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EU-ROPA, EVANGELO E COSTITUZIONE. "DIO NON E’ CATTOLICO" (Carlo Maria Martini). IL CRISTIANESIMO NON E’ UN CATTOLICISMO!!! E L’AMORE (Deus CHARITAS est) NON E’ MAMMONA (Benedetto XVI, "Deus caritas est", 2006)!!!

2008 DOPO CRISTO: CERCARE DIO?! A PARIGI COME AD ATENE NON PAROLE DELLA LINGUA DI FUOCO (DEUS CHARITAS EST) MA PAROLE VECCHIE DI UNA LINGUA DI GHIACCIO ("DEUS CARITAS EST", 2006) DA PARTE DEL PAPA. Il discorso integrale di Paolo-Ratzinger sul "Dio ignoto" agli intellettuali - a cura di pfls

Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio ... un cattolicesimo-ROMANO che ha sempre e per lo più confuso "Erode" con Cesare e Dio con "Mammona"!!!
domenica 14 settembre 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] Lo schema fondamentale dell’annuncio cristiano «verso l’esterno» - agli uomini che, con le loro domande, sono in ricerca - si trova nel discorso di san Paolo all’Areopago. Teniamo presente, in questo contesto, che l’Areopago non era una specie di accademia, dove gli ingegni più illustri s’incontravano per la discussione sulle cose sublimi, ma un tribunale che aveva la competenza in materia di religione e doveva opporsi all’importazione di religioni straniere. È proprio questa l’accusa (...)

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> 2008 DOPO CRISTO: CERCARE DIO?! A PARIGI COME AD ATENE NON PAROLE DELLA LINGUA DI FUOCO (DEUS CHARITAS EST) MA PAROLE VECCHIE DI UNA LINGUA DI GHIACCIO ("DEUS CARITAS EST", 2006) --- Il Papa a Lourdes: "I vescovi accettino la messa in latino".

domenica 14 settembre 2008


-  Appello alla Conferenza episcopale francese per l’unità della Chiesa
-  Monito contro le leggi sule unioni civili che "relativizzano" la natura della famiglia

-  Il Papa a Lourdes: "I vescovi
-  accettino la messa in latino"

LOURDES - Un appello ai vescovi affinché accettino la messa in latino per l’unità della Chiesa e un monito contro la "relativizzazione" della famiglia. Questi i cardini del discorso che Benedetto XVI ha pronunciato alla Conferenza espiscopale francese riunita a Lourdes per i 150 anni delle apparizioni mariane.

Il Papa spera che, grazie anche ad "alcuni frutti già manifestati" dal "motu proprio" che ha liberalizzato la messa in latino, si realizzi finalmente "l’indispensabile pacificazione degli animi". I vescovi francesi sono stati tra i più risoluti nel contrastare la liberalizzazione della messa tridentina, fino ad arrivare allo scisma dei seguaci di monsignor Lefebvre. Rivolgendosi ai seguaci del prelato ultratradizionalista, il Pontefice ha affermato che "occorre giungere in tempi ragionevoli a soluzioni soddisfacenti per tutti, così che la tunica senza cuciture del Cristo non si strappi ulteriormente. Nessuno è di troppo nella Chiesa. Ciascuno, senza eccezioni, in essa deve potersi sentire ’a casa sua’, e mai rifiutato".

Il Papa è poi tornato sul tema della famiglia. Scagliandosi ancora una volta contro quelle leggi che secondo la Chiesa ’’da vari decenni’’ ’’relativizzano in molti Paesi la sua natura di cellula primordiale della società’’. Parole non nuove per il Pontefice ma che acquisiscono un valore particolare in quanto pronunciate davanti ai vescovi della Francia, paese che ha legalizzato (con i Pacs) le unioni civili già nel 1999.

E proprio su quest’ultime Benedetto XVI ha affondato il suo attacco. La Chiesa, ha ribadito, deve opporsi alle leggi che favoriscono le unioni civili, attenendosi "con fermezza, anche a costo di andare controcorrente, ai principi che fanno la forza e la grandezza del Sacramento del matrimonio". "Spesso - ha proseguito - le leggi cercano più di adattarsi ai costumi e alle rivendicazioni di particolari individui o gruppi, che non di promuovere il bene comune della società".

Ratzinger ha osservato quindi come oggi un problema che ’’appare dappertutto di una particolare urgenza’’ sia ’’la situazione della famiglia’’ che si trova ad affrontare delle ’’vere burrasche’’. ’’I fattori che hanno generato questa crisi - ha proseguito - sono ben conosciuti’’ e, pur senza soffermarsi ad elencarli, il Pontefice non ha mancato di notare come ’’da vari decenni le leggi hanno relativizzato in molti Paesi la sua natura di cellula primordiale della società’’.

’’L’unione stabile di un uomo e di una donna, ordinata alla edificazione di un benessere terreno, grazie alla nascita di bambini donati da Dio, non e’ più, nella mente di certuni, il modello a cui l’impegno coniugale mira’’, ha ammonito ancora, aggiungendo: ’’Tuttavia l’esperienza insegna che la famiglia è lo zoccolo solido sul quale poggia l’intera società’’.

Malgrado la durezza dell’attacco, il Papa ha voluto comunque affermare che "la Santa Sede desidera rispettare l’originalità della situazione francese" riguardo alla distinzione tra Stato e Chiesa. "Sono convinto - ha spiegato - che le Nazioni non devono mai accettare di veder sparire ciò che costituisce la loro specifica identità".

* la Repubblica. 14 settembre 2008


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