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COSTITUZIONE, SCUOLA E CASTA POLITICA. UN TRADIMENTO STRUTTURALE DELLA FIDUCIA. A "Regime leggero", avanti tutta... "Forza Italia"!!!

LA SCUOLA PUBBLICA COME ORGANO COSTITUZIONALE DELLA DEMOCRAZIA. Una nuova edizione del libro di Piero Calamandrei, "Per la scuola". Parte della prefazione di Tullio De Mauro - a cura di Federico La Sala

Il problema della democrazia si pone, prima di tutto, come un problema di istruzione
domenica 7 dicembre 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...]
«L’UOMO NON PUÒ ESSERE LIBERO se non gli si garantisce un’educazione sufficiente per prender coscienza di sé, per alzar la testa dalla terra e per intravedere, in un filo di luce che scende dall’alto in questa sua tenebra, fini più alti». [...]
[...] Il problema della democrazia si pone dunque, prima di tutto, come un problema di istruzione. Per far sì che gli elettori abbiano la capacità di compiere una scelta consapevole dei rappresentanti più degni, è indispensabile che tutti (...)

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> LA SCUOLA PUBBLICA COME ORGANO COSTITUZIONALE DELLA DEMOCRAZIA. --- "Cattolici pronti alla mobilitazione". La Cei attacca.

venerdì 5 dicembre 2008


-  L’ufficio dei vescovi per l’educazione parla di una "crisi profonda"
-  "Per tre anni di seguito Tremonti ci ha tolto il 33% dei fondi"

-  Scuola, la Cei attacca i tagli
-  "Cattolici pronti alla mobilitazione"
*

CITTA’ DEL VATICANO - La Chiesa cattolica scende sul piede di guerra contro i nuovi tagli agli istituti scolastici paritari, previsti dalla finanziaria del governo Berlusconi. "Le federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese", annuncia monsignor Bruno Stenco, direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per l’educazione, la scuola e l’università.

"Non si tratta di restituzione: a questo punto - ha chiarito Stenco - si è aperta una crisi molto più profonda e le federazioni delle scuole cattoliche presto si mobiliteranno in tutto il Paese". "Qui - ha detto ancora - si vuole la scuola statale e la scuola commerciale, lo stato e il mercato ma non il privato sociale che rappresentiamo noi e che fa la scuola non per interesse privato, ma per interessi pubblici".

"Tra stato e mercato - si è chiesto il vescovo - perché colpire proprio il privato sociale?". "Non è il taglio da 130 milioni di euro di adesso che fa scoppiare la scuola cattolica - ha aggiunto monsignor Stenco - Il punto è che sono dieci anni che il finanziamento si è inceppato. Può una scuola parrocchiale, ad esempio, permettersi ogni anno una passività di 20,25 mila euro? Dopo 10 anni che cosa è divenuta? 250 mila euro. E il contributo dello Stato - ha concluso - serve a malapena a pagare gli stipendi".

Parlando in pubblico qualche settimana fa Berlusconi aveva detto di aver scoperto dell’esistenza dei tagli agli istituti religiosi e di essere deciso ad intervenire per "correggere l’errore". Ma evidentemente le cose sono andate diversamente. "Nel 2000 - ha spiegato ancora Stenco - la legge sulla parità scolastica ha previsto un contributo di 530 milioni di euro per tutto il sistema delle scuole paritarie, mentre la spesa per la scuola statale è di 50 miliardi. Il contributo, dello 0,1 per cento, è quindi già irrisorio".

"Nel 2004 - ha proseguito il vescovo - per tre anni consecutivi Tremonti ha tagliato 154 milioni sui 530 di contributo totale, cioè il 33 per cento. La scuola cattolica ha taciuto - ha aggiunto - e li abbiamo recuperati anno per anno con emendamenti, con fatica e con ritardi. Ora, però, il ministro ripete la stessa manovra". "La Chiesa adesso - ha concluso - deve tirare le sue conseguenze perchè senza contributi le scuole dell’infanzia non vanno avanti e di certo rischiano di chiudere".

* la Repubblica, 5 dicembre 2008


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