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Memoria della libertÓ....

A FREUD (Freiberg, 6 maggio 1856 - Londra, 23 settembre 1939), GLORIA ETERNA!!! IN DIFESA DELLA PSICOANALISI. Federico La Sala risponde a Dario Antiseri. E lo scontro piace. La loro dialettica Ŕ tutta da gustare - lo scritto Ŕ del prof. Federico La Sala

A seguire, i testi di riferimento
venerdì 16 maggio 2008 di Emiliano Morrone
[...] "anche se il futuro riplasmerÓ o modificherÓ questo o quel risultato delle sue ricerche, mai pi¨ potranno essere messi a tacere gli interrogativi che Sigmund Freud ha posto all’umanitÓ; le sue scoperte scientifiche non si possono nÚ negare, nÚ occultare (...) e se mai alcuna impresa della nostra specie umana rimarrÓ indimenticabile, questa sarÓ proprio l’impresa di Sigmund Freud" (Thomas Mann) [...]
Costituzione dogmatica della chiesa "cattolica"... e costituzione dell’Impero del Sol (...)

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> A FREUD, GLORIA ETERNA!!! --- Se dopo il Padre viene uccisa anche la Legge, non " forse necessario rivalorizzare il ("totem e il) tab¨?"(di M. Recalcati).

martedì 12 gennaio 2016

FILOSOFIA E PSICOANALISI: A GLORIA ETERNA DI FREUD. Con l’aiuto di Edipo, ha gettato una grande luce su MosŔ e con l’aiuto di MosŔ ha gettato una grande luce su Edipo. Con questo doppio movimento, egli ha liberato il cielo - e la terra....


I tab¨ del mondo /1

Se dopo il Padre viene uccisa anche la Legge

All’inizio il capofamiglia sedeva sul trono e governava per il suo godimento. Poi i figli presero il potere e il loro rimorso cre˛ le regole-totem del nuovo ordine. Nacque cosý il patto sociale con il suo tab¨: nessuno occuperÓ in modo arbitrario il trono vuoto. Ora quel vuoto non solo non Ŕ riempito ma ha perso ogni significato

di Massimo Recalcati (la Repubblica, 03.01.2016)

Il nostro tempo sembra cancellare ogni forma di tab¨. La disinibizione e l’assenza di vergogna e di senso di colpa trionfano alla faccia del vecchio uomo del Novecento ancora preso dai grandi dissidi morali tra il bene ed il male, le ragioni individuali e quelle della Storia, il progresso e la tradizione, gli Ideali e la pulsione.

Le lacerazioni tragiche del Novecento hanno lasciato il posto ad un disincanto generalizzato che sembra aver annullato l’esperienza angosciata del tab¨. Una vignetta clinica pu˛ darci il senso di quello che sta accadendo. ╚ il caso di un giovane che, insieme a dei suoi compagni, nel corso di una rapina, ha ucciso brutalmente un anziano. Nel colloquio in carcere con lo psicologo dichiara che dopo aver commesso il crimine non ha avvertito alcun senso di colpa. La sua giornata Ŕ scivolata via come se niente fosse. Ha dormito profondamente, la mattina ha fatto colazione e si Ŕ recato normalmente a scuola. Tutto era come prima. Non siamo di fronte alla lacerazione dostoevskijana tra il senso della Legge e la sua trasgressione colpevole. Il delitto non sembra pi¨ in rapporto all’esigenza morale del castigo; la colpa non divora il criminale, non lo costringe all’insonnia, non lo tormenta.

Mentre l’uomo dostoevskijano vive il dramma dell’infrazione della Legge, il giovane criminale, dopo aver compiuto il delitto, si reca tranquillamente a scuola ridendo e scherzando con i suoi amici. Egli vive un altro genere di angoscia. Quale? La confida allo psicologo: la vertigine che lo ha assalito il giorno successivo al crimine - dopo essere stato arrestato - scaturisce dalla sensazione della inesistenza della Legge; ovvero, dalla percezione che tutto, senza la Legge, Ŕ diventato possibile; anche l’uccisione spietata di un uomo per qualche euro. Diversamente dall’uomo dostoevskijano che sprofonda nell’abisso del senso di colpa di fronte al volto severo e inflessibile della Legge, per questo giovane assassino l’angoscia scaturisce dalla dimensione totalmente inconsistente della Legge.

Siamo di fronte a un’esperienza che rovescia la genesi del tab¨ cosý come Freud l’aveva concepita nel 1913 in uno dei suoi testi pi¨ visionari qual Ŕ Totem e Tab¨. In quel libro, sulle orme di Darwin, il padre della psicoanalisi aveva immaginato che la prima forma organizzata di vita umana avesse come protagonista un padre titanico, geloso e crudele, possessore di tutte le donne (il Padre dell’orda), che confondeva arbitrariamente la Legge col proprio godimento. Di fronte a questa tirannia permanente i figli-fratelli, ai quali era proibito l’accesso alle donne, decidono di allearsi uccidendo il padre e divorando il suo corpo in un pasto tribale. Il fatto che i fratelli si cibino delle carni del padre manifesta tutta l’ambivalenza del loro legame al padre: ucciso in quanto oggetto d’odio, ma sbranato in quanto oggetto d’amore affinchÚ la sua potenza illimitata possa essere incorporata dai suoi figli.
-  Il termine “rimorso” trova qui il suo significato pi¨ profondo: divorando il corpo del padre temuto ma amato, i figli si sentono morsi dalla colpa. L’esito del rimorso Ŕ l’instaurazione del totem: il padre morto continua a vivere sebbene non pi¨ nella forma della tirannia capricciosa, ma in quella dell’autoritÓ simbolica incarnata nel totem.
-  La sua morte Ŕ, dunque, all’origine del senso stesso della Legge; il totem diviene, al tempo stesso, oggetto di venerazione e di angoscia, commemorando l’assassinio del padre e il rimorso che esso ha suscitato. Da quel momento in poi, si instaura il divieto dell’incesto che obbliga tutti i figli all’esogamia. Il senso della Legge sorge come effetto retroattivo dell’atto parricida: mentre in Edipo il parricidio infrange la Legge conducendo il figlio verso l’abisso dell’incesto e della distruzione, in Totem e Tab¨ esso genera la Legge.

La vita democratica della ComunitÓ si rende possibile solo attraverso il tab¨ che sorge in seguito all’uccisione del padre. ╚ solo la morte del padre che pretende di essere la Legge, di fare coincidere la Legge con la sua volontÓ di godimento, a costituire la condizione della nascita di una Legge pi¨ umana e della Cultura stessa. Il patto sociale sostituisce il caos della violenza; la pulsione deve sublimarsi nel riconoscimento di una Legge che, trovando il suo fondamento nel padre morto, vale per tutti, non Ŕ pi¨ Legge ad personam. Nessuno pu˛ occupare il posto del padre morto perchÚ si tratta di un posto destinato a rimanere vuoto. I totalitarismi del Novecento e i fondamentalismi di ogni genere mostrano, a rovescio, l’inferno che pu˛ generarsi dal suo riempimento fanatico.

Nel nostro tempo il rischio per˛ non Ŕ quello di riempire il vuoto lasciato dal padre morto, ma, nella dissoluzione neo-libertina di ogni tab¨, di fare venire meno il rispetto verso la Legge. ╚ la vertigine che assale il giovane assassino: non esiste un argine, un limite, una barriera che possa contenere il suo atto. In questo modo l’assenza della Legge sembra diventare l’unica forma della Legge; se tutto diventa possibile, se dopo aver compiuto un crimine efferato tutto resta come prima - senza senso di colpa e senza rimorsi - non sarebbe forse necessario rivalorizzare il tab¨ come effetto della Legge?


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