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PIANETA ITALIA. LA DECADENZA CRESCENTE, IL BERLUSCONISMO, E L’URGENZA DI UNA COSTITUENTE DELLA SINISTRA. Un’analisi di Asor Rosa - a cura di pfls

mercredi 20 août 2008 par Maria Paola Falchinelli
[...] se qualcuno pensa che la crisi della sinistra si risolva creando un nuovo piccolo partito dei frantumi dei vecchi, farebbe bene a cambiare opinione il più presto possibile. Ciò a cui sembra opportuno pensare è un vasto e persino eterogeneo movimento di forze reali, che sta dentro e fuori i vecchi partiti e per il quale vale la parola d’ordine che l’unica organizzazione possibile è l’autorganizzazione : una rete di istanze e rappresentanze diverse, collegate strategicamente e non (...)

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> PIANETA ITALIA. LA DECADENZA CRESCENTE, IL BERLUSCONISMO, E ---- LA SPARATA DI ASOR ROSA. "STATO D’EMERGENZA PER SALVARE LA DEMOCRAZIA".

jeudi 14 avril 2011


-  La sparata di Asor Rosa
-  "Stato d’emergenza per salvare la democrazia"
-  Ferrara : è golpe. La replica : bisogna reagire

-  È eversivo invocare l’intervento di polizia e carabinieri ? Lo sarei se invocassi la rivolta
-  Nessuna critica a Napolitano. Dobbiamo accettare o meno la fatalità di un bis del ’22
-  Berlusconi manda in frantumi le regole e l’assetto democratico e repubblicano
-  Certo, la mia è una forzatura. Serve a farsi capire meglio e a focalizzare l’attenzione

-  di Goffredo De Marchis (la Repubblica, 14.04.2011)

ROMA - Per evitare che la storia si ripeta, che l’Italia torni alle condizioni del 1922 (alba del fascismo) o precipiti nella deriva della Germania del ‘33 (avvento di Hitler) Alberto Asor Rosa propone una strada : dichiarare lo stato di emergenza, congelare le Camere, chiamare al governo Carabinieri, Polizia di stato e magistratura. Il professore, ex parlamentare del Pci, descrive il suo progetto in un editoriale sul manifesto di ieri. La democrazia è già collassata, scrive Asor Rosa citando i precedenti del Novecento. Per colpa « di Berlusconi e dei suoi più accaniti seguaci ».

L’articolo scatena, com’era prevedibile, Giuliano Ferrara che a Qui Radio Londra attacca a testa bassa accostando impropriamente Eugenio Scalfari e la Repubblica ad Asor Rosa e alla sua tesi : « C’è chi propone il colpo di Stato contro il governo eletto dai cittadini. Asor Rosa spiega con chiarezza un progetto politico che è di Repubblica. Del resto il professore fa parte della cricca di Scalfari ». Ribatte a muso duro Asor Rosa : « C’è un’unica cricca lobbistica ed è quella notoriamente guidata dal presidente del Consiglio, ed i pericoli che ha provocato per la democrazia italiana sono pesantissimi ». Asor Rosa però conferma la sua assurda exit strategy al berlusconismo. Lui stesso la definisce paradossale : « Pensavo mi chiamasse uno psichiatra, non un giornalista », dice rispondendo al telefono.

Se anche lei sa che il paradosso ha aspetti eversivi perché lo ha scritto ? Propone di reagire alle regole calpestate violando tutte le regole. E gli amici del Cavaliere, come Ferrara, ci sguazzano. Bel risultato.

« Da tempo immemorabile Ferrara non rappresenta più nulla. Ma l’alternativa quale sarebbe ? Tacere ? Il mio ragionamento è chiaro, soprattutto nelle premesse. C’è un’obiettiva frantumazione delle regole ed è opera del capo del governo. L’atteggiamento etico politico di Berlusconi mette in discussione l’assetto democratico e repubblicano. Se tutto questo è vero, e secondo me è vero, bisogna porsi il problema di come se ne esce ».

Ma lei immagina una « prova di forza » che è l’opposto della democrazia.

« La mia proposta è una forzatura e le forzature servono a farsi capire meglio. A focalizzare l’attenzione sulle premesse ».

Poteva fermarsi a quelle.

« No, anche perché non credo che lo stato d’eccezione sia contro la nostra Costituzione ».

Congelare le Camere, affidare i poteri alle forze dell’ordine. Dove ha letto queste cose nella Carta ?

« Non sono un costituzionalista ma invito tutti a valutare bene gli articoli 87 e 88 della Costituzione. E a vedere cosa se ne ricava in un momento di rischio della democrazia. Se qualcuno mi dimostra che la democrazia in Italia non è a rischio accetto la confutazione. Altrimenti dobbiamo fare tutto il possibile per evitare il peggio ».

Quegli articoli riguardano i poteri del presidente della Repubblica. Napolitano non sta già facendo moltissimo per respingere leggi inaccettabili e comportamenti fuori controllo ?

« Non ho nessuna critica da muovere a Napolitano. Ma tutti abbiamo di fronte una responsabilità storica : accettare o meno la fatalità di quello che accade come avvenne nel ‘22 e nel ‘33. La prospettiva politica si è enormemente aggravata. E chiede un impegno che va oltre il semplice accettare o respingere leggi ».

Lei soffia sul fuoco, non è anche questo pericolo ? Per fortuna sono parole isolate.

« È eversivo, è soffiare sul fuoco invocare l’intervento di Polizia e Carabinieri ? Sono organi dello Stato. Sarei eversivo se invocassi la rivolta popolare. Ma non lo faccio. Chiedo solo che la democrazia e lo Stato si autodifendano ».

Un uomo con la sua storia di sinistra che invoca i generali. Non è in imbarazzo ?

« L’apprezzamento per la polizia e i carabinieri fa parte della maturazione quasi secolare di cui sono portatore ».

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