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ALLARME COSTITUZIONALE, LOGICO E LINGUISTICO. L’ITALIA DELL’INDECENZA: IL NOME E L’IDENTITA’ DI TUTTO IL PAESE NELLE MANI DI UN PRIVATO E DI UN PARTITO!!!

PER LE EUROPEE, 93 SIMBOLI DI PARTITI. Per tutelare il ’copyright’ ed evitare atti di pirateria, anche il contrassegno di "Forza Italia" (già registrato nel ’94). ANCORA?!! Il sonno della ragione a quanto pare è proprio lungo - a cura di Federico La Sala

martedì 21 aprile 2009 di Federico La Sala
[...] C’è, ovviamente, il neonato Popolo delle Libertà e ci sono anche i contrassegni di Forza Italia e Alleanza nazionale. Non è ’pubblicita’ ingannevole’ ma un modo per tutelare il ’copyright’, evitare insomma atti di pirateria. Prontamente interviene la ’veterana’ Cece: "I simboli vanno presentati per proteggerli" [...]
VENENDO DA UN PAESE EUROPEO, ALLA FRONTIERA, SUL CANCELLO D’ENTRATA DEL NOSTRO PAESE C’E’ LA SCRITTA: "FATTORIA ITALIA" ... CASA DEL "POPOLO DELLA LIBERTA’".
ELEZIONI (...)

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> ELEZIONI: MOVIMENTO 5 STELLE. Beppe Grillo: “Se logo del M5S è confondibile, non parteciperemo”, "Dobbiamo aspettare il 15 dicembre per sapere il risultato del nostro ricorso".

sabato 12 gennaio 2013

Elezioni, Beppe Grillo: “Se logo del M5S è confondibile, non parteciperemo”

      • Il comico genovese si sfoga sul suo blog raccontando le peripezie che nuovi partiti e movimenti devono affrontare per presentare i propri simboli alle elezioni e che non li mette al riparo dalle ‘clonazioni’ delle cosiddette liste civetta. "Dobbiamo aspettare il 15 dicembre per sapere il risultato del nostro ricorso"

di Redazione *

Chiunque abbia gestito l’Italia nei secoli, dai Romani a i Goti, dai Longobardi agli Spagnoli, dai Borboni ai Savoia, si vergognerebbe di fronte a un simile spettacolo”. E’ l’amara riflessione a cui si lascia andare Beppe Grillo sul suo sito nel raccontare le peripezie che nuovi partiti e movimenti devono affrontare per presentare i propri simboli alle elezioni e che non li mette al riparo dalle ‘clonazioni’ delle cosiddette “liste civetta“. Ed è proprio contro questa che il Movimento 5 Stelle è stato costretto a ricorrere. Così “dovremo aspettare il 15 gennaio pomeriggio - afferma Grillo - per sapere se il M5S parteciperà alle elezioni. In caso della presenza di un simbolo confondibile non parteciperemo. Questa è l’Italia che non c’è più, che non ci appartiene, che va cambiata dalle fondamenta”.

“Per depositare la scheda elettorale e i documenti correlati - racconta Grillo sul web - è necessario recarsi al Viminale. E’ esentato chi è già presente in Parlamento, ma non chi ha già partecipato con il simbolo a cinque elezioni regionali e qualche centinaio di elezioni comunali, come il MoVimento 5 Stelle. Ma questo è un dettaglio. Dopo verifiche di legge, consultazioni con studi legali, firme dai notai, ordini, contrordini, gazzette ufficiali e interpretazioni e contro interpretazioni, giunge il giorno fatidico del deposito“. “Il deposito - prosegue - è aperto a tutti, anche a chi non ha raccolto una sola firma con il suo simbolo. I moduli con le firme vanno depositati la settimana successiva nei vari tribunali delle circoscrizioni, quindi chiunque può partecipare alla farsa. Il giorno fatidico arriva quando arriva, a sua discrezione, è come la sorpresa dell’uovo di Pasqua. All’improvviso, nella settimana del deposito, vengono poste le transenne davanti al ministero degli Interni: è il segnale che è scoccato il momento della coda. Se stai mangiando un maritozzo nel bar davanti o ti sei appostato nell’appartamento con vista sul Viminale o hai ricevuto una soffiata, allora hai un’alta probabilità di occupare il primo posto della fila. Una volta piazzato lì, in piedi, come uno stoccafisso, nessun pubblico ufficiale ti lascia un riscontro della tua posizione: un bigliettino, un pezzo di carta di formaggio, un numero della tombola. Devi difendere il posto come in trincea“.

“Davanti al M5S - prosegue il racconto di Grillo - ci sono ben tre gruppi con il loro simbolo che però tengono gelosamente segreto. L’11 gennaio due avvocati e un tecnico di supporto del M5S si presentano all’ufficio elettorale. I documenti vengono letti e il deposito accettato. Nel caso ci siano delle richieste o delle contestazioni da parte dell’ufficio saranno comunicate da domenica pomeriggio. Da allora avremo due giorni per presentare ricorsi o integrazioni. Salutati i funzionari, i nostri vedono nel tabellone elettorale due simboli quasi identici. Chi era in fila prima di noi ha consegnato all’ufficio il simbolo del M5S senza l’indirizzo del sito. Assolutamente confondibile dall’elettore. Abbiamo fatto ricorso. Dovremo aspettare il 15 gennaio per sapere se il M5S parteciperà alle elezioni. In caso della presenza di un simbolo confondibile non parteciperemo. Questa è l’Italia che non c’è più, che non ci appartiene, che va cambiata dalle fondamenta. Se entreremo in Parlamento lo apriremo come una scatola di tonno. Se non ci lasceranno partecipare si prenderanno la responsabilità della delegittimazione dello Stato e delle inevitabili conseguenze”, conclude Grillo.

* Il Fatto Quotidiano, 12 gennaio 2013


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