Poster un message

En réponse à :
REPUBBLICA ITALIANA. CARTA COSTITUZIONALE E CARTA D’IDENTITA’ .... PERDUTA !!!

L’ITALIA, IL GOLPISMO STRISCIANTE DEL PARTITO DI SILVIO BERLUSCONI "FORZA ITALIA", E LA NECESSITA’ DI UN RI-ORIENTAMENTO MORALE, CULTURALE, POLITICO E TEOLOGICO. Un’indicazione per la pacificazione (non per la guerra civile) - a cura di Federico La Sala

vendredi 21 novembre 2008 par Maria Paola Falchinelli
Materiali per riflettere (cliccare sul rosso, per leggere gli articoli)
ITALIA : LA PAROLA - RUBATA !!! Forza ITALIA o "Forza ITALIA" ?!?!
A SANDRO PERTINI. RESTITUIRE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA IL SUO ONORE, LA SUA GLORIA, E IL SUO GRIDO : FORZA ITALIA !!!
Messaggio del Presidente Napolitano nel trentennale dell’elezione di Sandro Pertini a Presidente della Repubblica
ITALIA. Memoria della Liberazione e della Legge dei nostri Padri e delle Madri Costituenti....
PACIFICAZIONE, (...)

En réponse à :

> L’ITALIAE LA NECESSITA’ DI UN RI-ORIENTAMENTO MORALE, CULTURALE, POLITICO E TEOLOGICO. -- La festa del 2 giugno. La democrazia a un bivio (di Guido Crainz).

vendredi 1er juin 2018

La festa del 2 giugno

La democrazia a un bivio

di Guido Crainz (la Repubblica, 01.06.2018)

Mai come quest’anno il 2 giugno ci costringe a interrogarci sul nostro essere nazione e sulla tenuta della nostra democrazia, ed Ŕ difficile sfuggire alla sensazione di essere di fronte a un bivio. Mai infatti, neanche nelle fasi pi¨ aspre, questa data ha cessato di essere la festa di tutti gli italiani : il momento in cui ribadiscono i fondamenti culturali, politici e civili del proprio vivere collettivo. Mai qualcuno aveva pensato di utilizzare il 2 giugno per contestare le nostre regole costituzionali. Mai, neanche per un attimo, era stata proposto di lacerare questa giornata con una manifestazione di parte volta a colpire proprio quelle regole, assieme alla figura istituzionale che ne Ŕ garante ( e il vulnus resta, anche se la miserevole proposta Ŕ crollata grazie alla alta e necessaria fermezza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella).

Non avvenne neppure nel clima teso della Guerra fredda, nonostante le profonde divisioni e contrapposizioni di allora. E non avvenne negli anni cupi della strategia della tensione e del terrorismo degli anni Settanta : la centralitÓ del 2 giugno verrÓ appannata semmai dalla smemoratezza degli anni Ottanta, nel prolungarsi dell’abolizione della festivitÓ decisa nel 1977 (discutibile conseguenza di esigenze di “austeritÓ”).

Quell’appannarsi era in realtÓ il sintomo dell’indebolimento civile del Paese, malamente mascherato dalle euforie di quel decennio, e alla vigilia del crollo della “ prima Repubblica” Giorgio Bocca evocava a contrasto, su queste pagine, l’Italia uscita dalla guerra : eravamo divisi in fazioni, scriveva, in un Paese distrutto, eppure « uniti nel vivere, liberali, cattolici, monarchici, comunisti, padroni, operai, tutti certi di essere padroni del nostro destino. Ma questa voglia di avere un’identitÓ, di essere noi, sembra esserci uscita dal corpo. Che Paese siamo ? Che cosa significa essere italiani ? » . In quella crisi il valore centrale del 2 giugno sembr˛ offuscarsi ancora e la sua decisa riaffermazione fu parte integrante della pedagogia civile avviata con forza dal presidente Ciampi e proseguita dai suoi successori.

Fu parte integrante del loro impegno a rifondare il “ patriottismo repubblicano” nella coscienza collettiva, collocandolo nella pi¨ ampia appartenenza europea e rafforzandone al tempo stesso i momenti simbolici e le date fondative. In primo luogo, appunto, la festa del 2 giugno, ripristinata da Ciampi nella sua interezza e accompagnata da una parata che poneva ora al centro l’impegno dell’esercito nelle calamitÓ civili e nelle missioni di pace. Ciampi stesso ha ricordato : andai a quella prima, rinnovata sfilata « in una vettura scoperta, con al fianco il ministro della Difesa, Sergio Mattarella. Eravamo circondati da una folla festosa che mi diceva di andare avanti, mi ringraziava, era contenta » . Quella ispirazione Ŕ andata via via arricchendosi e sono ancora vive le immagini di un anno fa, con la folta presenza di sindaci e con quell’enorme tricolore che calava sul Colosseo.

╚ forte dunque la sensazione di essere oggi di fronte a una possibile, inquietante divaricazione, e nei giorni scorsi lo abbiamo compreso in maniera traumatica : in essi infatti il fantasma del populismo Ŕ uscito definitivamente dal limbo delle definizioni astratte o da territori ancora lontani. ╚ diventato forza corposa e devastante, con la lacerante contrapposizione fra una “ sovranitÓ del popolo” arbitrariamente interpretata e le istituzioni che la fanno realmente vivere, svilite e calpestate assieme alle loro regole. Questo abbiamo vissuto e viviamo, e quelle lontane parole di Giorgio Bocca sembrano di nuovo drammaticamente attuali.


Ce forum est modéré à priori : votre contribution n'apparaîtra qu'après avoir été validée par un administrateur du site.

Titre :

Texte de votre message :
(Pour créer des paragraphes, laissez simplement des lignes vides.)

Lien hypertexte (optionnel)
(Si votre message se réfère à un article publié sur le Web, ou à une page fournissant plus d'informations, veuillez indiquer ci-après le titre de la page et son adresse URL.)
Titre :

URL :

Qui êtes-vous ? (optionnel)
Votre nom (ou pseudonyme) :

Votre adresse email :