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COSTITUZIONE (ART. 87): IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E’ IL CAPO DELLO STATO E RAPPRESENTA L’UNITA’ NAZIONALE..... L’ ITALIA!!!!

VOTO DI FIDUCIA SUL DECRETO GELMINI?!! MA PRESIDENTE NAPOLITANO E’ POSSIBILE CHE UN GOVERNO, GUIDATO DAL PRESIDENTE DI UN PARTITO CHE SI CHIAMA "FORZA ITALIA", PROPONGA E BLINDI, NEL PARLAMENTO D’ITALIA, LA DISCUSSIONE SU UN DECRETO DA LEI FIRMATO?! NON LO RIFIRMI... - a cura di Federico La Sala

martedì 14 ottobre 2008 di Maria Paola Falchinelli
NELLE MANI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA LA BANDIERA E IL NOME DELL’ITALIA.
Napolitano scrive a "La Stampa" e risponde all’articolo di Michele Ainis: "Eserciter˛ con rigore le mie prerogative costituzionali"
A DIFESA DELLA "GELMINI", UNA CHIAMATA ALLA MOBILITAZIONE GENERALE DA PARTE DEL PRESIDENTE DEL PARTITO "FORZA ITALIA" ... E DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI TUTTA L’ITALIA!!!
Deputati e senatori del "Pdl" nelle classi per spiegare la riforma della scuola. (...)

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> VOTO DI FIDUCIA SUL DECRETO GELMINI?!! ---- Legge al voto e blocco totale. SCIOPERO GENERALE, IL 30 OTTOBRE.

domenica 26 ottobre 2008


-  Giovedý sciopero di quasi tutti i sindacati e maxi corteo a Roma
-  Anche oggi facoltÓ e scuole occupate. E mille forme di protesta dell’Onda

-  I quattro giorni di fuoco della scuola
-  Legge al voto e blocco totale

-  Il Senato vota alla vigilia della mobilitazione. I Cobas: lo bloccheremo con i sit-in

ROMA - Una domenica senza notizie clamorose, ma con molte scuole che restano occupate, molte aule universitarie teatro di assemblee e gruppi di studio fino al ’grande ricevimento’ offerto dagli studenti delle facoltÓ scientifiche della Sapienza di Roma per le loro famiglie, per spiegare i motivi della protesta. E anche mille piccole iniziative spuntate ovunque, secondo l’indicazione generale di questo movimento, di comunicare e fare notizia nei modi pi¨ imprevedibili fino ai lenzuoli con l’ormai famoso "Non pagheremo la vostra crisi" spuntati qua e lÓ dai balconi di molti case della capitale.

La mobilitazione insomma "percorre il paese come una grande ’ola’ e passerÓ per Roma nella pi¨ grande manifestazione per la scuola che la nostra memoria ricordi". La sintesi di quel che accadrÓ nei prossimi giorni Ŕ nelle parole del leader della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo. Una sola voce fra le mille che animano la protesta. E che si sono date appuntamento a Roma il 30 ottobre, giorno dello sciopero generale, per una grande manifestazione. Giovedý incroceranno le braccia gli aderenti alla Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda degli insegnanti. E il mondo universitario e della ricerca, in aggiunta, ha giÓ attivato le procedure per una giornata di sciopero il 14 novembre. Un raro sciopero di quasi tutte le organizzazioni sindacali, ancora pi¨ irritate dalla decisione di provare a dare il via libera alla legge proprio il giorno prima, senza risposte alle ripetute richieste di confronto (in particolare il segretario della Cisl Bonanni ha ripetuto pi¨ volte di essere pronto a fermare l’astensione dal lavoro in presenza di una convocazione al Ministero)

La protesta contro il decreto Gelmini continua a espandersi con forme, modalitÓ e colori diversi. Il fallimento del dialogo con gli studenti, aperto dal ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini ma al grido di "il decreto resta" (e si vota al Senato il 29) non ha fatto che aplificare il dissenso. Inizia cosý una nuova settimana di mobilitazioni "per bloccare la distruzione della scuola e dell’universitÓ messa in atto dal governo".

La Rete degli Studenti Medi informa che nei primi tre giorni della settimana, in tutta Italia, ci saranno scioperi e notti bianche, che si concentreranno ancora una volta nei giorni di approvazione del decreto 137 al Senato. "Dopo lo slittamento ottenuto il 23 ottobre, cercheremo ancora una volta di bloccare i lavori parlamentari. La Gelmini ci ha detto che lei vuole andare avanti, che non si fermerÓ. Noi le rispondiamo che ’Avanziamo Diritti’, non ci fermiamo e continueremo a chiedere una scuola e un’universitÓ nuovi, in grado di darci un futuro".

Lunedý, martedý e mercoledý, dunque, scioperi, autogestioni con pernotto, notti bianche e lezioni all’aperto a Torino, Perugia, Roma, Firenze e Palermo. Per giovedý 30, invece, oltre alla partecipazione alla manifestazione di Roma, la Rete degli Studenti Medi annuncia cortei a Torino, Padova, Palermo e Genova.

E dalle universitÓ continuano a giungere appuntamenti che appaiono propedeutici al blocco della didattica in molte altre facoltÓ (spesso con l’appoggio dei docenti) se non di possibili occupazioni. Un asettimana di fuoco, dunque. E la parola pu˛ passare solo alla cronaca, dal momento che le giornate appena concluse hanno mostrato che l’Onda spunta dove meno te l’aspetti, ma anche che si scontrerÓ con il primo grande scoglio: la probabile approvazione della legge Gelmini giovedý 29.

* la Repubblica, 26 ottobre 2008.


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