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Camorra, ’Ndrangheta, Sacra corona unita...

MAMMASANTISSIMA, CHIESA E STATO. "LA MAFIA DEVOTA", UN GRANDE CONTRIBUTO DELL’ANTROPOLOGA ALESSANDRA DINO PER CAPIRE MEGLIO E PER SCONFIGGERE LE MAFIE. Una recensione di Goffredo Fofi - a cura di Federico La Sala

"Per amore del mio popolo non tacerò"(Isaia). «La camorra ha assassinato il nostro paese, noi lo si deve far risorgere, bisogna risalire sui tetti e riannunciare la "Parola di Vita"» (don Peppino Diana).
martedì 18 novembre 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] Se è vero che, secondo le stime, il Pil italiano è prodotto per il dieci-dodici per cento dall’economia criminale (e non vengono considerati in questi calcoli, per esempio, la produzione e lo smercio di armi) ne deriva che le risposte alle attività mafiose dovrebbero essere ben più radicali che quelle esclusivamente giudiziarie. E, di fatto, come si sconfiggono le mafie? Non credo, personalmente, che i “professionisti dell’antimafia” riescano sempre a incidere in (...)

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> MAMMASANTISSIMA, CHIESA E STATO. ---- {{ASSISI}} - I mafiosi sono automaticamente esclusi dalla Chiesa cattolica, non c’è bisogno di scomuniche esplicite.

martedì 10 novembre 2009


-  Monsignor Mariano Crociata ha illustrato il documento che i vescovi riuniti ad Assisi
-  sono chiamati oggi pomeriggio ad approvare. "Occorre l’impegno di tutti"

-  Cei: "I mafiosi sono fuori dalla Chiesa
-  non c’è bisogno di scomuniche esplicite"

"Esagerato parlare di declino della democrazia. Ci sono difficiltà ma anche molte potenzialità"

ASSISI - I mafiosi e coloro che fanno parte della criminalità organizzata sono automaticamente esclusi dalla Chiesa cattolica, non c’è bisogno di scomuniche esplicite. Lo ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, in una conferenza stampa ad Assisi, rispondendo ad una domanda sul documento Chiesa e Mezzogiorno, anche in relazione alle recenti inchieste che hanno coinvolto uomini politici.

I presuli, riuniti nella loro sessantesima assemblea generale nella città di San Francesco, sono chiamati oggi pomeriggio ad approvare. "E’ evidente - spiega - che il tema della criminalità organizzata è ben presente nel documento; una realtà drammatica ma non disperata e non invincibile".

Per quanto riguarda i mafiosi o gli affiliati alle organizzazioni criminali, il segretario della Cei ricorda quanto già disse Giovanni Paolo II in una visita ad Agrigento nel 1993 sul giudizio di Dio che si sarebbe abbattuto sui criminali. "Non c’è bisogno - ha aggiunto Crociata - di comminare esplicite scomuniche perché chi vive nelle organizzazioni criminali è fuori dalla comunione anche se si ammanta di religiosità".

"Piuttosto - ha aggiunto il segretario Cei - non si risolve questo dramma sociale che si estende a tutta l’Italia, e non solo al Sud, solo richiamando l’esclusione dalla Chiesa, ma si risolve con un impegno di tutti, della istituzioni, della magistratura".

Politica. "La nostra prospettiva non è quella apocalittica: dobbiamo tutti valorizzare le risorse del Paese, sottolineare e fare emergere questi aspetti positivi, guardando con onestà alle difficoltà. Ma non serve a nulla guardare ad esse unilateralmente", afferma monsignor Mariano Crociata. "Parlare di declino della democrazia - spiega il presule - mi sembra esagerato, nel senso che la nostra situazione presenta difficoltà ma ci sono molte potenzialità di ordine materiale e valori morali e culturali: il punto non è emettere pronunciamenti senza appello sulla situazione. Questo non è utile, non va a vantaggio del Paese nè è rispondente alla realtà".

* la Repubblica, 10 novembre 2009


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