Poster un message

En réponse à :
Cultura e Societa’....

LA SOCIETA’ IMPAZZITA, AMERICANA E NON SOLO. LA LEZIONE DI ERICH FROMM : "LA SOCIETA’ SANA". Una riflessione di Bruce E. Levine - a cura di Federico La Sala

L’opera di Fromm, "The Sane Society" (1955), è - in italiano - con il titolo "Psicoanalisi della società contemporanea".
mercredi 15 octobre 2008 par Maria Paola Falchinelli
[...] Quelli che si trovano a loro agio in cima alle gerarchie sociali hanno difficoltà a riconoscere che molte istituzioni “americane” promuovono incapacità a difendersi, passività, noia, paura, isolamento, alienazione e disumanizzazione per coloro i quali non si collocano ai vertici. Scuole omologate per tutti, corporativismo sul posto di lavoro, burocrazie di governo e altri giganti, istituzioni impersonali che promuovono costantemente relazioni manipolative piuttosto che (...)

En réponse à :

> LA SOCIETA’ IMPAZZITA, AMERICANA E NON SOLO. ---- Siamo come le oche di Lorenz ?... « No - conclude il professore Dan Ariely - l’irrazionalità è una parte della nostra vita che dobbiamo imparare a riconoscere e a domare. Davanti a due prodotti di prezzo diverso abituiamoci a leggere le etichette. Mettiamo un tetto alla nostra carta di credito. E guardiamoci intorno » (di Roberta Scorranese).

jeudi 16 octobre 2008


-  Emozioni, aspettative, norme sociali : così diventiamo logicamente irrazionali
-  Una ricerca sull’incoerenza nell’ultimo libro dell’economista comportamentale

Dan Ariely : « Scegliamo, compriamo, consumiamo in base a un imprinting »

di Roberta Scorranese *

Economista comportamentale, docente al prestigioso Massachusetts Institute of Technology di Boston e alla Duke University, autore di « Prevedibilmente irrazionale » (da oggi in libreria per Rizzoli) Dan Ariely illustra la sua complessa ricerca sulle incoerenze del comportamento umano. « Ma prima - dice -, se permette, vorrei venderle un televisore ».

Irrazionalità accademica ? No, solo un esempio. « Davanti a tre televisori - continua -, uno super accessoriato e costoso, un altro accessoriato ma meno costoso e un terzo intermedio, la scelta ricadrà su quest’ultimo ». Irrazionale : non scegliamo il meno costoso, ma quello che ci sembra « più simile » al meglio. E il fatto è che non sappiamo quale sia il meglio : scegliere è più difficile di quanto sembri, così ci affidiamo a impulsi che poco hanno a che fare con la ragione. « Pura "economia comportamentale" - spiega Ariely, che interverrà il 24 ottobre al Festival della Scienza -. Ossia scelte prive di razionalità, ma prevedibili. Che facciamo tutti i giorni ». Così, al supermercato acquistiamo un « tre per due », solo perché un prodotto è gratis (anche se quel sugo di noci non ci serve). In profumeria ci lasciamo sedurre da una crema solo perché costa di più e associamo arbitrariamente prezzo e valore. Ci convinciamo che un amore difficile è quello giusto solo perché ci spaventa cambiare. Per non parlare del panico (irrazionale) che attanaglia i mercati finanziari nei momenti di crisi. « Quello che sta succedendo alle Borse - dice Ariely - non è che l’emotività, umanissima, che riaffiora e che prende il sopravvento sulla razionalità ».

Per Ariely è la conferma che, a guidare le nostre azioni, sono tre forze invisibili : le emozioni, le aspettative e le norme sociali. « Difficilmente consideriamo una cosa in sé - prosegue il professore - ma la inseriamo in un contesto che faccia da termine di paragone, da confronto ». Ecco il cuore di questa ricerca : siamo incapaci di valutare le cose. Chiediamo aiuto ad altro. Alle convenzioni sociali, per esempio. Se un uomo invita una donna al cinema e le regala un profumo da cento euro, lei sorride. Ma se le regala direttamente cento euro, lei si infuria. « Non è irrazionale ciò ? », ride Ariely.

Dalle piccole alle grandi scelte : nel romanzo « I duellanti » di Joseph Conrad, due ufficiali dedicano la vita a sfinirsi in un corpo a corpo, iniziato per un banale diverbio. Illogico, ma prevedibile, per il professore : « In un dato contesto, anche il minimo particolare diventa importante e determina una scelta ». In fondo, in quanti si accorgono che le « guerre umanitarie » sono un ossimoro ? Siamo influenzabili : ci sono avvocati che rifiutano di difendere una comunità per pochi soldi, ma lo fanno gratis se si tratta di battersi per una causa etica. E ce lo insegna anche Mark Twain, quando Tom Sawyer convince gli amici a riverniciare lo steccato semplicemente dicendo : « Che fortuna, pensate : possiamo dipingere una staccionata ! ».

Siamo come le oche di Lorenz ? Il famoso etologo scoprì che le oche, appena nate, si accodano al primo essere in movimento che vedono. « Così anche noi - spiega l’economista - restiamo ancorati alle prime decisioni che prendiamo ». Paghiamo un paio di jeans cento euro e difficilmente, poi, ci discosteremo da questa cifra. Imprinting. Un po’ come César Birotteau, indimenticabile personaggio balzachiano : da umile commesso divenne ricchissimo eppure continuò a ragionare da bottegaio. E lo ridivenne. La lezione è, quindi, che tutta la nostra esistenza è dominata da una urgenza di irrazionale ? « No - conclude il professore - l’irrazionalità è una parte della nostra vita che dobbiamo imparare a riconoscere e a domare. Davanti a due prodotti di prezzo diverso abituiamoci a leggere le etichette. Mettiamo un tetto alla nostra carta di credito. E guardiamoci intorno ».

* Corriere della Sera, 16.10.2008


Ce forum est modéré à priori : votre contribution n'apparaîtra qu'après avoir été validée par un administrateur du site.

Titre :

Texte de votre message :
(Pour créer des paragraphes, laissez simplement des lignes vides.)

Lien hypertexte (optionnel)
(Si votre message se réfère à un article publié sur le Web, ou à une page fournissant plus d'informations, veuillez indiquer ci-après le titre de la page et son adresse URL.)
Titre :

URL :

Qui êtes-vous ? (optionnel)
Votre nom (ou pseudonyme) :

Votre adresse email :