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Editoriale

Libertà più sacra della vita

lunedì 4 agosto 2008 di Direttore Gianni Vattimo
Il sempre tristemente attuale dibattito sulla violenza è in genere dominato dall’idea della sacralità e dunque indisponibilità della vita. L’emblema stesso della violenza è togliere o togliersi la vita. Sembra del tutto dimenticato il grande motto degli antichi che ammoniva a non voler salvare la vita a costo di perdere i valori che la rendono preziosa («propter vitam vivendi perdere causas»). I poveri martiri cristiani dovrebbero dunque apparirci come testardi suicidi, per non parlare di (...)

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> Libertà più sacra della vita

venerdì 1 agosto 2008

Un cuore puro è insidiato da crudele e dicotomico contrasto: è trascinato dall’inganno ed è rincorso dalla lusinga della sensibilità sincera...l’umana e struggente foga di assolvere a entrambe le seduzioni è madre dell’instabilità del vivere. E’ violenza, quindi omissione di libertà, impedire al suicida di togliersi la vita...ma lo stesso suicida omette libertà qualora rifiuta di “reagire all’instabilità”. Spesso capita di sentirsi prossimi o sul punto del non ritorno...le “crisi per instabilità” sono punti di non ritorno.

Il ciclo della vita segue i tratti di equilibrio stabile...un pendolo oscilla, descrive traiettorie dolci, smorzate, ampie, disordinate. L’oscillazione si ferma, allo scandir del giusto tempo: la fine della vita. Fermare violentemente l’oscillazione è togliersi la vita...accelera i tempi ma non procura miglioramento.

Dal “non ritorno” si ritorna?

Se anziché fermare violentemente l’oscillazione, altrettanto violentemente si impatta un urto contro il pendolo questo cambia direzione, varia il suo percorso...il pendolo torna ad oscillare, scalzando di frequenza in frequenza, fino a che il tempo naturale avrà compiuto il suo trapasso. G.G.


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