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ITALIA. TERREMOTO IN ABRUZZO

ALL’AQUILA LA SITUAZIONE PIU’ DRAMMATICA. Nel capoluogo e in alcune delle sue frazioni, come Onna, quasi rasa completamente al suolo, e Paganica, dove sono già state registrate numerose vittime.

In ginocchio, davanti al paese crollato, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane che si è appena lasciata alle spalle le macerie della sua casa dell’Aquila. Cerca di consolare tutti e ripete: "Troppi allarmi non ascoltati, questa è una tragedia annunciata"
lunedì 6 aprile 2009 di Federico La Sala
[...] Sono almeno 26 i Comuni interessati in modo ’’serio’’ dal terremoto, e i danni riscontrati, i crolli di case vecchie, ma abitate e addirittura di almeno quattro palazzi, letteralmente implosi all’Aquila, fanno temere che il numero delle vittime sia destinato a salire e che sia possibile determinarlo solo tra molto tempo. In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e i centri dell’Altopiano (...)

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> ALL’AQUILA LA SITUAZIONE PIU’ DRAMMATICA. --- Beni culturali, a L’Aquila distrutto il 70% del patrimonio. Chiuso il centro storico.

mercoledì 8 aprile 2009

Dopo le due scosse più forti

Beni culturali, a L’Aquila distrutto il 70% del patrimonio. Chiuso il centro storico

Daniel Noviello, responsabile nazionale di Legambiente Protezione Civile: nessun episodio di sciacallaggio in musei o chiese, "ma siamo in allerta, atti di questo genere ci sono stati nelle precedenti emergenze". Il sindaco del capoluogo Massimo Cialente: "Chiudiamo il cuore della città per motivi di sicurezza. C’e’ pericolo di crolli. Ho appena firmato l’ordinanza"

ultimo aggiornamento: 08 aprile, ore 20:24

Roma, 8 apr. (Ign) - “Il 70% dei beni culturali de L’Aquila è andato distrutto”. E il resto “ancora non lo abbiamo visto” perché i lavori di recupero “si stanno concentrando soprattutto sul centro storico del capoluogo, che è andato giù tutto”. E’ la drammatica stima diffusa da Daniel Noviello, responsabile nazionale di Legambiente Protezione Civile, raggiunto telefonicamente da IGN, testata on line del Gruppo Adnkronos. Immediatamente dopo la prima scossa, spiega Noviello, “la protezione civile ci ha attivato immediatamente e ci ha chiesto di supportare tutte le attività necessarie in questa prima fase, che è la più difficile e la più caotica”. Fase in cui, illustra, Legambiente Protezione Civile ha collaborato “per il montaggio delle tendopoli, distribuzione dei pasti e dell’acqua, e - aggiunge - ci è capitato di andare a recuperare tra le macerie gli effetti personali delle vittime”.

Il lavoro vero e proprio, “quello del recupero e della messa in sicurezza dei beni mobili dai siti e dai beni contenitori, quali chiese, musei e castelli che sono stati gravemente lesionati dal terremoto” è comunque, “in fase di impostazione”. E questa, afferma Noviello “è la nostra specializzazione di Protezione civile e questo è quello che ci verrà richiesto per la maggior parte del tempo”.

Al momento, spiega Noviello, “in tutti i comuni colpiti che hanno chiese e beni contenitori saranno identificati, messi in sicurezza, trasportati e messi in magazzini temporanei i beni culturali”. “Adesso la sovrintendenza, che coordina è che è l’autorità competente per questo particolare aspetto del patrimonio culturale, si sta concentrando più sul centro del L’Aquila. Purtroppo - aggiunge però Noviello - i primi rilevamenti dopo la prima grave scossa sono stati mandati in malora perché la scossa di ieri sera ha buttato giù per esempio la Basilica in piazza Duomo che era stata lesionata gravemente. Il transetto, la cupola - sospira - è andata giù del tutto”.

Da domenica notte a oggi, Legambiente Protezione Civile si è presa cura anche di episodi dai risvolti più dolorosi. “Ci è capitato di occuparci di una scolaresca di ragazzi dell’Aquila che erano fuori in gita, venti, venticinque ragazzi, che abbiamo dovuto riconsegnare ai genitori. Ma 14 di loro hanno perso i familiari, hanno perso le sorelle”. E così, racconta, “abbiamo un po’ coordinato anche l’intervento della Croce Rossa con i suoi psicologi”. “Dove ti giri e incroci gli occhi delle comunità colpite, della popolazione, vedi occhi rossi e dolore. Per quanto mi riguarda - dice con voce strozzata - è l’emergenza emotiva più sconvolgente che abbia mai vissuto”. E qua “il numero delle vittime, degli sfollati e dei dispersi continua a salire”.

In una panorama disastroso c’è una nota positiva. Al momento, dice Noviello, non è giunta notizia di alcun episodio di sciacallaggio di opere. “Però siamo allerta perché in tutte le altre emergenze in cui abbiamo partecipato la storia ci insegna che i beni culturali sono una delle cose più colpite da questi atti”.

Legambiente Protezione Civile non è nuova a questo genere di situazioni. Anche se, precisa Noviello, “l’emergenza insegna, e dalle emergenze si possono migliorare le procedure future”. Quanto successo in Umbria e Marche, in cui si è posto gravemente il problema dei beni culturali, e poi l’emergenza Molise, ci hanno insegnato e stiamo lavorando in maniera più esperta e consapevole rispetto alle scorse volte”. “Corsi di formazione, esercitazioni, fare sistema con tutti i soggetti che concorrono alla messa in sicurezza del patrimonio culturale sicuramente ci fa fare passi avanti”, aggiunge il responsabile nazionale dell’associazione, che conclude: “Si può studiare tantissimo, ma poi abbiamo imparato che è sulla pratica che veramente ci si testa e si capisce quali sono ancora i limiti e dove bisogna migliorare. Sicuramente c’è ancora tanto da fare, sicuramente non siamo a un punto di arrivo”.


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