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TEORIA E PRATICA DEL BAAL-LISMO. COME UN CITTADINO RUBA IL NOME DI TUTTO UN POPOLO, NE FA LA BANDIERA DEL PROPRIO PARTITO PERSONALE, E GETTA LE BASI DELLA PIU’ GRANDE BOLLA SPECULATIVA DELLA STORIA D’ITALIA...

POLITICA, FILOSOFIA, E MERAVIGLIA. Materiali sul tema - a cura di Federico La Sala

L’Italia come volontà e come rappresentazione di un solo Partito. Il "popolo della libertà" è nato: "Forza Italia"!!! Materiali per un convegno prossimo futuro
venerdì 28 gennaio 2011 di Maria Paola Falchinelli
MA DOVE SONO I FILOSOFI ITALIANI OGGI?!
POCO CORAGGIOSI A SERVIRSI DELLA PROPRIA INTELLIGENZA E A PENSARE BENE "DIO", "IO" E "L’ITALIA", CHI PIU’ CHI MENO, TUTTI VIVONO DENTRO LA PIU’ GRANDE BOLLA SPECULATIVA DELLA STORIA FILOSOFICA E POLITICA ITALIANA, NEL REGNO DI "FORZA ITALIA"!!!
UN GRANDE "VIAGGIO A SIRACUSA"!!! LA PIU’ GRANDE BOLLA SPECULATIVA DELLA STORIA POLITICA ITALIANA. COME UN CITTADINO RUBA IL NOME DI TUTTO UN POPOLO E SE NE FA LA BANDIERA DEL PROPRIO PERSONALE PARTITO... (...)

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> POLITICA, FILOSOFIA, E MERAVIGLIA. ---- L’«Aventino» non è mai stata una soluzione. Torneranno... e l’unica arma sarà l’ironia (di Carlo Sini)

mercoledì 12 dicembre 2012

Torneranno... e l’unica arma sarà l’ironia

di Carlo Sini (l’Unità, 12.12.2012)

ADESSO VERRÀ IL PEGGIO. FACILE PREVISIONE, LO DICONO TUTTI. UNA POPOLAZIONE SEGNATA DAGLI EFFETTI DI UNA CRISI PROFONDA, PER MOLTI DRAMMATICA E CHE NON ACCENNA A DIMINUIRE, DOVRÀ SUBIRE IL RITORNO DI PERSONAGGI E DI COMPORTAMENTI CHE, NEGLI ULTIMI TEMPI, SEMBRAVANO PER SEMPRE CONSEGNATI AL PASSATO. Invece no, siamo da capo.

Torneranno a invadere lo schermo televisivo, a gridare e a interrompere gli interventi altrui, a lanciare fandonie mirabolanti e accuse grossolane, a confondere le acque in tutte le maniere, purché il dialogo non si sviluppi secondo la ragionevolezza, la verità e la forza dei fatti, a scuotere tutti regolarmente il capo come manichini mentre gli avversari parlano, a rovesciare incredibilmente il senso delle cose, facendo valere a proprio vantaggio ciò che invece è lì a condannarli.

Erano quasi scomparsi, non si azzardavano in video, stante l’evidente crisi che li attanagliava; mandavano figure di secondo piano, piuttosto pallide, prudenti e intimidite: facevano quasi tenerezza.

Ora invece, richiamati all’ordine dalla voce del padrone, che si è riservato lo strumento del porcellum per poterli rimettere in riga, torneranno tutti, più aggressivi che mai, poiché sanno che la contesa è disperata e che si giocano la vita, in senso pubblico o politico.

Torneranno quelle facce, dicono tutti con desolazione, e sentono di non avere le forze sufficienti a sopportarlo. Ma sarà così, non si può evitarlo. Dovremo riascoltare che i magistrati sono una banda di comunisti, che il lodo Mondadori è un equivoco, che la crisi italiana è in gran parte colpa delle idee arretrate della sinistra e di una perdurante congiura dell’Europa, e così via. Resta da chiedere come affrontare questa sventura che si abbatterà sul nostro capo nei mesi che verranno.

Non si saprebbe davvero che cosa consigliare. Personalmente ho scarsa fiducia nei professionali avvertimenti degli esperti di comportamento nei mass media; penso che valga di più la fedeltà a una propria convinzione profonda, alla propria autentica natura e al genuino rispetto della verità, ma si fa presto a dire: e cioè come?

Verrebbe voglia di suggerire una specie di «Aventino»: lasciateli da soli a sbraitare, non meritano un confronto leale, sollecito del bene comune. Se ne fregano del bene comune e proprio ciò che sta avvenendo lo mostra nel modo più eloquente. Il problema è come farlo risaltare anche per coloro che non siano in grado di rendersene conto. E perciò, se ci si sottrae al contraddittorio, come riuscirci?

L’«Aventino» non è mai stata una soluzione. Quindi bisogna andare, bisogna sottomettersi al calvario, bisogna accettare un confronto impari, perché non paragonabili sono le armi impiegate, perché è difficile difendere la verità contro coloro che non hanno pudore alcuno a violentarla e a falsificarla. Più in generale è difficile, anzi impossibile, ragionare su ciò che è meglio o più opportuno fare, con chi non si preoccupa minimamente di ragionare e bada solo a fare colpo e a prevalere.

Non cedete alle provocazioni, non fatevi coinvolgere in risse verbali. Usate piuttosto l’ironia che non la denuncia stentorea: quelli che volevano capire hanno capito da tempo; gli altri, che non vogliono o che non hanno interesse a capire, non sono raggiungibili. Sottraetevi con pazienza, al limite lasciatevi persino depredare del vostro diritto a uno spazio di tempo uguale a quello dell’avversario: limitatevi educatamente a rilevare l’ingiustizia.

Lasciate perdere le incredibili affermazioni che vi verranno opposte: seguite il vostro discorso, argomentate lucidamente la proposta; soprattutto non nascondete, non mascherate, non sminuite le difficoltà, i lati problematici del vostro schieramento, le contraddizioni che vi si possono annidare, le reali incertezze del futuro che ci attendono.

Forse proprio così sarete ascoltati e apparirete credibili, tanto più al confronto con l’incredibile bailamme e carnevale degli animali che gli avversari metteranno in scena: che sia chiara, a chi vuole intendere, la differenza. Sono buoni consigli? Possono funzionare? Siamo in tanti a chiedercelo, con qualche ansia e un po’ d’angoscia.


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