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ITALIA. TERREMOTO IN ABRUZZO

ALL’AQUILA LA SITUAZIONE PIU’ DRAMMATICA. Nel capoluogo e in alcune delle sue frazioni, come Onna, quasi rasa completamente al suolo, e Paganica, dove sono già state registrate numerose vittime.

In ginocchio, davanti al paese crollato, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane che si è appena lasciata alle spalle le macerie della sua casa dell’Aquila. Cerca di consolare tutti e ripete: "Troppi allarmi non ascoltati, questa è una tragedia annunciata"
lunedì 6 aprile 2009 di Federico La Sala
[...] Sono almeno 26 i Comuni interessati in modo ’’serio’’ dal terremoto, e i danni riscontrati, i crolli di case vecchie, ma abitate e addirittura di almeno quattro palazzi, letteralmente implosi all’Aquila, fanno temere che il numero delle vittime sia destinato a salire e che sia possibile determinarlo solo tra molto tempo. In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e i centri dell’Altopiano (...)

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> ALL’AQUILA LA SITUAZIONE PIU’ DRAMMATICA. ---- Gelo e nuove scosse in Abruzzo, alle 23,20 ritorna la paura - una nuova forte scossa di magnitudo 4,8 Richter. Le cattive condizioni meteorologiche creano enormi problemi.

lunedì 13 aprile 2009


-  Le cattive condizioni meteorologiche creano enormi problemi
-  I soccorsi si concentrano sui paesi di montagna intorno a L’Aquila

-  Gelo e nuove scosse in Abruzzo
-  alle 23,20 ritorna la paura

-  Eseguite mille verifiche sugli edifici: il 30% è inagibile

dal nostro inviato PAOLO G. BRERA *

L’AQUILA - La terra continua a tremare in Abruzzo, in una giornata segnata dal maltempo. Alle 23,20 c’è stata una nuova forte scossa di magnitudo 4,8 Richter. Non ci sono notizie di danni. In serata erano state avvertite altre scosse, ma di minore potenza.

L’ultima è stata avvertita anche a Roma. L’epicentro, secondo fonti della Protezione civile, è nella stessa zona del terremoto delle ore 21, cioè l’Aquila, Collimento e Scoppito.

Il maltempo. Sono i comuni di montagna la nuova emergenza della Protezione civile: tira un vento gelido che ti ghiaccia le mani, e quando piove - lo ha fatto a lungo stanotte e stamattina - non vedi a venti metri dai piedi ghiacciati. Condizioni estreme, con temperature vicine allo zero, che stanno mettendo in grande difficoltà le migliaia di persone che trascorrono la notte nelle tendopoli o nelle tende private sui monti intorno al capoluogo. Da stamattina la macchina dei soccorsi si concentra sui paesini del Velino, sull’altopiano delle Rocche e su tutti i campi realizzati in montagna, da Rocca di Mezzo a Ovindoli, da Fontecchio a Faiano. E il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha visitato proprio questi comuni. Al via le prime verifiche: inagibile il 30% degli edifici.

Emergenza freddo. In molti dei campi le tende sono state tirate su senza stendere la ghiaia, e con la pioggia di stanotte s’è creato un pantano impraticabile che rende più difficile anche solo andare in bagno. Decine di camion di ghiaia bianca sono partiti o stanno partendo verso quei campi, mentre la logistica ha spostato in quella direzione anche il flusso principale delle stufe da campo che devono riscaldare le tende: spesso ci sono già, ma non sono sufficienti per resistere al gran freddo di queste ore e soprattutto di queste notti.

Verifiche e agibilità. Sono mille le verifiche effettuate, dagli esperti di rilevamenti sismici della Protezione civile, su abitazioni private ed edifici strategici come scuole e istituzioni. Di questi, il 50% è agibile. Un altro 20% risulta agibile "con provvedimento", vale a dire che in seguito ad alcuni accorgimenti e ristrutturazioni sarà possibile rientrare, e un 30% è invece inagibile. La verifica si protrarrà per diverse settimane. "Il centro storico dell’Aquila ancora non è stato visionato - spiega l’ingegnere Mauro Cilia, uno degli esperti della Protezione civile - mentre la periferia ha riguardato soprattutto la località La Torretta". I primi controllati sono stati i centri commerciali dell’Aquila. Il più grande è stato considerato agibile e riaperto quasi immediatamente. Oggi, sopralluoghi anche nelle frazioni intorno all’Aquila, come Scoppito e Tornimparte.

Aumentano i campi organizzati. Sono diventati più di cento, spiega la Protezione civile. Si sono triplicati in pochi giorni perché molti di coloro che hanno affrontato le prime notti in auto vicino alle proprie case hanno desistito, o stanno desistendo. Nello stesso modo sono cresciuti moltiplicandosi all’infinito gli accampamenti privati parzialmente assistiti dai soccorsi organizzati, con le grandi tende blu montate dai volontari nei terreni degli abitanti che solo di giorno, soprattutto per lavarsi, provano a usare la loro casa rimasta in piedi.

In arrivo gruppi doccia riscaldati. In diversi campi stanno lentamente arrivando i gruppi doccia riscaldati: container che devono essere collegati all’acqua corrente in ingresso e alle fogne bianche in uscita, oltreché alla corrente elettrica per azionare il boiler che riscalda l’acqua. Un sistema un po’ più complesso rispetto a quello dei bagni chimici da campo, che sono completamente autonomi e devono solo essere svuotati e igienizzati di tanto in tanto. Nel campo davanti alla Basilica di Collemaggio, a poche decine di metri dalla splendida facciata ingabbiata dai tubi innocenti per un restauro in corso già prima del terremoto, stamattina gli ospiti si sono finalmente potuti lavare sotto la doccia calda. In altri campi il primo container doccia è arrivato, ma deve ancora essere realizzato l’allaccio. Negli ultimi giorni la Protezione civile ha concentrato ad Avezzano le attrezzature in arrivo da tutta Italia: i container doccia e le stufe ci sono in abbondanza, assicurano, e stanno partendo a flusso continuo verso i cento campi con la nuova priorità degli insediamenti di montagna.

L’Aquila, il recupero dei beni privati. All’Aquila, intanto, continua il lavoro di recupero dei beni privati di prima necessità dalle case, svolto dai vigili del fuoco con centinaia di mezzi: "Da stamattina abbiamo accompagnato più di mille persone", dice un alpino che raccoglie le prenotazioni nel posto di blocco del principale accesso al centro, sotto via Venti Settembre. Nel frattempo, decine di squadre stanno invece effettuando i controlli di stabilità "nelle zone semi periferiche dell’Aquila. Siamo arrivati a 1.500 - dice la Protezione civile a metà giornata - con un bilancio di trenta case inagibili ogni cento visitate, più altre venti agibili solo con interventi di messa in sicurezza".

Onna, tende allagate. Nel capoluogo per fortuna non piove più da ore, anche se i nuvoloni minacciano, e il freddo non è così insopportabile. Stanotte, però, le tende del campo di Onna in cui vivono i sopravvissuti del paesino completamente devastato dal sisma si sono allagate: erano state usate nei campi militari all’estero, e avevano perso impermeabilizzazione. Le stanno sostituendo tutte.

* la Repubblica, 13 aprile 2009


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