scorso che, rimbalzando qua e là, ha determinato un vero e proprio effetto-onda dal punto di vista mediatico. Scrivendola, sei riuscito a suscitare un vivace dibattito che ha coinvolto anche altri media (stampa e TV) e, soprattutto, a far riflettere molta gente sulla realtà che sta sotto gli occhi di noi tutti. Credo, perciò, che la tua lettera offra un’occasione unica per iniziare a fare, finalmente, (...)

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> Il sindacalista Giuseppe Casamassima, opinionista autorevole, risponde all’appello di Emiliano Morrone al presidente Ciampi

venerdì 20 gennaio 2006

Caro Giuseppe, dal tuo articolo trabocca una passione sviscerata per questa terra che mi accomuna molto al tuo sentire. Mi ha emozionato molto leggere le tue argomentazioni sulle ragioni storiche che avrebbero determinato in maniera significativa lo sviluppo sociale ed economico della Calabria. Ho rivissuto, infatti, le tue appassionate arringhe liceali contro uno pseudo buonismo di stato nei confronti del sud, usato, gettato e riciclcalto all’occorrenza. Sono d’accordo quando sostieni che per anni la situazione di sottosviuppo in cui ha versato la Calabria ha fatto comodo alla grande industria del Nord, in quanto avere una sana e cerebralmente-robusta manovalanza nella propiria nazione per mandare avanti le sue fabbriche era un lusso che pochi paesi al mondo potevano permettersi. Purtroppo di casi simili, di sudditanza economica e lavorativa di un paese nei confronti di un altro, se ne sono avuti anche in altre parti del mondo come in America: il Messico e i paesi latino americani con gli Stati Uniti. I risultati di tale sfruttamento, ancora in essere, sono sotto gli occhi di tutti. Quanto al Lombroso le sue tesi così strampalate e sconclusionate furono talmente nefaste per le popolazioni meridionali da farle guadagnare un posto di prim’ordine nella lista delle razze da smaltire, nel delirio dell’olocausto nazista, dopo ebrei, zingari, turchi, e greci. Penso che dal tuo straordinario e interessante documento storico debba nascere una riflessione forte, che ci renda più determinati e impegnati nella costruzione di una nuova Calabria. Un futuro che ci affranchi dalle logiche affaristiche dei partiti, spesso immagine di meschini politicanti locali, che hanno contribuito in maniera devatstante al sottosvilppo del sud e che, spesso, hanno messo in secondo piano le evidenti colpe dell’arretratezza del sud da parte di certi poteri forti del ricco Nord Italia. Quod non fecerunt barbari, fecerunt partiti. Altro che Borboni! Ti auguro di proseguire con successo nella tua ammirevole opera di revisione storica e di stimolare, proficuamente, un sano e costruttivo dibattito sul riscatto del sud. Orgoglio e senso di appartenenza a questa terra devono rinforzarsi nelle nuove leve e ciò si può fare anche grazie ad una rilettura critica di quello che eravamo e che qualcuno ha voluto non fossimo più.

Con stima ed amicizia, Marco.


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