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ITALIA. TERREMOTO IN ABRUZZO

ALL’AQUILA LA SITUAZIONE PIU’ DRAMMATICA. Nel capoluogo e in alcune delle sue frazioni, come Onna, quasi rasa completamente al suolo, e Paganica, dove sono già state registrate numerose vittime.

In ginocchio, davanti al paese crollato, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane che si è appena lasciata alle spalle le macerie della sua casa dell’Aquila. Cerca di consolare tutti e ripete: "Troppi allarmi non ascoltati, questa è una tragedia annunciata"
lunedì 6 aprile 2009 di Federico La Sala
[...] Sono almeno 26 i Comuni interessati in modo ’’serio’’ dal terremoto, e i danni riscontrati, i crolli di case vecchie, ma abitate e addirittura di almeno quattro palazzi, letteralmente implosi all’Aquila, fanno temere che il numero delle vittime sia destinato a salire e che sia possibile determinarlo solo tra molto tempo. In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e i centri dell’Altopiano (...)

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> ALL’AQUILA LA SITUAZIONE PIU’ DRAMMATICA. --- Da S. Maria di Collemaggio a Porta Napoli. Gravissimi danni al patrimonio artistico.

lunedì 6 aprile 2009


-  bilancio del ministero per i Beni e le attività culturali

-  Da S. Maria di Collemaggio a Porta Napoli
-  Gravissimi danni al patrimonio artistico

-  Crollata la parte absidale della basilica di Celestino V e il cupolino della chiesa di S. Agostino, capolavoro barocco *

MILANO - Il terremoto in Abruzzo ha provocato danni molto ingenti anche al patrimonio culturale. All’Aquila sono crollati la parte absidale della basilica di S. Maria di Collemaggio, dal transetto al fondo della chiesa, la cupola di Giuseppe Valadier della chiesa delle Anime Sante, il campanile della chiesa di San Bernardino. Danneggiato parzialmente anche il transetto del Duomo, mentre Porta Napoli ha ceduto completamente. È il bilancio comunicato da Giuseppe Proietti, segretario generale del ministero per i Beni e le attività culturali, in contatto con i funzionari locali «ma solo via telefono, perché la Direzione generale e le due Soprintendenze dell’Aquila non sono agibili». La fortezza spagnola che contiene il Museo nazionale e gli uffici delle due soprintendenze ha avuto infatti ingenti crolli al terzo piano ed è pericolante anche il ponte d’ingresso, per cui è precluso l’accesso.

PALAZZO DELLA PREFETTURA - «Sono stati identificati i magazzini in cui mettere in sicurezza le opere danneggiate e quelle che sono in luoghi crollati o pericolanti» dice Proietti, aggiungendo che si sta costituendo una squadra di supporto con personale proveniente da soprintendenze di altre regioni. È crollato anche il cupolino della chiesa di Sant’Agostino, uno dei monumenti del barocco aquilano, finito sul palazzo della Prefettura che è andato completamente in rovina, luogo dove era custodito l’Archivio di Stato dell’Aquila. «Crolli diffusi ci sono in tutta la città, con cornicioni, mura, pezzi di tetto che spesso ostruiscono le strade» ricorda Proietti, che fa notare come invece la celebre facciata quattrocentesca della basilica di Collemaggio si sia salvata perché in restauro e sostenuta da grandi ponteggi. Ecco alcuni dati sui principali monumenti colpiti.

SANTA MARIA DI COLLEMAGGIO - Fondata alla fine del XIII secolo dal futuro papa Celestino V, posta subito fuori le mura della città, è costituita da tre navate divise da pilastri che sorreggono arcate ogivali. Nella cappella in fondo alla navata destra è il sepolcro di Celestino V. La celebre facciata è della prima metà del XIV secolo, ricoperta da un insieme di masselli color bianco e rosso che la decorano con motivi geometrici.

CHIESA DI SANT’AGOSTINO - È una delle maggiori testimonianze del barocco aquilano. A pianta centrale, sorse sul sito di un complesso del XIII secolo. A metà del Seicento venne arricchita con nuove cappelle e verso la fine del secolo trasformata da Francesco Bedeschini. Crollò per il terremoto del 1703 e venne ricostruita dall’architetto Giovan Battista Contini.

LA FORTEZZA SPAGNOLA - Fu costruita nel 1534 per volere del governo spagnolo che affidò la progettazione all’architetto Pirro Aloysio Scrivà. La struttura esterna si innalza a scarpa con mura spesse fino a 10 metri al piano di fondazione. Intorno al forte si trova un fossato. Il ponte in pietra di collegamento presenta quattro campate di cui l’ultima sostituisce l’originale tavolato a ribalta in legno.

MUSEO NAZIONALE D’ABRUZZO - Situato all’interno della Fortezza spagnola, nasce nei primi anni ’50 dopo il restauro dell’architetto Umberto Chierici e unificò le raccolte del Museo Civico e di quello Diocesano, cui si aggiunse poi la collezione di dipinti dei secoli XVII e XVIII della famiglia Cappelli di Torano.

PORTA NAPOLI - Nota anche come Arco di trionfo, fu eretta nel 1548, in onore dell’imperatore Carlo V, su disegno di Giangiacomo dell’Acajala, ed era la più bella e antica della città. (Ansa)

* Corriere della Sera, 06 aprile 2009


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