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ITALIA. LA CLASSE DIRIGENTE (INCLUSI I GRANDI INTELLETTUALI) CEDE (1994) IL "NOME" DEL PAESE AL PARTITO, ALL’ AZIENDA DI UN PRIVATO ... E COSI’ , OGGI (2009), NASCE LA "FATTORIA" DEL "POPOLO DELLA LIBERTA’" ...

NOTTE CULTURALE E CRISI COSTITUZIONALE. BIAGIO DE GIOVANNI, CITTADINO DI SINISTRA E FILOSOFO PERSO NELLA FORESTA, CERCA DI RICORDARE DOVE ABITAVA E COSA SIGNIFICAVA "ITALIA"!!! Una sua riflessione

giovedì 26 marzo 2009 di Federico La Sala
[...] Il viandante ... il cittadino italiano di sinistra (...) ha perduto il senso delle cose, vede oggetti che non sa nominare, si esprime per gesti o parole in disuso, incomprensibili agli altri, nomi senza corrispondenza nella realtà, e nomina le cose, e quelle, non sapendo più di chiamarsi così, non rispondono, e rimangono "cose", immobili, indifferenti. Se potessero, ma sono cose, si girerebbero dall’altra parte.
Poi, se all’improvviso avviene quel miracolo, e qualcosa o qualcuno (...)

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> NOTTE CULTURALE E CRISI COSTITUZIONALE. ---- L’era Berlusconi e l’incomprensione della Sinistra... Berlusconi non si capì allora e non si capisce ancora oggi. Forse perché a sinistra, e questo è il punto centrale, manca una classe dirigente credibile. Non solo oggi, ma da almeno quindici anni. (di Roberto Cotroneo).

sabato 28 marzo 2009

Undicietrenta

L’era Berlusconi e l’incomprensione della Sinistra

di Roberto Cotroneo (l’Unità, 28.03.2009)

Ha ragione Luciano Violante nell’intervista di oggi sul “Corriere della Sera”: nessuno capì davvero Berlusconi, allora tutti lo sottovalutarono, considerandolo un parvenu della politica, uno da calza davanti al televisore, uno che non poteva fondare un partito, uno che sarebbe colato a picco in meno tempo di quanto si potesse immaginare. Invece le cose sono andate diversamente. Oggi che Berlusconi, come la muta dei serpenti, cambia di nuovo pelle in un partito che ha assorbito An, e che rimette in gioco il rapporto con la Lega da una posizione (per ora) di maggiore forza, c’è da chiedersi se l’errore di valutazione di Berlusconi non stia proprio in questo, in una incapacità collettiva di ragionare secondo altri schemi, e altri processi logici.

Insisto su questo perché credo che sia il punto, l’errore principale di buona parte del centro sinistra. Non è stato soltanto sottovalutato Berlusconi, ma soprattutto non è stato letto con il dizionario giusto. Di lui è stato dato un giudizio etico, giudiziario, personale, storico, persino estetico, ma non è mai stato dato un giudizio politico su Berlusconi, che è ben altra cosa. Violante racconta oggi di come una classe politica rimase sbaragliata da un fenomeno lontanissimo. E dice che solo Ugo Pecchioli aveva capito, e aveva intuito cosa stesse accadendo. Pecchioli era un comunista che sapeva praticamente tutto, un uomo che era presidente della commissione per i Servizi segreti, e che conosceva profondamente il paese, a destra come a sinistra. Ma gli altri? D’Alema capì qualcosa, Veltroni lo sottovalutò, pensando che fosse più l’uomo delle televisioni, che un antagonista serio per la sinistra. I vecchi Dc, rispettabili e provati dal disfacimento sociale post Tangentopoli non riuscirono a rendersi conto che essere post Democristiani stava per diventare una realtà.

Berlusconi non si capì allora e non si capisce ancora oggi. Forse perché a sinistra, e questo è il punto centrale, manca una classe dirigente credibile. Non solo oggi, ma da almeno quindici anni. E le classi dirigenti servono per capire, comprendere, e saper leggere. A destra non servono classi dirigenti, basta Berlusconi; a sinistra, per tornare a governare è indispensabile formare una classe dirigente nuova, più indispensabile di qualsiasi altra cosa, soprattutto dei dibattiti paragiornalistici sul carisma e sulle capacità dei leader, delle primarie oceaniche e dei segretari eletti per acclamazione. Speriamo che lo si capisca in fretta.


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