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LA COSTITUZIONE, LE REGOLE DEL GIOCO, E IL GIOCO SPORCO DEI MENTITORI ISTITUZIONALI....

ELEZIONI EUROPEE : LEGGE ELETTORALE. La "maggioranza antidemocratica" (D’Alema) prepara una "porcata bis" (Parisi) - a cura di pfls

lundi 27 octobre 2008 par Maria Paola Falchinelli
[...] duro giudizio di Massimo D’Alema sulla riforma approdata nell’aula della Camera. "La pretesa di imporre a maggioranza una legge elettorale che stravolge - spiega l’ex ministro degli Esteri - il sistema elettorale europeo, piegata a interessi di parte, da parte di una maggioranza che non rappresenta la maggioranza degli italiani, che legittimamente governa ma non dispone delle regole che dovrebbero invece essere condivise, è un atteggiamento gravemente antidemocratico. Così si rende (...)

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> ELEZIONI EUROPEE : LEGGE ELETTORALE. --- "Non comprimere il pluralismo"... Il presidente della Repubblica invita a un "ampio consenso" sulla legge per il voto.

mardi 28 octobre 2008


-   Il presidente della Repubblica invita a un "ampio consenso" sulla legge per il voto
-  E implicitamente si schiera per le preferenze e l’abbassamento delle soglie

-   Europee, interviene Napolitano
-  "Non comprimere il pluralismo"

-   Le parole del Quirinale salutate con soddisfazione da tutte le opposizioni
-  Ma il Pdl scarica la colpa del mancato confronto al centrosinistra

ROMA - Il Quirinale fa sentire la sua voce nel dibattito in corso sulla riforma elettorale in vista delle elezioni europee della prossima primavera. Con misura e istituzionale, ma anche con estrema chiarezza, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fa capire come il suo favore vada verso un sistema che garantisca agli elettori la possibilità di esprimere le loro preferenze sulla scheda, senza penalizzare le minoranze con soglie di sbarramento eccessivamente alte.

La questione del metodo. Un risultato al quale bisogna arrivare però attraverso un confronto tra maggioranza e opposizione. Perché se le simpatie del Capo dello Stato sono per un sistema che tuteli le minoranze senza prevedere liste bloccate, ancora più importante è agli occhi del Quirinale il principio del dialogo tra parti politiche quando in ballo ci sono leggi fondamentali come quella elettorale.

Invito al confronto. "Ribadisco la convinzione, già espressa in precedenti occasioni, che quando si tratti di modificare regole tra le più importanti della competizione democratica quali sono quelle dei sistemi elettorali sia da ricercarsi un ampio consenso in Parlamento", ha ammonito il presidente della Repubblica. Tanto più che "modifiche in questo campo - ha osservato ancora il capo dello Stato - sono state largamente riconosciute in questi anni come opportune e mature ; ed è stata riscontrata, nel recente passato, una preoccupazione condivisa circa l’esigenza di stabilire un più diretto legame tra gli eletti e i territori rappresentati e di garantire un effettivo intervento dei cittadini-elettori nella scelta dei loro rappresentanti".

Il valore del pluralismo. Nel corso dell’incontro con i rappresentanti di varie forze politiche riunite nel "Comitato per la Democrazia", Napolitano ha sottolineato anche la necessità di "non comprimere il pluralismo politico in quelle che sono sue significative espressioni, pur introducendosi disposizioni volte ad evitare eccessi estremi di frammentazione nella rappresentanza dell’Italia all’assemblea di Strasburgo".

Il ruolo del Parlamento. Due lance chiaramente spezzate quindi verso la necessità di lasciare la possibilità di indicare le preferenze sulla scheda e di non alzare lo soglia di sbarramento. "C’è da augurarsi che tali esigenze - ha scritto Napolitano - formino oggetto di adeguata attenzione nel corso della discussione parlamentare sulle norme per l’elezione dei deputati italiani al parlamento europeo". "Sono convinto - ha concluso il presidente - che la discussione in Parlamento possa essere aperta, senza rigidità, ad ogni proposta costruttiva".

Il plauso del Pd. Parole, quelle pronunciate dal capo dello Stato, salutate con soddisfazione da tutte le opposizioni. "Esprimiamo grande apprezzamento - ha commentato la capogruppo del Pd nella commissione Affari costituzionali della Camera, Sesa Amici - per le parole chiare ed univoche del capo dello Stato sulla necessità di salvaguardare il pluralismo politico, di stabilire un più diretto legame tra gli eletti e i territori rappresentati, di garantire un effettivo intervento dei cittadini elettori nella scelta dei loro rappresentanti nelle sedi parlamentari e di ricercare un ampio consenso in Parlamento". "Questi - ha aggiunto - sono anche i punti cardine della proposta del Pd di modifica della legge elettorale europea che abbiamo sottoposto all’attenzione della maggioranza attraverso numerosi emendamenti per la salvaguardare le preferenze e per introdurre una quota di sbarramento al 3%".

"Non basta applaudire". Un plauso al Quirinale è arrivato anche dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. "Le parole del capo dello Stato - ha sottolineato - sono molto importanti e spero che, per una volta, non vengano solo formalmente applaudite, ma anche seguite concretamente". "In Parlamento - ha continuato - ci sono margini per poter trovare una soluzione di compromesso realistico che salvaguardi il pluralismo, ma che soprattutto permetta ai cittadini di poter direttamente eleggere i propri rappresentanti. Questa è una battaglia di libertà".

Di Pietro : "Berlusconi ascolti". Rilancia il messaggio di Napolitano anche il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro. "Ci auguriamo che il governo e Berlusconi, se non ascoltano i cittadini che fanno sciopero e non ascoltano l’opposizione che in Parlamento è stata zittita, ascolti almeno il capo dello Stato", ha affermato Di Pietro. "In uno stato di diritto, in un Paese democratico - ha detto ancora - se il capo dello Stato dice che bisogna dare la possibilità ai cittadini di scegliere chi mandare in Parlamento, almeno questo lo si faccia".

Il Pdl dà la colpa all’opposizione. Accoglie positivamente il richiamo del Quirinale anche il Pdl, che scarica però sulle opposizioni la responsabilità della mancanza di confronto sulla legge elettorale. "Le parole di Napolitano sono sempre sagge - ha sottolineato il vicepresidente dei deputati del Pdl alla Camera Italo Bocchino -. Noi abbiamo offerto all’opposizione una riforma che vuole evitare la frammentazione. Attendiamo dal centrosinistra segnali di responsabilità e di disponibilità, se non ci saranno la maggioranza ha il dovere di fare la maggioranza". "Le preferenze - ha detto ancora - in Italia le ha abolite per primo il centrosinistra nelle elezioni per la regione Toscana e il centrosinistra sa bene che in Europa siamo l’unico paese tra i grandi e i medi a conservarle. Questo è il motivo per cui vogliamo eliminarle e anche per qualificare ancor di più la nostra rappresentanza al Parlamento europeo".

TESTO DELLA RIFOMA ELETTORALE : Ddl CAMERA 22-A

* la Repubblica, 28 ottobre 2008


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