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A SIGMUND FREUD, GLORIA ETERNA. L’ordine simbolico della madre con il figlio (il "maggiorascato", "mammasantissima" con il "padrino") non ha niente a che fare con il "Padre Nostro" di Gesù e dei padri e delle madri degli esseri umani : Amore ("Charitas").

LA COMPETENZA ANTROPOLOGICA E TEOLOGICA DEL VATICANO E’ "PREISTORICA" E "MAMMONICA". Il "romanzo familiare" edipico della chiesa e della cultura cattolico-romana è finito - di Federico La Sala

EU-ANGELO E COSTITUZIONE . "CHARISSIMI, NOLITE OMNI SPIRITUI CREDERE... DEUS CHARITAS EST" (1 Gv., 4. 1-16).
mardi 7 avril 2009
IL "GRANDE RACCONTO" EDIPICO DELLA CHIESA CATTOLICO-ROMANA E’ FINITO. *
* Tutte le parole in rosso, rimandano ad articoli di approfondimento - per leggerli, cliccarvi su.
SEGNI DEI TEMPI.
EQUIVOCATO O EQUIVOCO ?
BENEDETTO XVI, IL "DOMINUS" RATZINGER, PRESO IL POTERE COME IL "DOMINUS" BERLUSCONI.... HA PENSATO DI POTERE E DOVERE RESTAURARE IL VECCHIO ’GIOCO’ E HA RI-LANCIATO LA SUA PAROLA D’ORDINE E LA SUA TEOLOGIA, QUELLA DEL DIO MAMMONA=CARITAS (Benedetto XVI,"Deus caritas est", 2006). (...)

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> LA COMPETENZA ANTROPOLOGICA E TEOLOGICA DEL VATICANO E’ "PREISTORICA". ---- LE RELIGIONI SI PREPARANO AL FUTURO ? (di Sabino Acquaviva).

mercredi 3 mars 2010

LE RELIGIONI SI PREPARANO AL FUTURO ?

di SABINO ACQUAVIVA (Avvenire, 03.03.2010)

Il futuro ? Un nuovo mondo, molto diverso dal precedente, in cui ancora abitiamo. Ma si tratta di un futuro che ci affascina e ci fa paura. Il grattacielo di Dubai, con i suoi 818 metri e 162 piani, annuncia una società dominata da una selva di città verticali, capaci di ospitare 100.000 abitanti ciascuno e che si espanderà nello spazio di megalopoli di 20 o 30 milioni di abitanti. Nel 1950 soltanto New York era sopra i dieci milioni ; nel 2001 le città che li superavano erano già 17, e il loro numero cresce continuamente. Ma se l’immagine del mondo di domani è differente da quella che ci offrivano ed offrono Venezia e Firenze, o le case dei contadini che un tempo abitavano le pianure europee, anche la figura umana cambia radicalmente nello spazio di un post-umanesimo fino a ieri imprevedibile.

Nanoscienze, informatica, biotecnologie, scienze cognitive e via dicendo, non cambiano soltanto gli spazi intellettivi e fisici in cui si muove la figura umana, forse rendono più attuale il sogno di Prometeo di dominare la natura. La vita continua ad allungarsi e la morte diventa qualcosa di molto diverso, anche perché la capacità di modificare geneticamente gli embrioni è destinata a mescolarsi a una trasformazione radicale della frontiera fra l’uomo e le macchine, che amplieranno nel nostro cervello i confini della memoria e dell’elaborazione cognitiva.

Per il corpo sono annunciati pezzi di ricambio e quindi la possibilità di rendere quasi senza confini la durata della vita. Culturalmente si finisce per mescolare fantascienza e realtà di un mondo futuro di cui molti finiscono per avere insieme paura e nostalgia. Paura perché ci si rende conto che molta parte del nostro passato sarà cancellato ; nostalgia perché, figli di un’altra civiltà, non vedremo quasi nulla di questo futuro. Ma tali mutamenti finiscono per trasformare anche alcune sicurezze della nostra esistenza.

Ad esempio : l’universo di oggi, per il quale si parla di miliardi di stelle e nebulose, non è certamente quello di cui si occupava Galileo quando studiava i pianeti. E quindi si trasforma anche il suo significato. La natura ? Cos’è la natura ? Qualche filosofo sostiene che ne fa parte anche l’universo tecnologico di oggi, che invade ogni aspetto della vita. E Dio ? È il Dio di sempre ? O questo nuovo mondo richiede anche una maniera nuova e diversa di essere religiosi ? Di credere nei simboli e nelle verità di sempre ?

Come pensare religiosamente un universo milioni di volte più grande ? Da questi interrogativi ne derivano altri. Ad esempio : le religioni e le Chiese come si possono adeguare al cambiamento ? Fino a ieri parlare del passato e della sua cultura era soddisfacente, rasserenante ; ad esempio era logico che si discutesse e scrivesse, anche polemicamente, di marxismo, di ateismo, eventualmente ricordando che Kierkegard pensava a due uniche certezze, l’infinito e l’eterno. Oggi l’orizzonte culturale sta cambiando.

Eppure il mondo delle megalopoli, di una quasi eternità fisica degli esseri umani, dello sconcertante post­umanesimo che sembra voler modificare l’identità dell’uomo, non è quasi mai oggetto di dibattito religioso.

Eppure un tentativo di interpretare religiosamente la realtà è urgente e necessario, e dovrebbe affrontare il futuro così come la storia : perché un presepio in un paesino di campagna delle pianure europee non è uguale allo stesso presepio in un grattacielo alto un chilometro e abitato da centomila individui.


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