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1968-2008. L’INCAPACITA’ POLITICA E CULTURALE DELLE CLASSI DIRIGENTI DI AFFRONTARE LA FRATTURA IMMENSA TRA LE GENERAZIONI ...

UN’EUROPA VECCHIA E SENZA PIU’ FUTURO. LA GIOVENTU’ BRUCIATA : IN GRECIA, IN FRANCIA, IN ITALIA... Una nota di Ilvo Diamanti

mercredi 10 décembre 2008 par Federico La Sala
[...] un profilo comune e largamente noto. Perché le rivolte investono i giovani, sia gli studenti che i marginali, delle classi agiate e dei gruppi esclusi. I bersagli sono, in ogni caso, le istituzioni di governo, il sistema educativo e le forze dell’ordine, il sistema politico e in particolar modo i partiti e gli uomini di governo. Il denominatore comune di queste esplosioni sociali sono i giovani, occultati e vigilati da una società vecchia e in declino, da un sistema politico (...)

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> UN’EUROPA VECCHIA E SENZA PIU’ FUTURO. ----- Vassilis Vassilikos : Ancora non ci sono le teste, ma, come nel Maggio 68, arriveranno presto (di Marina Verna - Intervista).

mardi 9 décembre 2008

INTERVISTA

Lo scrittore Vassilis Vassilikos

"Aspettavamo l’occasione per esplodere"

di MARINA VERNA (La Stampa, 9/12/2008)

Vassilis Vassilikos, trent’anni fa lei, con « Z - L’orgia del potere », descrisse come, partendo da un omicidio, si potesse arrivare al colpo di Stato. Anche oggi c’è la scintilla di un omicidio. Dove porterà ?

« Lei lo vede : c’è un intero bosco che brucia. Ogni fuoco parte da una scintilla, e il detonatore oggi è la morte di Alexis Grigoropoulos. Ma a mobilitare i giovani, e non solo i quindicenni suoi coetanei, è tutto ciò che è successo negli ultimi anni e ha creato un clima negativo nella società ».

Dunque, non solo la crisi finanziaria. « Quella conta certamente, ma prima c’era stato lo scandalo immobiliare che ha coinvolto il monastero Vatopedi sul Monte Athos. E i processi falsati, con i giudici che cambiano decisione secondo i giochi politici. E il tentato suicidio del disinvolto direttore generale del ministero della Cultura, che gestiva le sovvenzioni europee e svendeva i terreni vicini ai siti archeologici. Poi la legge sulle pensioni. E la decisione del governo di stanziare 28 miliardi di euro in aiuti alle banche e non alle persone in difficoltà a comprare il cibo ».

E’ questo dunque il sottobosco pronto per l’incendio ? « Sì, da tempo i greci avevano la tentazione di sollevarsi, ma mancava il detonatore. Quando l’hanno trovato, tutti i rami secchi si sono incendiati ».

Lei vede analogie con la banlieue parigina che brucia dopo due omicidi ? « No, qui non c’è il problema degli immigrati, la vicenda è tutta interna alla società ellenica. Nessuno si aspettava che la rivolta prendesse una tale ampiezza ».

E gli anarchici ? « Approfittano dell’occasione per distruggere, ma non sono il motore ».

E lo Stato ? Perché non reagisce ? « E’ paralizzato, ha paura di un altro incidente, di un altro morto. Così i poliziotti si tengono alla larga dalle manifestazioni ».

Ci sono slogan ? « Ce n’è uno solo : Alexis è vivo, Alexis ci guida. In questo momento non c’è una leadership politica che dia la linea, a protestare sono i giovani di tutte le scuole, di sinistra, di destra, di centro. E’ una rivoluzione spontanea contro il sistema in generale, magari anche contro Bush ».

Nessuno chiede la caduta del governo di centro-destra di Costas Karamanlis ? « Al momento no, non è una rivolta politica ma sociale. In piazza c’è la generazione dei 700 euro al mese e quella che sa che ne avrà solo più 500 ».

In vita sua lei ha visto molte cose. Come giudica questo momento ?« E’ un momento grave per la Grecia, anche perché non si capisce dove tutto questo sboccherà. Tutto è nuovo, nulla è simile a trent’anni fa. E sono le tecnologie ad aver cambiato tutto. Non è una rivoluzione virtuale, ma sono stati gli sms e le e-mail a propagare la rivolta così in fretta in tutto il Paese, a far passare il segnale : ribellatevi ! E adesso ci chiediamo tutti che cosa succederà nei prossimi giorni. Ancora non ci sono le teste, ma, come nel Maggio 68, arriveranno presto ».


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