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CONOSCI TE STESSO!!! Dopo millenni di riflessione, la nostra identità ("tautòtes" - greco) ancora nella culla o, meglio, nella bara ("taùto" - napoletano)

LA FILOSOFIA E IL NARCISISMO "DIALOGICO". AMORE DELL’ALTRO O AMORE DI SE’? E’ LO STESSO. Una "risposta" di Umberto Galimberti

lunedì 23 marzo 2009 di Federico La Sala


Amore dell’altro o amore di sé?
Scrive lo psicoanalista americano Stephen Mitchell: "Se io ti do il mio amore, che cosa ti sto dando di preciso? Chi è l’Io che sta facendo questa offerta? E chi, per inciso, sei tu?"
Risponde Umberto Galimberti *
Ancora non riesco a capire la differenza, se di differenza si tratta, tra il desiderio dell’altro e la cura di se stessi nel sentimento amore. Mi spiego meglio. Nella coppia è desiderabile (...)

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> LA FILOSOFIA E IL NARCISISMO "DIALOGICO". -- Tzvetan Todorov, studioso di grande originalità dei temi dell’alterità, è morto.

martedì 7 febbraio 2017


E’ morto il filosofo Tzvetan Todorov

Il grande filosofo bulgaro naturalizzato francese, considerato uno dei massimi intellettuali contemporanei, aveva 77 anni *

E’ morto Tzvetan Todorov. Il grande filosofo bulgaro naturalizzato francese, considerato uno dei massimi intellettuali contemporanei, aveva 77 anni. L’annuncio è arrivato dal suo agente francese, dopo una lunga malattia. La notizia arriva poche settimane dopo la morte di un altro straordinario pensatore contemporaneo, Zygmunt Bauman, che con Todorov condivideva molti campi di studio.

Storico, filosofo, critico strutturalista e sociologo, celebre teorico della letteratura e studioso di grande originalità dei temi dell’alterità, dello spaesamento e dei totalitarismi, Todorov nasce nel 1939 a Sofia, in Bulgaria, dove si laurea in filologia nel 1963 e si trasferisce a Parigi dove inizia il dottorato, studia con Roland Barthes e cinque anni dopo diventa direttore del centro nazionale francese della ricerca scientifica. Di lì inizia la sua proficua attività accademica e saggistica.

Una delle sue opere più famose era "La paura dei barbari", in cui Todorov teorizzava il rischio della deriva violenta dell’Europa: a causa del clima di paura e tensione perenni, il rapporto con l’altro può diventare sempre più difficile. A questo proposito, diceva tempo fa in un’intervista a Repubblica, subito dopo l’attentato di Nizza: "Dobbiamo evitare di diventare anche noi dei ’barbari’, di diventare torturatori come quelli che ci odiano. Il multiculturalismo è lo stato naturale di tutte le culture. La xenofobia, le pulsioni sull’identità tradizionale non sono destinate a durare. Una cultura che non cambia è una cultura morta".

A proposito della società attuale e del suo futuro, Todorov sosteneva: "Le offese e gli attentati che abbiamo subìto sono gravi, ma non penso che mettano in pericolo la sopravvivenza della democrazia. Al contrario, si assiste a una convergenza delle forze politiche del Paese e a un rafforzamento della solidarietà in seno alla popolazione. Intensificare la raccolta di informazioni continuerà a essere una misura indispensabile, a patto che resti sotto il controllo giudiziario. I nemici interni invece seguono un altro percorso". A questo proposito, nel 2015 Todorov aveva partecipato al festival RepIdee di Repubblica a un incontro insieme al direttore Ezio Mauro dal titolo "Vigiliamo sulle derive della democrazia".

Tra i suoi libri più famosi ci sono "La letteratura fantastica" (Garzanti, 1970), "La conquista dell’America. Il problema dell’altro" (Einaudi, 1984), "Noi e gli altri. La riflessione francese sulla diversità umana (Einaudi, 1989), "Michail Bachtin" (Einaudi,1990), "Di fronte all’estremo" (Garzanti, 1991).
-  In Italia il suo ultimo libro "Resistenti" è uscito per Garzanti l’anno scorso. A giorni, fa sapere la casa editrice italiana, era previsto il ritorno in libreria, in edizione economica, di un altro suo noto saggio, "Il caso Rembrandt", in cui descrive l’umanità e la filosofia dell’opera del grande pittore olandese. La sua bibliografia è stata tradotta in 25 paesi.

Tra i vari riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera da Todorov, si contano il Premio Principe delle Asturie per le Scienze sociali, il Premio Charles Lévêque dell’Accademia Francese di Scienze Morali e Politiche, il primo Premio Maugean dell’Académie Française, il Nonino e il premio "Dialogo tra i continenti" nell’ambito del Grinzane Cavour.

* la Repubblica, 07.02.2017


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