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TERREMOTO : SITUAZIONE DRAMMATICA. STATO DI EMERGENZA NAZIONALE

L’Abruzzo sconvolto dal terremoto. Polemiche sul sisma, allarmi ignorati.

Giampaolo Giuliani , ricercatore dei laboratori del Gran Sasso, aveva previsto un terremoto di proporzioni disastrose
lundi 6 avril 2009 par Federico La Sala
[...] Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, inviperito martedì 31 marzo si era scagliato contro « quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false », chiedendo una punizione. Tra gli « imbecilli » c’era Giampaolo Giuliani, ricercatore presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso che, in seguito allo sciame sismico che sta interessando l’Abruzzo da più di un mese, aveva lanciato l’allarme : la regione sarà colpita domenica 29 marzo da un terremoto « disastroso ». Giuliani è (...)

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> L’Abruzzo sconvolto dal terremoto. Polemiche sul sisma, allarmi ignorati. --- Gli atenei « credono » nel radon : previsioni possibili. i sistemi efficaci esistono, mancano i soldi per perfezionarli.

mercredi 8 avril 2009

Corriere della Sera, 08.04.2009

La ricerca Bari e Pisa : i sistemi efficaci esistono, mancano i soldi per perfezionarli

Gli atenei « credono » nel radon : previsioni possibili

MILANO - Ventitrè gennaio 1985 : per la prima (e unica) volta in Italia scat­ta l’allarme terremoto. L’Istituto naziona­le di geofisica prevede una « scossa peri­colosa ». E il ministro della Protezione ci­vile Giuseppe Zamberletti, oggi presiden­te della Commissione grandi rischi e so­stenitore dell’impossibilità di prevedere i terremoti, ordina lo stato d’allerta per dieci comuni della Garfagnana : scuole chiuse per due giorni, case vecchie o in cattivo stato evacuate.

Centomila persone abbandonarono le proprie abitazioni, ma il terremoto non arrivò. Allora la previsione di un sisma distruttivo fu formulata, dopo una scos­sa premonitrice, sulla base di un’analisi storico-statistica. Oggi, tra gli indicatori sismici, c’è anche il radon. Giampaolo Giuliani non è solo. Sono diversi i ricer­catori che studiano questo gas : l’univer­sità di Bari ha messo a punto un sistema di 25 centraline fermo per mancanza di fondi ; quella di Pisa ha elaborato un pro­getto per il monitoraggio nelle acque sot­terranee della Garfagnana e della Luni­giana allo studio degli enti locali. Ricer­che sono in corso anche all’Istituto nazio­nale di geofisica e vulcanologia.

Pier Francesco Biagi è docente di Fisi­ca all’Università di Bari. Studia il radon e i disturbi sui segnali radio. « I sistemi per prevedere un terremoto già esistono - dice -, è che mancano i soldi per perfe­zionarli. A differenza dei miei colleghi so­no convinto che non è impossibile preve­dere un sisma, ci riusciremo. Fu proprio Boschi, oggi nemico dei precursori, a fa­re la previsione del 1985 ». E spiega : « Nel 2005 abbiamo presentato un progetto al­la Regione per l’installazione di 25 cen­traline per il rilevamento di radon e sta­zioni radio a bassa frequenza (alcune an­che nel Gran Sasso). Per un punto siamo stati esclusi dalla graduatoria e le prime centraline sono state disattivate ».

All’università di Pisa si studia invece il radon nelle acque sotterranee della Garfagnana e della Lunigiana. Il team di Giorgio Curzio, docente di Misure nucle­ari, ha elaborato uno studio di fattibilità per il monitoraggio del radon : stazioni prototipo che ogni sei ore dovrebbero trasmettere al dipartimento e alla Prote­zione civile i livelli.

Tra i ricercatori che studiano il radon c’è anche Calvino Gasparini, dell’Istituto nazionale di geofisica. Nel 1985 fu uno degli esperti a formulare la previsione della Garfagnana. Oggi è direttore del Museo geofisico di Rocca di Papa dove da quattro anni una centralina misura il radon. « Sappiamo che questo gas è un precursore dello stress sismico, ma per ora non ci dice il ’dove’ e il ’quando’ av­verrà un terremoto ». Più attendibile l’analisi storico-statistica : « Sulla base della quale scattò l’allerta del 1985. Nel caso di Giuliani non esistevano parame­tri consolidati, ma un censimento a se­taccio grande degli edifici più vecchi e una maggiore informazione, forse... ».

Nel 1985 la « scossa pericolosa » non ar­rivò. E l’ex ministro Zamberletti finì sot­to inchiesta per procurato allarme. Forse per questo da allora ha sempre chiamato i centomila sfollati « un test ». E oggi riba­disce : « I terremoti non sono prevedibi­li ». Ma poi spiega : « Allora il radon non c’entrava, lì ci trovavamo davanti a dati statistici particolari. Davanti a una previ­sione della comunità scientifica come quella di 24 anni fa, proprio Boschi e Bar­beri mi avvertirono del rischio, farei la stessa cosa : ordinerei lo stato d’allerta ».


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