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SEGNI DEI TEMPI. Dopo la lettera a Pera di Papa Ratzinger....

IN VATICANO NON NE POSSONO PIU’!!! "SANTO" GRAMSCI AIUTACI TU. DE MAGISTRIS RICORDA E SOLLECITA A RIPARTIRE NON DALLA "DOMINUS JESUS" MA DAL BAMBIN GESU’!!! Gramsci aveva nella sua stanza l’immagine di Santa Teresa del Bambino Gesù!!! - a cura di Federico La Sala

mercoledì 26 novembre 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] ."Durante la sua ultima malattia, le suore della clinica dove era ricoverato portavano ai malati l’immagine di Gesù Bambino da baciare. Non la portarono a Gramsci. Lui disse: ’Perché non me l’avete portato?’ Gli portarono allora l’immagine di Gesù Bambino e Gramsci la baciò. Gramsci - ha concluso l’arcivescovo - è morto con i sacramenti, è tornato alla fede della sua infanzia. La misericordia di Dio santamente ci ’perseguita’. Il Signore non si rassegna a perderci" [...]
PER UNA (...)

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> IN VATICANO NON NE POSSONO PIU’!!! "SANTO" GRAMSCI AIUTACI TU. ---- San Pietroburgo, fedeli in rivolta contro il parroco. Il ritratto di Stalin è vicino a quello della beata Nikonova che predisse la vittoria su Hitler.

giovedì 27 novembre 2008

Il ritratto di Stalin in chiesa e scoppia la guerra delle icone San Pietroburgo, fedeli in rivolta contro il parroco Il santino è vicino a quello della beata Nikonova che predisse la vittoria su Hitler

di Leonardo Coen (la Repubblica, 27.11.2008)

MOSCA - Passi la richiesta provocatoria dei comunisti di Pietroburgo che qualche mese fa perorarono il Patriarcato russo perché avviasse la pratica di canonizzazione di Stalin, in quanto «benefattore della Gran Madre Russia». Il portavoce del venerabile Alessio II liquidò seccamente la vicenda ricordando le persecuzioni, le sofferenze e le atrocità imposte dal dittatore del Cremlino ai fedeli, ai sacerdoti e alla Chiesa ortodossa. Ma le vie del Signore sono infinite, e una di queste impervie stradine della fede ha attraversato Strelna, sobborgo di Pietroburgo, per arrestarsi davanti ad una chiesetta dove un pope di infinita tolleranza ha interpretato il Verbo di Gesù sul perdono e ha deciso di esporre un’icona che ritrae Josif Stalin intabarrato nel suo celebre cappottone militare accanto alla beata Matrona Nikonova di Mosca (1881-1952), mentre sullo sfondo campeggiano i bulbi multicolori della stupenda san Basilio.

Insomma, un «santino» ortodosso. C’è una ragione, dietro questa audace e, diciamolo pure, dissacrante iniziativa del pope di Strelna. Bisogna tornare indietro nel tempo. Il defunto arciprete Dimitrij Dudko, noto teologo, da giovane era un sincero antisovietico ed ebbe la fortuna di sopravvivere alle purghe nonostante un lungo soggiorno nei gulag. Ma quando cominciò ad invecchiare seriamente all’improvviso ebbe una folgorazione sulla via della falce e martello: si innamorò di Stalin. Nei suoi sermoni diceva che Stalin in realtà era religioso e che nella sua coscienza non vi erano sentimenti persecutori nei confronti della chiesa ortodossa.

Lo scrisse, persino: «Voglio tanto esclamare alla fine: «Santo, pio Josef, prega Dio per tutti noi!». Un caso di aberrazione o di sfinimento psicologico? Comunque, fu un’eccezione il fervore staliniano dell’arciprete Dudko. Oggi, però, è spuntato fuori un seguace di padre Dimitrij. Nella chiesa di Strelna dedicata alla santa principessa Olga, una delle sventurate figlie di Nicola II, il priore Evstafij Zhakov ha deciso di esporre appunto l’icona di Stalin con a fianco la figura della beata Matrona di Mosca. Sono tantissime le leggende che riguardano la vita di questa santa donna che riuscì a superare i massacri e le purghe staliniane. Una di queste racconta che «la madre Matrona» nell’autunno del 1941 ebbe dei colloqui con Stalin. Anzi, che Stalin stesso fosse andato a trovarla per confidarle che era molto preoccupato della situazione di Mosca. I nazisti erano alle porte. Ci voleva una «guerra patriottica», rispose lei, e predisse: «Tu rimarrai da solo in città, ne sarai il Grande Difensore. Mosca non cadrà in mano a Hitler». Ecco il motivo dell’icona in cui si rappresenta quel momento.

Il problema è che la cosa non è affatto piaciuta ai parrocchiani. Non hanno gradito l’iniziativa, la considerano un’offesa alla memoria di tutte le vittime delle repressioni antireligiose di Stalin. E hanno deciso di disertare le cerimonie fin quando quell’icona resterà in chiesa. Le proteste hanno suggerito al pope di spostare l’icona e di metterla nel luogo più appartato della chiesa, ma i fedeli pretendono che venga tolta: «Non ci importa che la popolarità di Stalin sia ancora molto alta in Russia, lui è stato il diavolo contro chi credeva in Dio». Sinora il patriarcato di Mosca non ha commentato la vicenda.


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