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EUROPA E GUERRA DELL’ORA DI RELIGIONE. QUANDO IL PASSATO DOMINA IL PRESENTE E SOFFOCA LO SPIRITO DELLA LIBERAZIONE, DELLA COSTITUZIONE, E DEL DIALOGO ...

L’ ORA DI RELIGIONE. A BERLINO, GIA’ UNA GUERRA, UN "KULTURKAMPF". A ROMA, IL PRESIDENTE DELLA CEI, BAGNASCO, E IL MINISTRO GELMINI LA STANNO PREPARANDO. Una nota di Andrea Tarquini e una di Gianni Santamaria

venerdì 24 aprile 2009 di Federico La Sala
[...] Come modello, nell’Anno Paolino c’è l’Apostolo del­le genti. Un promotore di dialogo e cultura. Non a ca­so l’incontro vedeva ieri seduti al tavolo con Bagna­sco, la Gelmini, Annicchiarico e la sua vice, suor Fe­liciana Moro, anche il responsabile nazionale del Ser­vizio nazionale per il progetto culturale Vittorio Soz­zi e il vice Ernesto Diaco, che oggi prenderà la paro­la nella seconda giornata di lavoro. Più volte, infine, è ritornato l’accorato appello di Benedetto XVI (...)

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> L’ ORA DI RELIGIONE. --- Profumo: l’ora di religione cambi. Il cardinale Ravasi: il Concordato prevede che resti cattolica. ... L’italia è il nostro "cortile"!!!

mercoledì 26 settembre 2012

Profumo: l’ora di religione cambi. Gli studenti hanno culti diversi

Il cardinale Ravasi: il Concordato prevede che resti cristiana

di M. Antonietta Calabrò (Corriere della Sera, 26.09.2012)

ROMA - Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, a pochi mesi dalle elezioni, lancia l’idea di «cambiare l’ora di religione». «Credo che il Paese sia cambiato, nelle scuole ci sono studenti che vengono da culture, religioni e Paesi diversi. Credo che si debba modificare il modo di fare scuola, che debba essere più aperto». «Ci vuole - aggiunge - una revisione dei nostri programmi in questa direzione». «Probabilmente quell’ora di lezione andrebbe adattata, potrebbe diventare un corso di storia delle religioni o di etica» aveva già affermato Profumo venerdì sera, alla festa di Sinistra, ecologia e libertà. Stessi concetti ribaditi ieri. «Un discorso - ha precisato dopo qualche ora il ministro dopo che ieri sono scattate più forti le polemiche da parte cattolica -, che vale per l’ora di religione, ma anche per quella di geografia, che, secondo Profumo, si può studiare ascoltando le testimonianze di chi viene da altri Paesi».

La parziale marcia indietro non ha però placato le proteste dei rappresentanti del mondo cattolico. E in serata dal Vaticano è arrivato lo stop del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura. «Il Concordato prevede che l’ora di religione resti cristiana», ha dichiarato Ravasi. Anche perché dai microfoni di Radio Vaticana il vescovo di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio, presidente della Cei per l’educazione cattolica obietta: «L’ora di religione non è di certo una lezione di catechismo». Contrario anche il centrodestra.

D’accordo con Profumo, Hamza Piccardo, portavoce dell’Unione delle comunità islamiche italiane (Ucoii): «Il ministro ha aperto una pentola che ribolle». D’accordo col ministro anche il Partito democratico, il sindacato scuola Flc-Cgil, l’Idv, Sel e i grillini, oltre ai radicali e la Rete degli studenti medi. Mentre lo Snadir (Sindacato autonomo degli insegnanti di religione) ha ricordato al ministro di aver appena firmato «due intese riguardanti l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche e le indicazioni didattiche senza aver letto con attenzione ciò che ha sottoscritto».

Intanto, con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale, prende il via il concorso a posti e cattedre, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado. E anche qui non sono mancate le polemiche.

Al concorso nazionale che sta per partire possono partecipare i docenti che hanno conseguito almeno un’abilitazione all’insegnamento entro quest’anno. Oppure che abbiano conseguito la laurea alla data del 22 giugno 1999. Inoltre, ma solo per le scuole primarie e dell’infanzia, «i candidati in possesso del titolo di studio comunque conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, ovvero al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’istituto magistrale, iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998». L’iscrizione avverrà online, a partire dal 6 ottobre e fino alle ore 14 del 7 novembre 2012. Si tratta di un test con 50 quesiti, di logica, comprensione, lingua straniera e informatica, appunto. La seconda prova «scritto-pratica» sarà invece su base nazionale. Con quesiti a risposta aperta «finalizzati a valutare la padronanza delle competenze professionali nonché delle discipline oggetto di insegnamento». La terza prova sarà tecnico-pratica, e prevede anche una lezione prova.


Il Dio sconosciuto dei cristiani

Napolitano e Ravasi si confrontano al Cortile dei Gentili

di Armando Torno (Corriere delal Sera, 26.09.2012)

Il Cortile dei Gentili il 5 e il 6 ottobre si terrà ad Assisi. Dopo gli incontri di Stoccolma (13 settembre), si aprono ora numerosi dialoghi nella casa di Francesco, uno dei protagonisti del cristianesimo amato dai credenti di ogni confessione. E anche da chi si professa ateo o agnostico. In questo anno della fede la scelta della città umbra, luogo che è diventato sinonimo di pace, è carica di significati. D’altra parte, l’invito di papa Benedetto XVI è stato concretizzato dal Cortile dei Gentili con questi eventi: con essi si desidera «raccogliere e dare forma al grido spesso silenzioso e spezzato dell’uomo contemporaneo» verso Dio. Che, per un numero crescente di persone, rimane uno «sconosciuto».

Il presidente Giorgio Napolitano, in un confronto con il cardinale Gianfranco Ravasi condotto da Ferruccio de Bortoli, sarà il primo interlocutore di queste due giornate che hanno come tema appunto Dio, questo Sconosciuto. Un titolo che, nato nell’ambito del Pontificio consiglio della cultura, ha in sé una lieve provocazione e, al tempo stesso, riflette una problematica. Del resto, questo primo incontro avrà come protagonisti un laico, con una storia politica ricca di impegni e di ideali, e un cardinale studioso della Bibbia, che con questo Cortile sta invitando i credenti a dialogare con personalità distanti e sensibilità che si sono formate a prescindere dalla fede. Il conduttore Ferruccio de Bortoli porrà le domande sia a Napolitano che a Ravasi, portando le due esperienze in una sorta di zona franca, dove potranno parlare del loro rapporto con Dio senza preoccupazioni dei rispettivi ruoli istituzionali. Sono protagonisti che hanno molto da dire sull’argomento di apertura degli incontri, e quasi sicuramente non mancheranno sorprese.

Lo stesso Ravasi ci ha confidato: «Col tema, Dio, questo Sconosciuto, vogliamo invitare tutti ad alzare lo sguardo oltre le frontiere di quello che offre l’orizzonte quotidiano, verso quello che noi credenti chiamiamo Dio e che i non credenti possono chiamare il "mistero"». Parole che hanno in sé anche un invito, quasi una sorta di superamento di taluni luoghi comuni. Così come la nostra mente cerca di catturare conoscenza lanciando reti nervose verso ciò che ignora, allo stesso modo occorre andare al di là dei limiti delle visioni quotidiane per entrare in contatto con qualcosa che ci consenta di riflettere su Dio, indipendentemente dalla fede che ci portiamo appresso.

Prosegue Ravasi: «La figura di San Francesco è emblematica perché da un lato racchiude, nel suo stesso corpo ferito dalle stimmate, la sua unione intima con Cristo nella fede; ma, d’altro lato, il suo messaggio e la sua opera coinvolgono i temi capitali dell’esistenza e della storia, dalla povertà al creato, dalla pace al dialogo tra i popoli, dalla vicinanza alle sofferenze fino alla gioia del canto libero e sereno».

Non a caso ad Assisi ci saranno anche dibattiti su problemi contingenti (Franco Bernabè, Susanna Camusso e Mario Orfeo alle 21 del 5 ottobre parleranno di Lavoro, impresa e responsabilità) e il tutto sarà chiuso alle 17 del 6 ottobre da un dialogo tra lo stesso cardinale Ravasi e il ministro Corrado Passera. Saranno toccate anche le questioni dei giovani, della Terra, della crisi economica eccetera. E si avvicenderanno filosofi (Umberto Galimberti e Giulio Giorello, per esempio), registi (Ermanno Olmi), scienziati (Umberto Veronesi), architetti (Massimiliano Fuksas). Né mancheranno giornalisti: Monica Maggioni e Aldo Cazzullo, per esempio.

«Nel cortile di Francesco divinità e umanità s’incrociano in armonia, e forse Dio diventa meno sconosciuto», aggiunge sua eminenza alla fine. Viene alla mente, congedandoci, una frase di Robert Musil ne L’uomo senza qualità: «Se questa libertà da Dio non fosse altro che la via moderna verso Dio?».

L’elenco completo dei dibattiti e i nomi di tutti i partecipanti all’incontro di Assisi si può trovare consultando il sito: www.cortiledeigentili.com


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