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IN PRINCIPIO ERA IL BEL CANTO...

MUSICA E POESIA. LA NASCITA DEL LINGUAGGIO E LE STRUTTURE BASILARI DELLA METRICA DI OGNI LINGUA. Un intervento di Robert C. Berwick e una nota di Massimo Piattelli Palmarini sul lavoro di Morris Halle - a cura di Federico La Sala

dimanche 19 octobre 2008 par Maria Paola Falchinelli
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basti pensare alla cantilena che accompagna una strofa poetica come : « Non mi dire, in tristi cifre, che la vita un sogno vuoto » (Longfellow) o dai toni pi familiari : « Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono/di quei sospiri ond’io nutriva l core/in sul mio primo giovenile errore ». Se analizziamo la purezza ritmica del testo poetico ecco che udiremo una serie di « accenti ritmici », uno per ciascuna sillaba. Analogamente, la parola « rima » composta da due sillabe : ri-ma. Come si (...)

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> MUSICA E POESIA. LA NASCITA DEL LINGUAGGIO E LE STRUTTURE BASILARI DELLA METRICA DI OGNI LINGUA. --- BAMBINI GIA’ A UN ANNO CONOSCONO CENTINAIA PAROLE

samedi 1er novembre 2008

Ansa » 2008-11-01 13:16

BAMBINI GIA’ A UN ANNO CONOSCONO CENTINAIA PAROLE

ROMA - Non le pronunciano ma, fin dai primi sei mesi di vita, i bambini riescono a mettere nel cassetto del proprio cervello tantissime parole. Infatti, anche se i bambini cominciano a dire le prime parole a un anno, la loro ’’attivita’ linguistica’’ comincia molto prima, a sei mesi circa. Il che significa che quando iniziano a parlare conoscono gia’ centinaia di parole, come spiega uno studio pubblicato sulla rivista ’’Current Directions in Psychological Science’’.

Sono tante, dicono i ricercatori dell’universita’ della Pennsylvania, le capacita’ linguistiche dei neonati. Ad esempio possiedono un’abilita’ unica nel distinguere le differenze fonetiche, che pero’ perdono col passare del tempo. Un piccolo di sei mesi, che sta imparando l’inglese, e’ in grado infatti di distinguere tra i suoni di consonanti simili nell’Hindi che non ci sono in inglese, ma a un anno non e’ piu’ capace di farlo.

I ricercatori hanno dimostrato che durante la prima infanzia i bambini non solo conoscono i vari pezzi che compongono una parola, ma anche l’intera parola. Il che permette loro di incrementare il vocabolario e sviluppare la grammatica. Anche se non sanno il significato della parola, gia’ a otto mesi iniziano a impararne il suono e sono capaci di riconoscerla. Cosi’ come riescono a distinguere tra vocali lunghe e corte e interpretare questa differenza secondo le regole della loro lingua. Dall’eta’ di un anno dunque sanno riconoscere gli errori di pronuncia delle parole, ne imparano la forma e acquisicono informazioni su come queste forme sono usate. Tutti risultati ottenuti osservando come e quanto i piccoli si fermavano a fissare con gli occhi un oggetto chiamato.

Durante gli esperimenti sono stati infatti tracciati e seguiti i movimenti degli occhi mentre i neonati guardavano due oggetti, come un cane e una mela. Cosi’, dopo aver chiamato l’oggetto di fronte al bambino, si vedeva se il bambino lo guardava o meno. In questo modo i ricercatori potevano cambiare leggermente il suono della parola, ad esempio dog (cane) e tog, e vedere se i piccoli guardavano ugualmente verso il cane o meno o se rimanevano indifferenti al cambio. Il risultato e’ stato che i piccoli non guardavano l’oggetto quando era pronunciato in modo sbagliato, confermando cosi’ che dall’eta’ di un anno sanno riconoscere gli errori di pronuncia delle parole, ne imparano la forma e acquisicono informazioni su come queste forme sono usate.

Il linguaggio dei neonati e’ spesso al centro dell’interesse degli esperti. In un recente studio pubblicato nell’edizione on line della rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, e condotto da un gruppo internazionale coordinato dall’universita’ della British Columbia, e’ stato dimostrato che se le prime parole che imparano i bambini sono mamma e papa’, questo non accade solo perche’ i genitori sono le persone piu’ vicine. La vera ragione, secondo gli esperti, risiede nel cervello e nella sua organizzazione, che lo programma in modo da riconoscere, apprendere e memorizzare piu’ facilmente le parole che contengono sillabe che si ripetono.


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