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CONTRO IL LUNGO SONNO DELLA RAGIONE COSTITUZIONALE E LA POLITICA DEL "MENTITORE" NAZIONALE ... RESTITUIRE ALL’*ITALIA* IL *NOME* E L’ONORE!!!

TUTTA LA SCUOLA SCENDE IN PIAZZA, CONTRO I TAGLI E IL MAESTRO UNICO. Un calendario fitto di iniziative di protesta fino al 23 aprile, giorno di sciopero generale

domenica 8 marzo 2009 di Federico La Sala
[...] Sarà una conclusione di anno scolastico decisamente movimentata per la scuola italiana che scenderà in piazza a più riprese contro i provvedimenti del governo. Ad aprire un mese di marzo costellato di iniziative di protesta saranno Cgil e Cobas della scuola. Tantissime le ragioni che nelle prossime settimane porteranno in piazza migliaia di lavoratori della scuola, c’è solo l’imbarazzo della scelta: dai tagli agli organici, al maestro unico passando per il diritto di sciopero [...] (...)

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> TUTTA LA SCUOLA SCENDE IN PIAZZA, CONTRO I TAGLI E IL MAESTRO UNICO. --- Migliaia in piazza in tutta Italia, contro le scelte del governo e per rivendicare una scuola di qualità

mercoledì 18 marzo 2009


-  Il corteo cerca di uscire dall’Ateneo e si scontra con le forze dell’ordine
-  "Picchiati senza motivo". Maroni: "No alla violenza politica"

-  Torna l’Onda in tutta Italia
-  A Roma cariche della polizia
*

ROMA - Migliaia in piazza in tutta Italia per protestare contro il piano dei tagli all’istruzione varato dal governo Berlusconi. All’agitazione indetta dalla Cgil hanno aderito anche i ragazzi dell’Onda che torna così a far sentire la sua voce. E alla Sapienza di Roma la polizia ha caricato gli studenti che volevano uscire in corteo dall’Ateneo.

Tensione alla Sapienza. Tensione e scontri all’Università di Roma La Sapienza quando gli studenti che avevano dato vita al corteo interno hanno tentato di uscire fuori dalla città universitaria cercando di forzare il cordone di poliziotti e carabinieri. Le forze dell’ordine li hanno caricati respingendoli all’interno dell’Ateneo, i ragazzi hanno risposto lanciando alcune scarpe ("Ce le eravamo portate per lanciarle davanti al ministero dell’Economia come hanno fatto in Francia"). Più tardi, circa 200 ragazzi hanno cercato di violare il blocco attraverso le uscite che danno su viale Regina Elena: alcuni ragazzi hanno lanciato sassi contro le forze dell’ordine, ma sono stati subito bloccati. In via De Lollis gli agenti della Guardia di finanza hanno effettuato una nuova carica di alleggerimento. I contusi fra gli studenti sarebbero decine. Difficile fare un bilancio, come spiegano i ragazzi, "perché se ne trovano ad ogni angolo della città universitaria". LE FOTO

E sul banco degli accusati finisce il protocollo che limita i percorsi dei cortei varato dalla giunta Alemanno in accordo anche con le organizzazioni sindacali. Il motivo dell’intervento della Polizia alla Sapienza, infatti, sarebbe questo. Far sfilare gli studenti l’avrebbe violato. Ma la Cgil non ci sta: "Era stato firmato per poter creare un tavolo di discussione che riducesse il disagio della città e aiutasse i cittadini, ma se viene utilizzato per massacrare gli studenti non serve più a nulla e può anche essere stracciato" dice il presidente del direttivo regionale del Lazio della Flc-Cgil Franco Gallerano. Mentre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno precisa: "C’e’ un impegno di tutta la citta’ ad avere delle regole, rispettiamo il diritto a manifestare, ma entro delle regole’’.

Maroni: "Interveniamo contro le violenze politiche". "La libertà di espressione, di manifestazione, di partecipare alle elezioni è un diritto costituzionale dei cittadini che noi intendiamo garantire contro ogni forma di violenza". Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni,risponde così, nel corso di una question time alla Camera, ad una interrogazione sugli scontri avvenuti qualche giorno fa all’università statale di Milano. "Assicuro che il ministero dell’interno, attraverso le forze di polizia - spiega Maroni - manterrà un ancora più elevato livello di attenzione in relazione al rischio del ripetersi di analoghi episodi di violenza politica".

Ferrero: "Cariche inaccettabili". Protesta il segratario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero. Che in una nota definisce le cariche "inaccettabili e ingiuste", "primo frutto avvelenato del protocollo sui cortei voluto dal sindaco di Roma", e conclude: "Non è in questo modo illiberale e repressivo che si può gestire l’ordine pubblico nella capitale d’Italia".

Roma. Tanti palloncini colorati e striscioni con slogan - da "La scuola non è un’azienda" a "Per uscire dalla crisi, investire sulla conoscenza" e "Contro Berlusconi, legittima difesa" - hanno fatto da cornice alla manifestazione che si è svolta stamattina a piazza Santi Apostoli.

Genova. Alcune migliaia di lavoratori e studenti si sono mobilitati stamani a Genova nei cortei in occasione dello sciopero generale provinciale organizzato dalla Cgil. LE FOTO

Firenze. Il corteo nel capoluogo toscano ha raccolto circa 10 mila persone. Nel corteo che si è concluso da poco c’erano un gruppo di precari della scuola seguito da professori, ricercatori, studenti.LE FOTO

Milano. I manifestanti si sono diretti verso piazza Duomo sventolando bandiere e urlando cori contro i ministri Gelmini, Tremonti e Brunetta. Precari e portavoce della Cgil hanno preso la parola dall’alto di un palco allestito su un lato della piazza. Gli studenti si sono invece sistemati di fronte al Duomo con il loro camion, da cui a loro volta hanno tenuto discorsi contro i tagli alla scuola.

Torino. "Per uscire investendo nella conoscenza". E’ lo slogan della manifestazione regionale intitolata "Tutti insieme. Sciopero della conoscenza". Il corteo partito da piazza Arbarello si è diretto verso piazza Castello.

Macerata. L’Onda "festeggia" con una giornata di sciopero diffuso "la conquista dell’annullamento della cerimonia di apertura di anno accademico, caso unico in tutto il Paese". Una decisione che, spiegano gli studenti, il movimento "ha imposto" alle istituzioni universitarie.

Epifani: "In piazza contro il governo". Sono troppe le cose che non vanno nella scuola, a partire dalla riduzione degli spazi formativi, meno tempo per stare in aula, la riduzione delle risorse e il grande problema dei precari". Guglielmo Epifani da Palermo rilancia l’emergenza. Chiede al governo di affrontarla "diversamente" e spiega così le ragioni dello sciopero: "E’ contro le scelte del governo e per rivendicare una scuola di qualità".

* la Repubblica, 18 marzo 2009


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