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Cultura e religiosità. Scritti di metapsicologia...

IDENTIFICARSI CON CRISTO PER SUPERARE EDIPO. "Frammento inedito" (1931) di Sigmund Freud - selezione a cura del prof. Federico La Sala

mercoledì 1 febbraio 2006 di Emiliano Morrone
AL DI LA’ DELLA LEZIONE DI PAOLO DI TARSO: "Diventate miei imitatori [gr.: mimetaí mou gínesthe], come io lo sono di Cristo. Vi lodo perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse. Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo [gr. ἀνήρ ἀνδρός «uomo»], e capo di Cristo è Dio" (1 Cor. 11, 1-3).
A FREUD (Freiberg, 6 maggio 1856 - Londra, 23 settembre (...)

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> IDENTIFICARSI CON CRISTO PER SUPERARE EDIPO ---- Per papa Francesco Dio ama gli uomini “come una madre” (di Paolo Rodari).

lunedì 10 giugno 2013

Per papa Francesco Dio ama gli uomini “come una madre”

di Paolo Rodari (la Repubblica, 10 giugno 2013)

La «compassione» che Dio prova per «la miseria umana» è paragonabile alla reazione di una madre «di fronte al dolore dei figli». «Così ci ama Dio», ha detto Papa Francesco ieri mattina alla recita dell’Angelus, ci ama «come una madre».

Parole che molto ricordano la discussa uscita di Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani - il Pontefice che non a caso molto ricorda per modi e stile Jorge Mario Bergoglio -, all’Angelus del 10 settembre 1978, quando parlando a braccio disse che Dio «è papà, più ancora è madre».

E anche Giovanni Paolo II, più tardi in almeno un paio di occasioni, parlò della paternità di Dio che «riassume in sé anche le caratteristiche che solitamente si attribuiscono all’amore materno» (udienza del 20 gennaio 1999) e ha attribuito a Dio «mani di padre e di madre nello stesso tempo » (udienza dell’8 settembre 1999).

Quando Luciani, primo fra i successori di Pietro, accomunò l’archetipo femminile all’assolutezza divina, la curia romana non reagì bene. Gelo e imbarazzo calò sul successore di Paolo VI che di lì a poco, dopo soli trentatré giorni al soglio di Pietro, sarebbe scomparso. Forse in Vaticano temevano ripercussioni nella logica dei poteri e delle posizioni gerarchiche.

Eppure già i profeti dell’Antico Testamento usarono parlare dell’amore materno di Dio: «Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il frutto delle sue viscere?» chiede il profeta Isaia. E ancora: «Come una madre consola il figlio, così io vi consolerò».

Fu poi Martin Lutero, nel sermone Christus, gallina nostra, a richiamare l’attenzione su una «scandalosa» identificazione. Quella di Gesù che nel Vangelo di Matteo definisce se stesso «una chioccia che riunisce i pulcini sotto le ali». Del resto, il volto «femminile» di Dio si è incarnato proprio nel «discepolato di eguali» inaugurato dalla predicazione di Gesù, in forza della quale, come si legge in Galati, «non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù».

Benedetto XVI, invece, è stato più prudente. Nel suo best seller Gesù di Nazaret scrive che il titolo di madre non spetta a Dio che è solo e assolutamente padre. «Madre non è un titolo di Dio, non è un appellativo con cui rivolgersi a Dio. Noi preghiamo così come Gesù, sullo sfondo della Sacra Scrittura, ci ha insegnato a pregare, non come ci viene in mente o come ci piace. Solo così preghiamo nel modo giusto».


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