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1968-2008. L’INCAPACITA’ POLITICA E CULTURALE DELLE CLASSI DIRIGENTI DI AFFRONTARE LA FRATTURA IMMENSA TRA LE GENERAZIONI ...

UN’EUROPA VECCHIA E SENZA PIU’ FUTURO. LA GIOVENTU’ BRUCIATA : IN GRECIA, IN FRANCIA, IN ITALIA... Una nota di Ilvo Diamanti

mercredi 10 décembre 2008 par Federico La Sala
[...] un profilo comune e largamente noto. Perché le rivolte investono i giovani, sia gli studenti che i marginali, delle classi agiate e dei gruppi esclusi. I bersagli sono, in ogni caso, le istituzioni di governo, il sistema educativo e le forze dell’ordine, il sistema politico e in particolar modo i partiti e gli uomini di governo. Il denominatore comune di queste esplosioni sociali sono i giovani, occultati e vigilati da una società vecchia e in declino, da un sistema politico (...)

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> UN’EUROPA VECCHIA E SENZA PIU’ FUTURO. --- Sul Partenone l’appello dei ragazzi greci "Studenti d’Europa protestate con noi"... un mega striscione di 360 metri quadrati con la parola "resistenza" scritta in cinque lingue : greco, italiano, francese, inglese e tedesco.

jeudi 18 décembre 2008


-  Sul Partenone l’appello dei ragazzi greci "Studenti d’Europa protestate con noi"
-  Era il sogno di Panagulis, far sventolare da lassù una bandiera rossa

di Renato Caprile (la Repubblica, 18.12.2008)

Ciò che rimase un sogno per Alekos Panagulis, come racconta Oriana Fallaci nel suo Un uomo, è riuscito ieri a un pugno di liceali greci : far sventolare sull’Acropoli, il punto più alto e carico di storia di Atene, un mega striscione di 360 metri quadrati con la parola "resistenza" scritta in cinque lingue : greco, italiano, francese, inglese e tedesco. Resistenza al potere, che al tempo di Panagulis era nelle mani dei colonnelli e oggi in quelle di un governo di centro destra, forse corrotto e inefficiente, ma democraticamente eletto. Hanno fatto comunque in fretta a rimuovere quello striscione, Anzi a rimuoverli, perché ce n’era anche un altro che invitava oggi gli studenti europei a una giornata di protesta : per ora hanno risposto solo i coetanei francesi, in lotta contro una riforma che minaccia l’istruzione pubblica. La tempestività della polizia di Karamanlis non ha evitato però che l’originale iniziativa dei ragazzi greci facesse il giro del mondo. E si è adontato non poco il primo ministro, giudicando quell’azione « non scusabile » perché gravemente lesiva dell’immagine della Grecia.

Dopo dodici giorni di inferno urbano con decine di banche e centinaia di negozi assaltati con danni per oltre un miliardo di euro, la parte più ragionevole del movimento esce finalmente fuori. Non prende le distanze dai kukulofori, gli incappucciati, i duri e puri che hanno ingaggiato decine di scontri a colpi di molotov con la polizia, ma prova a coinvolgere gli studenti di altri paesi. Una richiesta di solidarietà che lascia ben sperare nell’evoluzione di una crisi che nei primi giorni aveva solo il sapore della vendetta per la morte di un ragazzo di quindici anni, Alexis Grigoropulos, ucciso da un poliziotto il 6 dicembre scorso.

I senza volto continuano a darci dentro anche se con meno intensità dei primi giorni. Ieri hanno lanciato bottiglie molotov contro un pullmino delle forze speciali, poi si sono concentrati fuori dal Palazzo di giustizia per bersagliare con sassi, uova e yogurth gli agenti in tenuta anti-sommossa. « Maiali, liberate i nostri compagni arrestati », lo slogan scandito per ore. Sono 300 finora quelli fermati. Rischia molto Karamanlis, che per ora non si dimette ma si scusa per le bustarelle intascate da alcuni suoi ministri. Evidentemente non basta. Crisi economica ed arroganza delle forze dell’ordine fanno temere che gli studenti non molleranno facilmente. Oggi si replica ad Atene e Salonicco, ma si spera nel segno del "partito dello striscione".


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