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ETA’ DELLO SPIRITO. VERITA’ E RICONCILIAZIONE..... locale e globale!!!

PER SAN GIOVANNI IN FIORE, GIOACCHINO, E LA GIORNATA DELLA PERDONANZA - CONTRO L’IMMANE DEGRADO!!! Una nota di Federico La Sala

mercoledì 24 settembre 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] La testimonianza di GIOVANNI e SALVATORE sta salda nella roccia - a vostra vergogna!!!
Essi vi stanno dicendo che a SGF procede tutto per il meglio - e voi non ascoltate!!!
Che l’amministrazione comunale di San Giovanni in Fiore sta governando molto bene - e voi non capite!!!
Vi si dice che il Papa andrà a San Giovanni Rotondo nel 2009 - e non ascoltate!!!
E se anche vi si dicesse che il Papa andrà a San Giovanni in Fiore nel 2010, voi non ci credereste!!! E che (...)

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> PER SAN GIOVANNI IN FIORE E LA GIORNATA DELLA PERDONANZA!!! ---- Declino e metamorfosi della nostra democrazia. - Italia, più corruzione: in un anno indietro di 14 posti.

giovedì 25 settembre 2008

Italia, più corruzione: in un anno indietro di 14 posti *

Tangenpoli è archiviata ma la corruzione in Italia è segnalata in netto aumento. Quella diffusa, spicciola, così come quella estesa a livello di sistema nei vari apparati statali e nella politica.

Oltre all’inflazione percepita e alla paura percepita anche questo indice - codificato però -è virato al brutto tra gli ultimi mesi del 2007 e i primi del 2008. La rincorsa della corruzione ci ha fatto precipitare a un punteggio di 4,8 su una scala da 1 a 10, nella quale 10 è la Danimarca e 1 è la Somalia, uno stato fallito, in disfacimento.

La «pesante retrocessione» italiana non è una tendenza ma una battuta d’arresto: nel 2007 infatti l’Italia aveva recuperato posizioni attestandosi a un 5,2, una insufficienza meno vergognosa. Ora invece siamo tornati quasi al livello del 2006 quando pure la lancetta indicava 4,9 punti su dieci. Un ritorno all’antico, dunque, guardacaso che corrisponde allo stesso presidente del Consiglio.

Tant’è. Nella graduatoria mondiale siamo di nuovo scivolati al 55° posto, al pari di uno dei maggiori paradisi fiscali come le isole Seychelles. Mentre nel 2007 eravamo faticosamente arrivati al 41° posto, ora siamo tornati in compagnia di paesi come il Botswana (5,8 punti), l’Uruguay (6,9 punti) e la Slovenia (6,7 punti).

A stilare questa classifica sul grado di corruzione che secondo i cittadini regna nell’amministrazione pubblica e nella politica è Transparency International, organizzazione internazionale indipendente che ogni anno stila il suo rapporto mondiale.

Lo studio, pubblicato a Berlino, copre 180 paesi e fornisce un indice della percezione della corruzione basato su una serie di sondaggi ad hoc effettuati nei quattro angoli della Terra e elaborati sulla base dei parametri del professor Lambsdorff dell’università di Passau.

La cosa più interessante che viene evidenziata per quanto riguarda l’Italia è ancora una volta una netta distinzione regionale del fenomeno. Con regioni che totalizzano un punteggio del 3,3 di corruzione e altre con addirittura il 6,3. Uno squilibrio che viene confermato anche dai parametri della ricerca «Pisa» sugli investimenti e i risultati nella scuola, come fa notare Lina Esposito Marafon, responsabile di Trasparency Italia. Mentre un altro ambito preso in esame nel dettaglio è quello degli appalti nella sanità: scelte, costi e trasparenza di graduatorie e gare.

Come rimedio e argine alla corruzione montante, la presidente di Trasparency Italia Maria Teresa Brassiolo chiede al ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta di «nominare con la massima urgenza un nuovo sottosegretario con la funzione di Alto commissario alla lotta alla corruzione». Un’autorità super partes in grado di proseguire il monitoraggio e di indagare caso per caso.

Tornando al resto del mondo, i più virtuosi in fatto di buongoverno restano i paesi scandinavi con la Finlandia che ha perso il pari merito del primo posto e viene scavalcata dalla Danimarca retrocedendo al terzo, dopo Svezia e anche Nuova Zelanda. Ma stiamo sempre su un punteggio oltre il 9.

La Bulgaria è il Paese dell’Unione europea con il livello peggiore (ma il Kosovo non è ancora entrato a far parte della lista ed è stata compilata prima della sospesione del ministro del lavoro bulgaro Paul Pacuraru sommerso dagli scandali ndr). Alla Bulgaria questo primato è costato caro:la Ue ha infatti congelato i fondi europei in attesa di miglioramenti.

In grande progresso è invece la Turchia che sale dal 64° al 58° posto, incremento sottolineato anche dagli esperti di Transparency.

Sul fronte dei Balcani, l’Albania ha ottenuto il risultato migliore in termini di avanzamento, mentre il primo Paese dell’area è la Croazia che si piazza al 62° posto in avanzamento: era al 64°. Segue la Macedonia (da 84 a 72), il Montenegro (da 84 a 85), la Serbia (da 79 a 85) e la Bosnia Erzegovina (da 84 a 92).

A est spicca l’Ucraina che perde ben 16 posizioni (dalla 118 alla 134) a causa dell’instabilità politica che aumenta la percezione della corruzione.

Nella sfera dell’ex Unione sovietica, un netto miglioramento è stato registrato in Georgia, che passa dalla 79°alla 67° posizione della classifica in un solo anno.

Nelle zone decisamente basse della lista rimane anche la Russia, che peggiora anche se di poco dal 143 al 147. Da Mosca alla più profonda provincia, d’altronde, la corruzione è un problema endemico in Russia, riconosciuto sempre più apertamente dalle autorità. Il presidente Dmitri Medvedev ne ha così fatto uno dei punti chiavi della prima parte del suo mandato e un piano globale anti-corruzione potrebbe approdare alla Duma a fine mese. Altrettanto male, se non peggio, della Russia, poi, nell’arco dal 145° al 166 si piazzano le altre repubbliche dell’ex "impero" sovietico: Bielorussia, Kazakistan, Tagikistan, l’Azerbaigian, il Turkmenistan e l’Uzbekistan.

«Arginare la corruzione necessita di una stretta sorveglianza dei parlamentari, dell’applicazione della legge, di media indipendenti e di una società civile viva - ha spiegato Huguette Labelle, direttore dell’ong Transparency International - Quando queste istituzioni sono deboli, la spirale della corruzione esce fuori controllo con conseguenze terribili per la gente comune, per la giustizia e per l’uguaglianza della società».

Nei paesi più poveri la corruzione - sottolinea ancora Labelle- può fare la differenza tra la vita e la morte di migliaia di persone, specialmente se si traduce in un accaparramento di risorse indispensabili e sempre più preziose come l’acqua potabile o la gestione dei soldi per gli ospedali e le cure mediche.

* l’Unità, Pubblicato il: 24.09.08, Modificato il: 24.09.08 alle ore 19.16


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