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ITALIA. TERREMOTO IN ABRUZZO

ALL’AQUILA LA SITUAZIONE PIU’ DRAMMATICA. Nel capoluogo e in alcune delle sue frazioni, come Onna, quasi rasa completamente al suolo, e Paganica, dove sono già state registrate numerose vittime.

In ginocchio, davanti al paese crollato, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane che si è appena lasciata alle spalle le macerie della sua casa dell’Aquila. Cerca di consolare tutti e ripete: "Troppi allarmi non ascoltati, questa è una tragedia annunciata"
lunedì 6 aprile 2009 di Federico La Sala
[...] Sono almeno 26 i Comuni interessati in modo ’’serio’’ dal terremoto, e i danni riscontrati, i crolli di case vecchie, ma abitate e addirittura di almeno quattro palazzi, letteralmente implosi all’Aquila, fanno temere che il numero delle vittime sia destinato a salire e che sia possibile determinarlo solo tra molto tempo. In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e i centri dell’Altopiano (...)

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> ALL’AQUILA LA SITUAZIONE PIU’ DRAMMATICA. --- La lista dei crolli annunciati Uno studio del 2006: 137 palazzi a rischio, compresa la Casa dello Studente (di Lorenzo Colantonio).

mercoledì 29 aprile 2009

L’Aquila, ecco la lista dei crolli annunciati Uno studio del 2006: 137 palazzi a rischio

«Il Centro» recupera l’elenco dei palazzi con «criticità strutturali», molti dei quali sono stati rasi al suolo dalla scossa del 6 aprile. E’ l’elenco del rischio previsto già da uno studio del 2006. La Casa dello studente ad esempio aveva criticità strutturali del cemento. La Regione lo ha oscurato sul proprio sito, il Centro lo ha recuperato, la procura lo acquisisce per l’inchiesta sull’allarme prima ignorato e poi insabbiato

di Lorenzo Colantonio *

L’AQUILA. Ecco la lista dei crolli annunciati, ecco l’elenco dei 137 palazzi pubblici dell’Aquila con «criticità strutturali», molti dei quali erano fragili come cartapesta e sono stati rasi al suolo dalla scossa del 6 aprile. E’ l’elenco del rischio previsto già dal 2006. La Regione lo ha oscurato sul proprio sito, il Centro lo ha recuperato, la procura lo acquisisce per l’inchiesta sull’allarme prima ignorato e poi insabbiato.

E’ all’ultimo posto della lista la Casa dello studente: 8 morti e cuore dell’inchiesta del procuratore Rossini e del sostituto Picuti.

LA MAPPA Gli edifici a rischio sisma e i danni subiti

ECCO LA PROVA. Nell’elenco «oscurato» si legge chiaramente che l’immobile di via XX Settembre presentava: «Criticità strutturali del cemento armato».

In un altro file, ripescato nel sito della Regione, compare anche una cifra: un milione e 470 mila euro. Era l’ingente somma consigliata per adeguare l’immobile: per farlo diventare a prova di sisma.

SI SAPEVA DA TRE ANNI. La fragilità del palazzo era nota già tre anni fa quando la società Abruzzo Engineering, ex Collabora Engineering, riconsegna alla Regione un vasto e costoso studio, richiesto dalla Protezione civile Abruzzo, sul «Sistema informatico per la gestione degli edifici e delle opere infrastrutturali strategiche», cioè su immobili pubblici frequentati da moltitudini di cittadini.

Erano palazzi da tenere sotto controllo, da tutelare, come la Casa dello studente che, nel sito, compare com’era prima del crollo, con i suoi 4 piani rasi al suolo dal terremoto delle 3.32.

ANCHE DUE FOTO. Era una bella giornata di sole quando il tecnico della società Abruzzo Engineering, all’epoca presieduta da Lamberto Quarta, ex segretario dell’ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, scatta le due fotografie che pubblichiamo nella tabella di questa pagina e che la procura acquisirà insieme con le altre centinaia di informazioni contenute nel sito dei crolli annunciati, e tornate alla luce grazie all’indagine del Centro.

Informazioni come il file su palazzo Carli, di piazza Rivera, anch’esso ridotto a un cumulo di macerie. Anch’esso catalogato con gravi «criticità strutturali».

I LAVORI CONSIGLIATI. Abruzzo-Collabora Engineering suggerisce, nel caso di palazzo Carli, di eseguire interventi di consolidamento per 5 milioni e 280 mila euro. Oppure l’ospedale San Salvatore che, nella tabella, riassumiamo per motivi di spazio in una sola riga, ma che nel documento di oltre 400 pagine ripescato da un server, che fino a tre giorni fa era inaccessibile, viene passata ai raggi X. Reparto per reparto, ciascuno dei quali ha lo stesso verdetto: criticità strutturali del cemento armato.

LA CIFRA RECORD. Sommando, sempre reparto per reparto, i costi dei lavori consigliati per l’ospedale si arriva alla cifra record di 50 milioni di euro. Con accanto una postilla che non è di poco conto, perché lo studio quantifica anche l’importo finanziabile per l’adeguamento della struttura, un importo pari a oltre la metà della somma che si sarebbe dovuto spendere. Ma a vederlo ora l’ospedale, con l’insegna precipitata, le crepe a forma di croce di Sant’Andrea su tutte le facciate e quelle 13 colonne tirate su con cemento depotenziato, ci si chiede perché il costoso studio sia rimasto un file oscurato.

Lo stesso discorso vale per tutte le sedi di facoltà universitarie, come l’edificio di via Assergi raso al suolo; la facoltà di Economia, crollata per metà; Ingegneria e Scienze della Formazione oppure Lettere, che aveva sede nel palazzo Camponeschi, sparita tra le macerie. Anche se in questi ultimi tre casi si scopre che lo studio commissionato alla società mista, pubblico e privato, che in Abruzzo si occupa di ambiente e territorio, ha il volto di una Cassandra distratta perché accanto alla frase «criticità del cemento armato» non c’è scritto «sì», anche se poi vengono consigliati lavori per 15 milioni di euro.

LE ALTRE GAFFE. Identica è la contraddizione che riguarda altre due strutture pubbliche ferite, spazzate via dal sisma: il palazzo del Governo e la Provincia. Il terremoto non ha dato scampo a entrambi, la prefettura è diventata l’immagine simbolo della devastazione. Ma se vai a leggere tra le righe della lista dei crolli annuciati scopri che in nessuno dei due casi venivano evidenziate «criticità strutturali».

E’ una sorta di giallo nel giallo, anzi nella catastrofe. Così come viene totalmente ignorato dalla studio di Abruzzo Engineering il palazzo di giustizia, il primo a essere stato sequestrato dalla procura dell’Aquila.

IL CAPITOLO DE AMICIS. E’ la scuola della strage evitata, leggendo la relazione scritta nel 2006 che la riguarda diventa anche la scuola del miracolo, della tragedia scampata per chissà quanti anni.

Sotto il titolo «Edilizia scolastica e rischi territoriali» infatti si legge: «Al momento del sopralluogo sulla struttura portante si è rilevato una fessura estesa per il 30 per cento del complesso scolastico e un livello massimo del danno valutato di grave entità (...) Si consiglia pertanto di tenere la scuola De Amicis sotto attento e costante controllo per evidenziare le evoluzioni delle lesioni». Sì, è stato proprio un miracolo.

* Il Centro - Gelocal, 29 aprile 2009


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