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Fedel-tà

Commento sulla vicenda di Padre Fedele Bisceglia

venerdì 27 gennaio 2006 di Emiliano Morrone
La partecipazione alla vicenda mediatica del cappuccino padre Fedele Bisceglia è impressionante. L’opinione pubblica è fortemente divisa tra colpevolisti, innocentisti e prudenti. Qualcuno ci ha scritto che io non penso, che siamo ciechi e ottusi e che non vogliamo renderci conto dell’evidenza. Vorrei, a riguardo, precisare alcune cose. Secondo le ultime notizie, pare che il frate missionario abbia commesso violenze indicibili, che le abbia programmate con attenzione e che, addirittura, si (...)

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> Commento sulla vicenda di Padre Fedele Bisceglia

domenica 29 gennaio 2006

Caro direttore questa storia non c’entra nulla con quella di Enzo Tortora. Tortora fu messo in galera perché dei falsi pentiti lo accusarono per avere benefici di legge.

I fatti: c’è un prete che non è fedele alla propria missione, che gestisce in modo irregolare una comunità finanziata con soldi dello stato, che ha una condotta privata contraria alle apparenze dell’abito che indossa. Sappiamo che una suora, secondo una perizia, ha evidenti segni di violenza carnale. Ci sono una suora e altre dieci donne che denunciano attenzioni sessuali non gradite, se non vere e proprie violenze, spesso condite con l’arma del ricatto del permesso di soggiorno.

Sarà la magistratura ad accertare violenze sessuali, stupri di gruppo, minacce e quant’altro. Ma immaginare inesistenti complotti è una offesa alla nostra intelligenza, alla memoria di Enzo Tortora, e soprattutto a dieci donne che potrebbero essere le vittime di violenze e di cui nessuno si preoccupa.

Tirare in ballo l’attività missionaria di padre Fedele a suo sostegno è inutile. Si può fare il missionario, essere superiore dei cappuccini e violentare delle donne. Non vedo come possa la sua attività di sacerdote esimerlo dalle sue responsabilità. E’ come mischiare l’acqua con l’olio.

All’aspirante sacerdote Francesco che si scandalizza e non si interessa della sorte delle vittime degli stupri, dico che nel Vangelo è scritto che gli scandali sono utili (oportet ut scandala eveniant). Sono utili perché ci sono delle vittime, utili perché dietro questi stupri ci sono ragioni più profonde.

Francesco confonde il sesso con il dedicarsi agli umili e ai deboli. Non c’entrano niente. La castità e il celibato sono inutili alla sua missione, e, anzi dannose. Perché persone sentimentalmente e sessualmente immature non sanno cosa sia amare e dedicarsi agli altri. Gli scandali (spesso repressi) dei preti pedofili dovrebbe insegnarci che non c’entra nulla la loro eventuale omosessualità.

Caro Francesco, ti consiglio di riflettere prima di fare una scelta che, per la vita, ti impone una scelta innaturale come la castità. La nostra natura di esseri umani sessualmente attivi prima o poi verrà fuori anche in te. E non vorrei che tu ti trovassi a vivere nella clandestinità la tua affettività e sessualità, come moltissimi sacerdoti fanno.

Francesco


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