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ITALIA. TERREMOTO IN ABRUZZO

ALL’AQUILA LA SITUAZIONE PIU’ DRAMMATICA. Nel capoluogo e in alcune delle sue frazioni, come Onna, quasi rasa completamente al suolo, e Paganica, dove sono già state registrate numerose vittime.

In ginocchio, davanti al paese crollato, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane che si è appena lasciata alle spalle le macerie della sua casa dell’Aquila. Cerca di consolare tutti e ripete: "Troppi allarmi non ascoltati, questa è una tragedia annunciata"
lunedì 6 aprile 2009 di Federico La Sala
[...] Sono almeno 26 i Comuni interessati in modo ’’serio’’ dal terremoto, e i danni riscontrati, i crolli di case vecchie, ma abitate e addirittura di almeno quattro palazzi, letteralmente implosi all’Aquila, fanno temere che il numero delle vittime sia destinato a salire e che sia possibile determinarlo solo tra molto tempo. In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e i centri dell’Altopiano (...)

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> ALL’AQUILA LA SITUAZIONE PIU’ DRAMMATICA. --- Scatta l’allarme igiene all’ospedale da campo dell’Aquila, allestito davanti alla struttura del San Salvatore.

lunedì 20 aprile 2009

Terremoto, scatta l’allarme igiene *

Scatta l’allarme igiene all’ospedale da campo dell’Aquila, allestito davanti alla struttura del San Salvatore, inagibile dopo il sisma del 6 aprile scorso. «Le condizioni igieniche non sono più sostenibili», afferma Vittorio Festuccia, primario del reparto di medicina generale, che questa mattina, insieme a un gruppo di colleghi, ha incontrato l’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, per rappresentargli la situazione.

«Attualmente - spiega Festuccia - abbiamo 22 ricoverati i quali o non possono muoversi dai loro letti o non sono nelle condizioni di utilizzare i bagni chimici posti all’esterno delle tende. Gli infermieri sono costretti pertanto a utilizzare padelle e pappagalli per raccogliere i bisogni e poi svuotarli nei bagni chimici. C’è quindi un passaggio continuo di liquidi organici che mette a forte rischio le condizioni di igiene nelle tende».

Con l’assessore è stata discussa l’ipotesi di utilizzare i locali della casa di cura Villa Letizia, messa a disposizione dai proprietari «ma in questo momento, con lo sciame sismico in atto - spiega Festuccia - nessun paziente accetterebbe il ricovero all’interno di una struttura in muratura». Nei giorni scorsi, la direzione sanitaria e il personale medico e paramedico avevano chiesto alla Protezione civile di «dirottare» sull’Aquila, al termine del G8, l’ospedale da campo in prefabbricato allestito per il vertice della Maddalena.

«Ma l’emergenza igienica di questi giorni - rileva Festuccia - non ci consente di poter aspettare ancora due mesi e mezzo. All’Aquila, nonostante la sistemazione di molti sfollati lungo la costa, resta comunque una popolazione di circa 30mila persone da assistere, per gran parte fatta di anziani, e c’è bisogno di un ospedale che abbia tutte le garanzie di efficienza. Abbiamo chiesto pertanto alla Regione di attivarsi perchè si trovino al più presto delle strutture prefabbricate a blocchi dove trasferire i reparti ora allestiti nelle tende».

Il personale medico ha anche sollecitato la Protezione civile perchè vengano compiute al più presto le verifiche di stabilità sulle strutture del San Salvatore per individuare le parti immediatamente agibili da poter così utilizzare, almeno per le attività più complesse come la chirurgia e la diagnostica.

* l’Unità, 20 aprile 2009


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