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EMERGENZA BALLISMO. COME UN CITTADINO RUBA IL NOME DI TUTTO UN POPOLO, NE FA LA BANDIERA DEL PROPRIO PARTITO PERSONALE E REALIZZA LA PIU’ GRANDE BOLLA DELLA STORIA DELLA SPECULAZIONE ITALIANA...

VELTRONI, D’ALEMA SVEGLIA!!! E’ ELEMENTARE!!! BERLUSCONI E’ GIA’ CON UN PIEDE SUL COLLE DAL ’94, CON LA FONDAZIONE DEL SUO PARTITO: "FORZA ITALIA"!!! - a cura di pfls

giovedì 2 ottobre 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] la scalata al Quirinale di Berlusconi ha già trovato rinforzi con il via libera di Umberto Bossi: «Noi lo voteremo». Più cauto invece il segretario della Dca, il ministro Rotondi, che giudica «inopportuno parlare di Berlusconi al Quirinale perchè c’è un impegno assunto con gli elettori a governare cinque anni e inoltre il Quirinale è occupato da un presidente degnissimo e gradito agli elettori di centro-destra». Non esclude l’ipotesi, però, nemmeno Massimo D’Alema, secondo il quale (...)

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> VELTRONI, D’ALEMA SVEGLIA!!! E’ ELEMENTARE!!! --- «Il berlusconismo ci porta alla fogna». L’affondo di Bersani (di Vladimiro Frulletti).

venerdì 3 settembre 2010

L’affondo di Bersani

«Il berlusconismo ci porta alla fogna»

Il segretario dei democratici invita a dar vita a una alleanza per una «nuova riscossa italiana». S’abbraccia con il sindaco “rottamatore” di Firenze Renzi ma spiega «Sì alle critiche, ma anche affetto per la ditta».

di Vladimiro Frulletti (l’Unità, 03.09.2010)

Con Berlusconi la politica è stata degradata a fogna. Il segretario del Pd non usa perifrasi. «Al di là delle denunce di un governo che si denuncia da solo, in questo agosto terrificante abbiamo visto come il secondo tempo del Berlusconismo possa far regredire la politica alla fogna» dice davanti alla folla di amministratori e dirigenti democratici accorsi a Firenze da mezza Tocana per vedere da vicino la nuova sede del partito va giù duro. Incassa applausi. Il clima è decisamente già da campagna elettorale. E infatti il leader Pd non fa previsioni sulla data in cui Berlusconi cadrà («non so dirvi giorno, mese e anno»), ma è certo che cadrà. «la crisi è ineluttabile» dice. «Non abbiamo paura delle elezioni ribadisce ma se arriviamo al voto anticipato si sappia che c’è un padre e una madre: berlusconi e il suo fallimento». Insomma c’è da tenersi pronti. Il che dovrebbe spingere tutti i democratici a convogliare le proprie energie (positive) sul Pd. «Assieme alle critiche ci vuole anche l’affetto per la ditta» spiega Bersani rivolto al sindaco di Firenze Matteo Renzi e alla sua proposta di “rottamazione” dei vertici del partito. «La gente deve stimarci, ma se non ci stimiamo fra di noi ...» aggiunge Bersani.

Con Renzi poi ci sarà anche l’abbraccio davanti alla targa che ricorda il segretario Ds di Firenze Meme Auzzi (scomparso all’improvviso 4 anni fa) che fece partire la realizzazione della nuova sede. Un gesto applaudito dalle persone. Che tuttavia non fa retrocedere di un centimetro il sindaco. Renzi infatti non solo ribadisce tutte le sue critiche, spiegando che non si sente un Maradona «ma un Bruscolotti» (il terzino del Napoli degli anni ‘80) e che voler bene alla ditta Pd significa salvarla «dal fallimento». Ma annuncia che porterà le sue tesi (ad esempio non ricandidare i parlamentari con tre mandati come stabilisce lo Statuto Pd) all’Assemblea nazionale e che le metterà ai voti. Del resto per Renzi se il “berlusconismo” è finito, e per lui è finito, anche chi fin qui gli ha fatto opposizione deve passare la mano. Posizioni che non incontrano i favori (ma è un eufemismo) dei molti amministratori e dirigenti del Pd toscano presenti all’inaugurazione. Sicuramente non quelli nè del presidente della Regione Enrico Rossi nè del segretario regionale del Pd toscano Andrea Manciulli. «Bersani spiega il governatore è il naturale candidato premier. È stato eletto segretario pochi mesi fa da milioni di persone». L’invito di Manciulli e Rossi è di abbandonare le discussioni per dedicarsi ai problemi delle persone. «Dobbiamo fare squadra dice Manciulli che sta con Bersani -. Evitiamo di litigare negli spogliatoi per chi deve indossare la fascia da capitano. C’è da vincere la partita».

E il capitano-Bersani un’idea di come il Pd possa vincere la partita ce l’ha. E parte proprio dalla nuova sede dei democratici toscani, «la sala macchine» come la definisce, dove lavorano «tanti volontari della politica». Come quelli che incontrerà poi nel pomeriggio alla festa del Pd di Firenze e dopo cena a quella di Livorno. E quindi non un fine, ma un mezzo per tradurre in «i nostri ideali in cose visibili e utili per tutti». Del resto nel panorama italiano fatto dei partiti personali il Pd è l’unico, dice Bersani, dove il futuro va al di là del segretario del momento. «Un’idea di partito che è idea di societàspiega il segretario Pd . Come in Europa, dove ci sono leader pro-tempore di grandi collettivi e non i “ghe pensi mi” delle derive plebiscitarie». Quindi il passaggio successivo è quasi obbligato: costruire le condizioni politiche, e cioè «strutture, alleanze, proposte». In questo senso bersani rigetta le critiche sulla sua proposta di nuovo Ulivo come ammucchiata anti-berlusconiana. «Non è la vecchia Unione» spiega Bersani. I Mastella e i pecoraro Scanio non ci sono più e Rifondazione non è interessata a un accordo di governo, ma «a una battaglia democratica». «Il Nuovo Ulivo invece dice è un patto impegnativo fra forze che hanno un identico programma di governo».

L’obiettivo è dar vita a «una nuova riscossa italiana». Quella che chiedono i giovani che non solo sono senza lavoro, ma ormai non lo cercano neppure più. I precari della scuola licenziati da Tremonti-Gelmini. Le stesse aziende abbandonate da un governo che da mesi lascia vuota la carica di ministro dello sviluppo economico. E non a caso Bersani apprezza molto il richiamo rivolto dal presidente Napolitano (molto applaudito delle persone) al governo. In più c’è anche il pericolo che il berlusconismo ( per Bersani è ancora forte e ha consenso) pur di salvarsi produca «un ulteriore imbarbarimento della politica italiana» e la perdita di «pezzi di democrazia» senza che gli italiani se ne accorgano. «È già successo» ammonisce il leader Pd che annuncia «opposizione drastica» contro il processo breve, una «specie di amnistia pro Berlusconi». Ma per il premier non sarà facile ottenerla, avverte Bersani, perché non abbiamo ancora la Costituzione di Arcore».


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