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EMERGENZA BALLISMO. COME UN CITTADINO RUBA IL NOME DI TUTTO UN POPOLO, NE FA LA BANDIERA DEL PROPRIO PARTITO PERSONALE E REALIZZA LA PIU’ GRANDE BOLLA DELLA STORIA DELLA SPECULAZIONE ITALIANA...

VELTRONI, D’ALEMA SVEGLIA!!! E’ ELEMENTARE!!! BERLUSCONI E’ GIA’ CON UN PIEDE SUL COLLE DAL ’94, CON LA FONDAZIONE DEL SUO PARTITO: "FORZA ITALIA"!!! - a cura di pfls

giovedì 2 ottobre 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] la scalata al Quirinale di Berlusconi ha già trovato rinforzi con il via libera di Umberto Bossi: «Noi lo voteremo». Più cauto invece il segretario della Dca, il ministro Rotondi, che giudica «inopportuno parlare di Berlusconi al Quirinale perchè c’è un impegno assunto con gli elettori a governare cinque anni e inoltre il Quirinale è occupato da un presidente degnissimo e gradito agli elettori di centro-destra». Non esclude l’ipotesi, però, nemmeno Massimo D’Alema, secondo il quale (...)

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> VELTRONI --- in occasioNE della presentazione del suo ultimo libro: «noi»: «Non tutto il male è colpa di Berlusconi»

domenica 23 agosto 2009

in occasioNE della presentazione del suo ultimo libro: «noi»

Veltroni: «Non tutto il male è colpa di Berlusconi»

«Ma il Premier responsabile è di non aver migliorato Paese, pur dominando la scena politica da 15 anni» *

ROMA - «La colpa più grave di Berlusconi è quella di non avere migliorato in nulla il paese pur dominandone la politica da 15 anni, ma non credo che con lui scompariranno anche l’egoismo e l’individualismo». Walter Veltroni in un’intervista a «Il resto del Carlino» dice di non essere convinto che le responsabilità dello stato attuale del Paese siano tutte attribuibili al premier. «Credo però- aggiunge - che chi ha responsabilità di governo non dovrebbe alimentare gli aspetti più deteriori dell’epoca in cui vive. Detto questo...».

IL NUOVO LIBRO - L’ex segretario del Pd parla in occasione della pubblicazione del suo ultimo romanzo «Noi» e nella sua analisi individua nella società «una spinta all’odio». Uno dei capitoli del libro è ambientato negli anni settanta , «anni del terrorismo e della violenza cieca». Come lo spiega? «Siamo un paese che tende a prendere forti sbandate ideologiche. Si sono trasformati in ideologie persino il berlusconismo e l’antiberlusconismo , e il mio grande dolore - dice - è stato non essere riuscito ad avviare una stagione di collaborazione nell’interesse dell’ Italia dopo le elezioni». Colpa di molti dirigenti del Pd e di Di Pietro? È la domanda. «Si anche - risponde Veltroni - ma soprattutto del fatto che il centrodestra ha preferito ripetere il copione della contrapposizione frontale».

* Corriere della Sera, 23 agosto 2009


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