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DOLLARO, POLITICA, E RELIGIONE. IN GOD WE TRUST....

ELEZIONI USA. McCain sorpassa Obama e già canta la sua canzone: "Yes We Can"!!! Il sogno americano è finito? - a cura di pfls

Per commentare la decisione di Bush, salvare con i soldi del Tesoro i due giganti dei mutui, McCain e Obama hanno usato più o meno le stesse parole: la Casa Bianca ha fatto bene.
lunedì 8 settembre 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] Se la media (calcolata dal sito RealClearPolitics) vede ancora Obama in leggerissimo vantaggio (46 contro 45,2) gli ultimi due in ordine di tempo sono devastanti per il candidato democratico: il Gallup Poll Daily Tracking dà a McCain un vantaggio di tre punti (48 a 45), quello di Zogby dà il ticket repubblicano in testa con il 49,7 dei voti contro il 45, 9 di Obama-Biden [...]

Il candidato repubblicano sembra riuscito a far (...)

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> ELEZIONI USA. ---- Il candidato democratico alla Casa Bianca dice di non aver paura... "Se il giorno delle elezioni vedremo tanta devozione" ha detto, "nulla potrà fermarci sulla strada per portare il cambiamento in America".

martedì 28 ottobre 2008


-  Il candidato democratico alla Casa Bianca dice di non aver paura
-  La rete Abc: "Non era stato informato del complotto neonazista"

-  Obama minimizza le minacce
-  "Gruppi di odio marginalizzati"

-  Telemarketer in sciopero per il senatore dell’Illinois: si rifiutano di leggere uno spot
-  che lo accusava. Su Usa Today l’appoggio dei "Repubblicani per Barack"

WASHINGTON - Il complotto neo-nazi non spaventa Barack Obama, che, dopo il muro di no comment issato ieri dal suo staff, rompe il silenzio. ’’Ho a disposizione le persone migliori del mondo, i nostri servizi segreti’’, ha detto il senatore rispondendo alla emittente KDKA della Pennsylvania alla domanda sul complotto ai suoi danni, svelato ieri insieme all’arresto di due neonazisti che pianificavano di fare una strage di ragazzi di colore in una scuola e di colpire Obama stesso. ’’Penso che uno dei meriti di questa campagna sia aver marginalizzato questi gruppi che inneggiano all’odio. Loro non sono l’America, non rappresentano il nostro futuro’’, ha aggiunto il candidato democratico alla Casa Bianca.

Secondo la rete americana Abc, Obama non era stato informato del complotto, segno che il piano non aveva raggiunto il punto da essere considerato una minaccia seria alla vita del senatore, che è sotto la protezione del Secret Service ormai da mesi per il timore di possibili attentati.

A sette giorni dal voto il candidato democratico incassa l’appoggio di un gruppo atipico, i cosiddetti "Repubblicani per Barack Obama", che hanno comprato una pagina di pubblicità sul quotidiano Usa Today, il più diffuso negli Stati Uniti con una tiratura di oltre due milioni di copie. "Votiamo per lui", spiegano i repubblicani perché "in tempi incerti come questi c’è bisogno di una mano sicura" ed è per queste ragioni che "milioni di repubblicani in tutto il paese respingono la politica di divisione del passato". "Anche se siamo fieri di essere repubblicani, siamo prima di tutto americani", concludono.

Il sostegno al senatore democratico arriva anche sotto forma di sciopero: in Indiana una quarantina di operatori di una azienda di telemarketing hanno incrociato le braccia quando è stato chiesto loro di leggere uno spot della campagna repubblicana in cui si accusava Barack Obama di essere "debole verso i criminali e di aver votato contro leggi che proteggono i bambini". Nina Williams, madre di una dei telemarketer, ha detto che la figlia si è lamentata del copione che avrebbe dovuto leggere: con lei una quarantina di colleghi, tutti pronti a rinunciare a una giornata di paga pur di non partecipare all’iniziativa giudicata "disgustosa".

Nell’ultima corsa finale prima del voto un unico nemico accomuna i due rivali: la pioggia. Il repubblicano John McCain ha dovuto cancellare un comizio all’aperto in Pennsylvania - uno dei campi di battaglia più duri di queste presidenziali - a causa di un gelido acquazzone che si è abbattuto sulla folla. Anche il senatore dell’Illinois si trova in Pennsylvania, lo stato che per quattro volte consecutive ha scelto il candidato democratico ma che lo staff di McCain considera la chiave per la vittoria. A Chester, Obama ha risposto al coraggio di migliaia sostenitori che hanno sfidato la pioggia e un vento gelido scegliendo di tenere ugualmente il suo discorso. "Se il giorno delle elezioni vedremo tanta devozione" ha detto, "nulla potrà fermarci sulla strada per portare il cambiamento in America".

* la Repubblica, 28 ottobre 2008.


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