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Memoria della libertà....

A FREUD (Freiberg, 6 maggio 1856 - Londra, 23 settembre 1939), GLORIA ETERNA !!! IN DIFESA DELLA PSICOANALISI. Federico La Sala risponde a Dario Antiseri. E lo scontro piace. La loro dialettica è tutta da gustare - lo scritto è del prof. Federico La Sala

A seguire, i testi di riferimento
vendredi 16 mai 2008 par Emiliano Morrone
[...] "anche se il futuro riplasmerà o modificherà questo o quel risultato delle sue ricerche, mai più potranno essere messi a tacere gli interrogativi che Sigmund Freud ha posto all’umanità ; le sue scoperte scientifiche non si possono né negare, né occultare (...) e se mai alcuna impresa della nostra specie umana rimarrà indimenticabile, questa sarà proprio l’impresa di Sigmund Freud" (Thomas Mann) [...]
Costituzione dogmatica della chiesa "cattolica"... e costituzione dell’Impero del Sol (...)

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> A FREUD (Freiberg, 6 maggio 1856 - Londra, 23 settembre 1939), GLORIA ETERNA !!! --- Edipo e la mitologia comparata (Domenico Comparetti)

dimanche 4 janvier 2015

Domenico Comparetti

La disgrazia edipica

di Armando Torno (Il Sole-24 Ore, Domenica, 04.01.2015)

      • Domenico Comparetti, Edipo e la mitologia comparata, Edizioni Pizeta, San Donato Milanese, pagg. 82, € 10,00

L’oracolo predisse che Edipo avrebbe ucciso suo padre e sposato sua madre : per tale motivo fu abbandonato alla nascita (e poi salvato e adottato da Polibo, re di Corinto). Quel complesso che porta il suo nome, individuato da Freud nel 1910, è l’insieme degli affetti che il bambino prova verso i genitori. Domenico Comparetti (1835-1927), celebre per l’opera Virgilio nel Medioevo (reperibile soltanto in antiquariato), professore di letteratura greca a Pisa tra il 1859 e il 1872, tenne un corso sulla leggendaria figura : ora tali pagine rivedono la luce con il titolo Edipo e la mitologia comparata.

Questo studioso, straordinario conoscitore di lingue, analizzò sino alle possibili etimologie sanscrite il mito e si chiese se il fatale appuntamento con la Sfinge (in Egitto rappresentata con il corpo maschile e la testa leonina) fosse credibile, se Edipo rispose all’enigma che essa gli pose, se la stessa idea di Sfinge preesistesse o no al mito, se l’episodio del loro incontro è da considerarsi aggiunto o ne sostituì un altro. Codesto mostro, che per i Greci nacque da un’unione tra Echidna e suo figlio Ortro, divorava i passanti presso Tebe se i malcapitati non riuscivano a risolvere l’enigma che poneva.

Comparetti ricorda che nell’Odissea - nell’XI libro si trovano riassunte in pochi versi le disgraziate avventure di Edipo - non si fa parola della creatura mostruosa ; allo stesso modo sottolinea come l’autorevole Esiodo, che li cita entrambi, nella Teogonia offra un catalogo di esseri dalle caratteristiche lontane dall’ordine naturale, dei quali è detto anche chi li vinse, « ma della Sfinge ciò si tace ».

Edipo, etimologicamente « dai piedi gonfi », divenne immortale dopo le citazioni di Omero e con le tragedie di Sofocle e Euripide ; Comparetti, riferendosi al libro di Michel Bréal, Le Mythe de Oedipe, pubblicato a Parigi nel 1863, ricorda che può essere collegato ai miti solari. Ma è un semplice dettaglio.

Le sue conclusioni sul significato di Edipo sono utili al mondo odierno più che ai filologi : « Una fatale combinazione può, indipendentemente dalla volontà, spingere a commettere delitti gravissimi. Può un uomo, senza volerlo e senza saperlo, essere delittuoso, e andare quindi soggetto a tutte le conseguenze del delitto » (pag. 46).

Di più. Per lo studioso il racconto esprime il concetto con un caso di ordine puramente umano, al quale la divinità non ha parte, se non come tutrice delle leggi morali. E afferma : « Male morale e danno, male che si fa e male che si soffre, si identificano per il greco e, identificati, si esprimono con un’unica parola : Ate, disgrazia ».

Inseparabile compagna dell’umanità, spiega meglio di altri termini gli effetti delle nostre azioni, delle quali non sappiamo prevedere le conseguenze più o meno remote. Già, la dea Ate : Omero nell’Iliade (XIX, 91-94) la descrive : non tocca la terra e cammina leggera sui mortali e sugli dei inducendoli in errore. Fa loro commettere il peccato di hybris, ovvero tracotanza generata dall’assenza di misura.


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