Inviare un messaggio

In risposta a:
EVANGELO = BUONA NOVELLA. "DIO NON E’ CATTOLICO" (Carlo Maria Martini). DIO E’ AMORE (Charitas), NON MAMMONA (Benedetto XVI, "Deus CARITAS est", 2006) - E "BUONA *CARESTIA*"!!!!!!

IL NOME DI DIO, SENZA GRAZIA ("CHARIS")! L’ERRORE FILOLOGICO E TEOLOGICO DI PAPA BENEDETTO XVI, NEL TITOLO DELLA SUA PRIMA ENCICLICA. Nel nome della "Tradizione" - di Federico La Sala

Quis ut Deus ? - "Chi è come Dio?". "Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito (...) Dio è amore": "CHARISSIMI, NOLITE OMNI SPIRITUI CREDERE... DEUS CHARITAS EST" (1 Gv.: 4. 1-16).
domenica 12 febbraio 2012 di Maria Paola Falchinelli
SINODO DEI VESCOVI 2008: L’ANNO DELLA PAROLA DI DIO - AMORE ("CHARITAS") O MAMMONA ("CARITAS")?! Fatto sta che la prima enciclica di Papa Benedetto XVI (Deus caritas est, 2006) è per Mammona.
Caro BENEDETTO XVI ...
Corra, corra ai ripari (... invece di pensare ai soldi)! Faccia come insegna CONFUCIO: provveda a RETTIFICARE I NOMI. L’Eu-angélo dell’AMORE (“charitas”) è diventato il Van-gélo del ’caro (prezzo)’ e della preziosi-tà (“caritas”), e la Parola (...)

In risposta a:

> IL NOME DI DIO. L’ERRORE FILOLOGICO E TEOLOGICO DI PAPA BENEDETTO XVI, NEL TITOLO DELLA SUA PRIMA ENCICLICA. --- Non sarebbe un male se chiedessimo a gran voce le dimissioni di Benedetto XVI (di Paolo Farinella, prete).

mercoledì 4 febbraio 2009

Un’analisi ed un appello

Sguardo sull’orticello vaticano, ovvero Del papa anticonciliare

di Paolo Farinella, prete

La gerarchia smarrita

Apparentemente le scelte dell’attuale papa sono incidenti di percorso, accaduti per scarsa valutazione. Io penso che siano scelte calibrate e decise all’interno di una strategia puntuale. Lo avevo anticipato nel luglio 2007 con uno scritto pubblico e ora i fatti confermano quelle previsioni che anche un cieco poteva vedere anche nel buio pesto di una notte tenebrosa. Ho appena terminato un lungo articolo che verrà pubblicato da MicroMega nei prossimi mesi in cui, documenti alla mano, credo di dimostrare quanto ho appena affermato, è cioè che in Vaticano nulla accade per caso o errore, ma tutto avviene per calcolo e programmazione. I passaggi della strategia ratzingeriana sono:

1. Ripristino della Messa preconciliare che quasi tutti banalizzarono come ritorno alla “Messa in latino”.

2. Dichiarazione che solo la chiesa cattolica è «pienamente» chiesa, mentre le «chiese» cristiane non lo sono neanche analogicamente.

3. Discorso di Ratisbona, fatto apposta per mettere l’Europa di fronte a ciò che potrebbe accadere se non rafforza le sue radici cristiane. Lo stesso discorso aveva la valenza di parlare al mondo intellettuale musulmano dicendo che l’Europa è un pericolo per qualsiasi religione.

4. Il Vaticano mandò i propri ambasciatori in tutti i paesi musulmani, instaurando rapporti di relazione.

5. Il papa convoca gli ambasciatori arabi presso il Vaticano per spiegare di essere amico dei loro paesi.

6. Il mondo musulmano rispose subito con una lettera di 38 saggi che dichiarano importante la lezione di Ratisbona.

7. Nel primo anniversario di Ratisbona, un gruppo di 138 intellettuali islamici scrivono al papa una lettera deferente e dialogica

8. Nell’ottobre 2008 si svolge a Istanbul il VI Simposio islamo-cattolico sul tema di Ratisbona “Rapporto tra ragione e fede nell’islam e nel cristianesimo”.

9. Pochi giorni dopo, in Vaticano si svolge un Seminario a cui partecipano una sessantina di persone metà cattoliche e metà musulmane sul tema della prima enciclica: «L’amore di Dio nel cattolicesimo e nell’islam». Viene anche ripresa e commentata la lettera dei 138 saggi musulmani.

10. Nel saluto iniziale, il rappresentante musulmano afferma: «Dovremmo unirci nella lotta contro le forze dissacranti e anti-religiose del mondo moderno e questo sforzo comune dovrebbe avvicinarci maggiormente». Come voleva dimostrare.

11. L’incontro col mondo musulmano contro il mondo moderno «relativista» e ateo non può avvenire con i cristiani formati alla scuola del concilio Vaticano II, che anzi è un ostacolo a questa strategia e per questo deve essere archiviato al più presto.

12. L’incontro con il musulmani può avvenire su un solo campo: la tradizione che garantisce una approccio fondamentalista sia con le Scritture che con la società.

13. A questo scopo urge l’abolizione unilaterale della scomunica ai lefebvriani, pur restante intatte le ragioni e i motivi per cui la scomunica fu dichiarata da Giovanni Paolo II. Un papa che ritira una scomunica senza che le cause che la produssero siano state eliminate o è fuori di testa o ha un obiettivo per il quale qualsiasi prezzo è esigibile.

14. Dopo i lefebvriani si ammetteranno nella Chiesa cattolica i fuoriusciti anglicani che rifiutano le apertura della confessione di Canterbury; la Chiesa diventa così un ricettacolo di “passatisti”, di tradizionalisti irriducibili, di fondamentalisti che saranno pronti a marciare contro il mondo moderno per una nuova Lèpanto.

15. Il prossimo passaggio sarà: dichiarare la Messa di Paolo VI «forma straordinaria» e quella tridentina, tanto amata dai lefebvriani «forma ordinaria». A questo punto il concilio non esiste più, tutto ritorna come era prima, si compie la profezia del cardinale Giuseppe Siri (Ci vorranno cinquant’anni per riparare i guasti di Giovanni XXIII e del concilio), di cui si stanno pubblicando gli scritti; il cerchio si chiude.

16. Ormai cattolici e musulmani possono incontrarsi e mettersi d’accordo, fondamentalisti con fondamentalisti, come condizionare attraverso le proprie masse i governi e le legislazioni europee.

La gerarchia senza l’oste

Questa a mio pare la strategia e tutto è logico e coerente, e tutto può accadere, se ... tutto dipendesse dal papa, ma il papa non è Dio e in tutta questa vicenda sta dimostrando di contare molto di più sulla sua restaurazione che sullo Spirito Santo.

Il papa è un illuso se crede di fermare e addirittura di rivoltare la storia all’indietro. Si rassegni potrà solo rallentare un cammino, ma mai bloccarlo. La sua stessa storia e una teoria di papi che hanno detto e fatto una catena di corbellerie lo dimostrano.

Mi auguro che il mondo cattolico reagisca e non subisca supinamente o peggio si rassegni. Mi auguro che singoli, gruppi, associazioni, ecc. manifestino il loro dissenso ai propri vescovi e al papa stesso attraverso lettere, cartoline, telegrammi, sms, e-mail o quello che si vuole.

La Germania ha cominciato, ora tocca a tutti continuare senza paura e senza ritardi. Lo stesso trattamento (e con la stessa fretta) riservato agli scismatici lefebvriani, noi pretendiamo per tutti i teologi e teologhe fedeli al concilio che in America Latina, in India, in Asia, in Africa, in Europa e negli Usa sono stati privati dell’insegnamento, della dignità, del sacerdozio, del ministero ... Non possiamo tollerare due pesi e due misure. Se il papa può andare indietro, noi pretendiamo di andare avanti e crediamo di avere più fede di lui nello Spirito Santo che guida la storia verso il Regno di Dio.

Non lasciamoci strappare dalle mani e dal cuore il Concilio Vaticano II che per altro è un concilio incompiuto e lavoriamo perché si arrivi ad un nuovo concilio dove tutto il popolo di Dio possa essere rappresentato.

Forse non sarebbe un male se chiedessimo a gran voce le dimissioni di Benedetto XVI che oggi è causa di divisone nella chiesa, di confusione per molti e di scandalo per altri.

-  Genova 4 febbraio 2009
-  Paolo Farinella, prete

* Il Dialogo, Mercoledì 04 Febbraio,2009 Ore: 14:35


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: