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EU-ANGELO= BUONA-NOTIZIA, PER TUTTI GLI ESSERI UMANI: Deus charitas est (non - enciclicamente e ratzingerianamente - "Deus caritas est", SCV - 2006)!!!

ADAMO ED EVA, MARIA E GIUSEPPE UGUALI DAVANTI A DIO: L’ALLEANZA DI FUOCO. SI’ ALLE DONNE VESCOVO: LA CHIESA ANGLICANA SORPASSA LA CHIESA "CATTOLICA". Il cattolicismo "andropologico" romano è finito - a cura di Federico La Sala

L’antropologia della "sacra famiglia" della gerarchia vaticana è zoppa e cieca: il Figlio ha preso il posto del padre "Giuseppe" e dello stesso "Padre Nostro" e continua a "girare" il suo film pre-evangelico preferito, "Il Padrino"!!!
sabato 12 luglio 2008 di Maria Paola Falchinelli
DOPO 500 ANNI, PER IL CARDINALE RAVASI LA PRESENZA DELLE SIBILLE NELLA SISTINA E’ ANCORA L’ELEMENTO PIU’ CURIOSO.

15 anni fa l’apertura alle donne pastore in Inghilterra e Galles
Chiesa anglicana: ’’Sì alle donne vescovo’’.
Vaticano: ’’Strappo alla tradizione’’
Voto positivo dei componenti del Sinodo generale riuniti a York, nel nord della Gran Bretagna, che si sono espressi anche a favore di un "codice di condotta", per evitare lo (...)

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> LA CHIESA ANGLICANA --- ll nuovo arcivescovo di Canterbury è Justin Welby. Un ex petroliere a capo di una Chiesa anglicana sull’orlo dello scisma (di Eric Albert i- “Le Monde”)

domenica 11 novembre 2012

Un ex petroliere a capo di una Chiesa anglicana sull’orlo dello scisma

di Eric Albert

-  “Le Monde” dell’11 novembre 2012
-  (traduzione: www.finesettimana.org)

Una ventata d’aria fresca ha soffiato sul palazzo di Lambeth venerdì 9 novembre. Nella bella residenza londinese del XIII secolo del capo spirituale della Chiesa anglicana, sulle rive del Tamigi, il nuovo arcivescovo di Canterbury si è presentato alla stampa, subito dopo la sua nomina ufficiale da parte della regina d’Inghilterra. Senza tonaca e rimboccandosi le maniche della camicia, Justin Welby, 56 anni, ha risposto in modo chiaro e franco alle domande.

“Sì”, è a favore delle donne vescovo e voterà a favore di questa proposta nel prossimo sinodo che inizierà il 19 novembre. In compenso, pur non avendo alcuna opposizione di principio a che il matrimonio omosessuale civile sia introdotto dal governo britannico, pensa che non debba essere imposto alla Chiesa. In poche frasi, il nuovo primate anglicano ha espresso la sua posizione, incidendo due dei bubboni che tormentano gli anglicani.

Il linguaggio diretto e conciso, costellato di umorismo, contrasta con le frasi complicate del suo predecessore Rowan Williams, che ricopriva la carica da nove anni e che aveva annunciato, in aprile, l’intenzione di dare le dimissioni, una decisione per nulla eccezionale per gli anglicani. Williams è un teologo affermato, ma non ama prendere posizioni nette. Bisogna dire che la Comunione anglicana, che riunisce 80 milioni di fedeli in 38 “province” in tutto il mondo, rischia lo scisma.

Da un lato, l’ala conservatrice, principalmente in Africa, si oppone al riconoscimento dei vescovi omosessuali ed è molto reticente alla nomina delle donne vescovo. Dall’altro i progressisti, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna (anche se divisioni esistono pure qui), ritengono che la Chiesa debba vivere con il suo tempo ed accettare questi cambiamenti. I disaccordi sono così vivi che quasi un quarto dei vescovi anglicani hanno boicottato la conferenza di Lambeth nel 2008, la loro grande riunione decennale. Per sostituire Rowan Williams, la Chiesa anglicana aveva quindi bisogno di qualcuno capace di andare al di là delle divisioni. Ma la scelta di Justin Welby ha sorpreso. Quasi sconosciuto al grande pubblico, è vescovo solo da un anno. E il suo percorso è atipico.

L’uomo ha avuto una prima carriera di undici anni nell’industria petrolifera, e solo dopo ha avuto una vocazione tardiva. Avendo studiato a Eton (la scuola privata altolocata da cui è uscito tra l’altro il primo ministro, David Cameron, poi a Cambridge), il dr. Welby era destinato alle più alte responsabilità. Assunto a Parigi da Elf Aquitaine nel 1978 - di questa esperienza ha conservato un eccellente francese ed una casa in Normandia - ha rapidamente raggiunto posizioni al vertice nell’azienda, occupandosi essenzialmente di finanza, in particolare in Nigeria. Dopo cinque anni in Francia, è rientrato in Inghilterra, divenendo tesoriere di Enterprise Oil, un’importante società britannica quotata in borsa, che gli versava uno stipendio molto alto.

Nel 1983 vive una tragedia familiare: la figlia di sette mesi muore in un incidente d’auto. Questa esperienza, accompagnata dalla convinzione di una chiamata di Dio, lo spinge a lasciare tutto, sei anni dopo, all’età di 31 anni. Ordinato nel 1992, padre di cinque figli, non ha mostrato interesse per una scalata nella gerarchia religiosa, preferendo il lavoro sul campo. Dopo essere stato a lungo prete a Coventry, poi a Liverpool, è stato nominato vescovo di Durham nel 2011. Oggi, dice di essersi sorpreso lui per primo di essere stato improvvisamente catapultato a capo degli anglicani. “L’esperienza di queste ultime settimane è stata per lo meno strana. (...). Ma quando la Chiesa ti sceglie, bisogna dire di sì al Signore”.

Al di là del tono diretto, il Dr Welby è considerato un conservatore. Appartiene al ramo evangelical degli anglicani. Grazie alla sua esperienza fuori della Chiesa, sa che la religione non ha alcuna importanza per gran parte dei britannici. Il suo obiettivo è di reintrodurla nella vita quotidiana delle persone.

Il Dr. Welby ha anche lavorato molto alla risoluzione dei conflitti, in particolare tra cristiani e musulmani nel nord della Nigeria.

La lezione che ne trae? Che bisogna accettare di non essere d’accordo, ma che semplicemente bisogna lasciare uno spazio all’altro. “Voglio che la Chiesa sia un luogo in cui si possa essere in disaccordo nell’amore.” Un metodo di cui avrà proprio bisogno per evitare uno scisma, quando assumerà ufficialmente le sue funzioni nel marzo 2013


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