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Giustizia

Il lodo senza nome. Bruno Contrada ai domiciliari nella sua casa Palermo. La morte della giustizia - di Salvatore Borsellino

venerdì 3 ottobre 2008 di Emiliano Morrone
L’intervento del nuovo magistrato di sorveglianza Anna Pancaro a posto di Daniela Dalla Pietra nel caso di Bruno di Bruno Contrada ha dato i suoi frutti.
Questo traditore dello Stato, condannato in via definitiva a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e responsabile morale dell’assassinio di tanti altri servitori dello stato che, contrariamente a lui, lo Stato hanno continuato a servire fedelmente fino alla morte, tornerÓ a Palermo.
Il magistrato Daniela Dalla Pietra era (...)

In risposta a:

> Il lodo senza nome. Bruno Contrada ai domiciliari nella sua casa Palermo. La morte della giustizia - di Salvatore Borsellino

sabato 4 ottobre 2008
E’ veramente triste l’epilogo di questa vicenda. La giustizia Ŕ giusto che non sia accanimento e deve salvaguardare la salute del detenuto. Il fine di educare un detenuto e di conseguenza la societÓ civile al rispetto dele regole della societÓ civile viene meno se si vanifica la pena con provvedimenti che consentono allo stesso di vivere una vita quasi normale. La cosa Ŕ ancora pi¨ grave se la pena viene inflitta per reati che hanno sconvolto, anche indirettamente, lo Stato e l’esistenza di altre persone. Al posto dei familiari delle vittime sentirei anch’io un senso di vuoto. Blek

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