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STRAGE DI CAPACI. Nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, le commemorazioni del diciassettesimo anniversario ...

FALCONE, BORSELLINO, E IL NOME DELL’ITALIA (NELLE MANI DI UN PRIVATO E DI UN PARTITO). "Mai come in momenti come questo, uniti nel ricordo incancellabile di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e le altre vittime della mafia sentiamo di essere una nazione", ha detto il Presidente della Repubblica.Teniamolo presente - a cura di Federico La Sala

BERLUSCONI FA FINTA DI NIENTE E CONTINUA L’ATTACCO ALLA COSTITUZIONE. IL PRESIDENTE DELL’ITALIA SONO IO: "FORZA ITALIA"!!!
sabato 23 maggio 2009 di Federico La Sala
[...] Commemorando Giovanni Falcone, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha detto che conta, nella lotta contro la mafia, "la crescita della coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto", e ha sottolineato che essa "può rafforzarsi solo in un clima di rispetto in ogni circostanza degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli". "Mai come in momenti come questo, uniti nel ricordo incancellabile di Giovanni Falcone, Paolo (...)

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> FALCONE, BORSELLINO, E IL NOME DELL’ITALIA. --- A 17 anni dalla strage di Capaci, il presidente della Repubblica sottolinea che «mai come in queste occasioni e davanti a queste memorie sentiamo di essere una nazione e una nazione unita».

sabato 23 maggio 2009

Napolitano ricorda Giovanni Falcone: «Grande esempio morale» *

«Non è la prima volta che vengo qui, rinnovo l’emozione che ho provato altre volte». È un Giorgio Napolitano emozionato che ricorda Giovanni Falcone nell’aula bunker dell’Ucciardone a Palermo. A 17 anni dalla strage di Capaci, il presidente della Repubblica sottolinea che «mai come in queste occasioni e davanti a queste memorie sentiamo di essere una nazione e una nazione unita».

«Nel luglio del’93 - ricorda il capo dello Stato - ero stato a Catania da presidente della Camera per unirmi a una grande manifestazione in onore di Paolo Borsellino, nel primo anniversario del massacro ordito dalla mafia per eliminarlo. E nel segno di questa continuità da me profondamente sentita, che si colloca la mia presenza oggi come Capo dello Stato, quello Stato che in Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ha avuto dei servitori eccezionali per lealtà e professionalità, dei coraggiosi e sapienti combattenti per la cause della legalità, in difesa della libertà e dei diritti dei cittadini. Li ricordiamo e sempre continueremo a farlo - ha aggiunto il presidente della Repubblica - come grandi esempi morali per i giovani e per tutta Italia».

Per Napolitano nella lotta alla mafia è indispensabile un «clima di leale collaborazione» tra tutte le istituzioni e nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno. In particolare, il capo dello Stato ha voluto sottolineare il ruolo «vitale di un’istituzione voluta da Falcone e Borsellino come la Procura nazionale antimafia, oggi guidata da un magistrato di incontestabile esperienza, dirittura e autorevolezza», Pietro Grasso. «Occorre più che mai assicurare alla Procura nazionale antimafia - ha precisato Napolitano - la possibilità di operare in una clima di piena, leale collaborazione e di esercitare integralmente le sue attribuzione».

«Per noi la presenza qui del presidente Napolitano è un grande regalo, è un omaggio a tutti i nostri morti per mano di mafia», ha detto Maria Falcone, sorella del giudice ucciso dalla mafia. «Palermo- dice- sta alzando la testa a poco a poco, ma c’è davanti un cammino lungo da fare. una grande mano ce la stanno dando gli insegnanti a cui dico grazie». «Bisogna creare- continua Falcone- le condizioni per una economia legale in questa terra, non è facile ma ci sono gli strumenti perché questo possa attuarsi. se il sud fosse libero avrebbe uno sviluppo anche superiore a quello del nord».

* l’Unità, 23 maggio 2009


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