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"FEBBRE ITALIANA" E COSTITUZIONE. LA PAROLA "ITALIA", COPERTA DA COPYRIGHT DAL 1994: IL NOME E L’IDENTITA’ DI TUTTO IL PAESE NELLE MANI DI UN PRIVATO E DI UN PARTITO ...

MENO MALE CHE C’E’ VERONICA. Al culmine (altro che vigilia!!!) di un regime conclamato, se la regina grida che "il re è nudo", che vuol dire?! Che paese siamo diventato!!! Una nota di Curzio Maltese - a cura di Federico La Sala

VIVA IL (PARTITO DEL) "POPOLO DELLA LIBERTA’", VIVA IL PRESIDENTE (DEL PARTITO UNICO) D’ITALIA: "FORZA ITALIA"!!!
giovedì 30 aprile 2009 di Federico La Sala
[...] Alla vigilia di un regime conclamato, qualcuno ci ricorda ancora che esiste la dignità. La sua, di donna, moglie, madre. La nostra di cittadini. Non si tratta dunque di un affare privato, ma di una questione politica. E’ importante ricordarlo, perché ci sono momenti in cui il fiume della cattiva politica tracima in dato antropologico permanente, e questo è il passaggio che stiamo vivendo. Alcuni il confine l’hanno già superato, basta leggere i commenti di certi giornali o il (...)

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> MENO MALE CHE C’E’ VERONICA. --- Berlusconi Sugar Daddy .... Ripensiamo allo schema D’Alema (di Furio Colombo).

domenica 3 maggio 2009

Berlusconi Sugar Daddy

di Furio Colombo (l’Unità, 03.05.2009)

Non governa, appare. Eccolo sulle macerie del terremoto. Eccolo piangere. Poi cambia argomento ed ecco il lampo di festa giovane

L’Italia è l’unico caso di una democrazia occidentale declassata al livello di Paese semi-libero. Lo ha dichiarato, il 29 aprile, la Fondazione americana “Freedom House” : «Troppa concentrazione di potere mediatico nelle mani di una sola persona che è anche il capo del governo».

Reazioni italiane alla grave denuncia? Nel corso della settimana si è udita solo la voce indignata di Veronica Lario, però a causa della disputa familiare ormai nota.

Nel silenzio di quasi ogni altra fonte, c’è da domandarsi se il grido di indignazione della signora Lario verso il marito Berlusconi non abbia di gran lunga superato le linee guida dettate da Massimo D’Alema per un corretto confronto politico. La personalità del Pd, con il peso della sua storia, ammonisce, in una vasta intervista al Corriere della Sera (29 aprile): «Se fai un versaccio al premier (...) significa scegliere un ruolo eterno di comprimario, fare la spalla a Berlusconi per i prossimi mille anni».

Sì, ma allora che cosa fare? Nel vuoto lo spazio è libero sia per il silenzio che per l’imitazione del presidente-padrone e dei suoi associati. Il silenzio per non correre il rischio di fare da spalla. L’imitazione - tipo tagliare il pasto ai bambini rom, come ha fatto il sindaco Pd di Pessano (Milano) «perché noi facciamo assistenza, non assistenzialismo», come dice la Lega.

A questo punto permettete a chi scrive di lasciar transitare un piccolo carico di memoria. Ciò che D’Alema ha detto al Corriere della Sera per illustrare l’errore grossolano di denunciare le malefatte del governo, lo aveva detto e scritto, con la stessa chiarezza, ai tempi de l’Unità appena rinata e subito accusata di esagerare con la sua «fissa» sul conflitto di interessi e le leggi ad personam. Altri tempi. Però allora, (segretario Ds Fassino) elezione dopo elezione, comuni, province, regioni si spostavano da destra a sinistra, oppure si radicavano a sinistra dove avevano governato ormai da decenni.

Ma l’ammonizione di D’Alema non riserva alcuna benevolenza a chi volesse disapprovare vivacemente il premier. Neppure nel giorno di «Papi Noemi». Noemi, come ormai tutti sanno dalla Sicilia alla Lapponia, è una adolescente bellina, che nell’entroterra di Napoli, ha celebrato i suoi 18 anni in compagnia del presidente del Consiglio, prontamente e misteriosamente apparso sul posto. È la neo-diciottenne Noemi a confidare al Corriere della Sera: «Certe volte lo chiamo Papi» (30 aprile). «Papi» in inglese si traduce «Daddy», se si parla del vero papà.

Ma l’espressione diventa «Sugar Daddy» quando riguarda un tipo straricco (”sugar”, zucchero, sta per dollari) che ronza intorno a una ragazzina infatuata. «Sugar Daddy», dunque, si fa trovare (per deliberata, stravagante strategia), in una notte buia, alla periferia di Casoria in un villone affittato per la festa. È la festa della «sua bambina» (tanto che in due giorni fiorirà anche la leggenda della figlia segreta). L’invadente leader d’aziende, di governo, di partito e di popolo compie dunque un passo nuovo. Non un passo di governo. Come si sa Berlusconi non governa. Berlusconi appare.

Non un passo politico. Come si sa Berlusconi è impegnato a portare il suo popolo fuori dalla politica e dentro il magico mondo della «audience», un mondo tipo Maria De Filippi. Come si sa Berlusconi, prima ancora dei voti, cerca «indici di gradimento». Lui sa che il gradimento porta voti e non il contrario. E peggio per chi non controlla un po’ di giornali e tutte le televisioni.

Ecco allora Berlusconi sulle macerie del terremoto, Berlusconi con i primi sopravvissuti dell’Aquila che piange, Berlusconi con i primi anziani delle tendopoli che ride, Berlusconi con soldati, vigili del fuoco, e i bambini. Poi cambia bruscamente argomento, come nei suoi telegiornali. Ecco il lampo di festa giovane di «Sugar Daddy», figlia o corteggiamento o bizzarria o inspiegata gentilezza. L’importante è che si accenda un’altra luce sulla nuova apparizione dell’unico governante che non governa. Ma viene regolarmente festeggiato dai suoi media come uno statista.

A questo punto Veronica Lario occupa il vuoto. E parla, indignata. Diciamo che tutto ciò riguarda la sua famiglia. Tranne il vuoto, che riguarda noi. Ripensiamo allo schema D’Alema: Berlusconi parla, canta, balla, appare e ricompare (più o meno non fa altro)? Tu fermo e zitto, se no gli fai da spalla.

Dunque noi, disciplinatamente in silenzio, aspettiamo che un professionista della politica ci spieghi il segreto: come vincere (o anche solo sopravvivere) restando buoni, bravi e zitti. Forse in attesa di fare le riforme «insieme».


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