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RADICI EU-ROPEE. AMORE EU-ANGELICO (" CHARITAS"), IN FRANCESE E’ "CHARITÉ", MA IN VATICANO SCRIVONO "DEUS CARITAS EST" E "DIEU EST AMOUR". CHE CONFUSIONE!!! E CHE "LATINORUM"!!!

CHARITÉ : BERLINO RICORDA A PAPA RATZINGER IL NOME ESATTO DELL’ OSPEDALE E DELLA FACOLTÀ DI MEDICINA. Una nota a margine di un evento - di Federico La Sala

giovedì 4 giugno 2009
STORIA E MEMORIA DELLA LIBERTÀ E DELLA LIBERAZIONE
ROSA LUXEMBURG (1870/71), ASSASSINATA A BERLINO NEL 1919, RITROVATA. IL SUO CORPO NELL’OBITORIO DELL’OSPEDALE "CHARITÉ" DELLA CITTÀ.
SCUOLE CATTOLICHE: A BERLINO (E NON SOLO), UN ORRORE SENZA FINE.
MESSAGGIO CRISTIANO E TRADIMENTO STRUTTURALE. La chiesa non ha più il diritto di definirsi “cristiana”.
ABUSO DEL NOME DI "CRISTIANI".
Del "Commento al Vangelo di Giovanni" di Agostino, Giovanni Reale ha curato una ’nuova’ (...)

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> CHARITE’: BERLINO RICORDA A PAPA RATZINGER IL NOME ESATTO ---- BENEDETTO XVI, FORSE, COMINCIA A RICORDARE ("Wir erleben es in der heiligen Eucharistie").

mercoledì 1 settembre 2010

EVANGELO E AMORE DELLA PAROLA. LA CARESTIA, L’EU-CHARIS-TIA, E LA MEMORIA EVANGELICA! "CHARISSIMI, NOLITE OMNI SPIRITUI CREDERE... DEUS CHARITAS EST" (1 Gv., 4., 1-16).

BENEDETTO XVI, FORSE, COMINCIA A RICORDARE. "Lo stile di Dio è diverso: lo sperimentiamo nella Santa Eucaristia" ("Wir erleben es in der heiligen Eucharistie").

(...) in realtà continuiamo a vivere alla maniera dei pagani; come invitiamo, per reciprocità, soltanto chi ricambierà l’invito; come doniamo solo a chi ci restituirà. Ma lo stile di Dio è diverso (...)

a cura di Federico La Sala


Benedetto XVI all’inizio della messa celebrata con i suoi ex allievi *

Lo stile di Dio significa accogliere chi non ha nulla da dare

I cristiani non possono continuare a comportarsi come i pagani; devono imparare lo stile di Dio: donare a chi non ha nulla da restituire. Lo ha ricordato Benedetto XVI domenica mattina, 29 agosto, introducendo la messa celebrata nella cappella del Centro Mariapoli, a Castel Gandolfo, alla quale hanno partecipato i suoi ex allievi riuniti nel cosiddetto Ratzinger Schülerkreis. Queste le parole del Papa.

Liebe Freunde, am Ende des heutigen Evangeliums weist uns der Herr darauf hin, wie sehr wir immer noch nach der Weise der Heiden leben; nur in der Gegenseitigkeit die einladen, die uns wieder einladen, denen geben, von denen wir wieder empfangen. Die Weise Gottes ist anders: Wir erleben es in der heiligen Eucharistie, er lädt uns zu Tisch, die wir vor ihm lahm, blind und taub sind; er lädt uns, die wir ihm nichts zu geben haben. Wir wollen uns bei diesem Geschehen vor allem von der Dankbarkeit berühren lassen, daß es Gott gibt, daß Gott so ist, wie er ist, daß er so ist, wie Jesus Christus ist, daß er uns, obwohl wir nichts zu geben haben und voller Schuld sind, an seinen Tisch lädt und mit uns zu Tische sein will. Aber wir wollen doch auch uns davon berühren lassen, Schuld zu empfinden, daß wir so wenig aus dem Heidnischen heraustreten, so wenig wirklich das Neue, die Weise Gottes leben. Und deswegen beginnen wir die heilige Messe mit der Bitte um Vergebung, um eine Vergebung die uns ändert, die uns wirklich Gott ähnlich, Gott ebenbildlich werden läßt.

Pubblichiamo qui di seguito una traduzione in italiano.

Cari amici, alla fine del Vangelo di oggi, il Signore ci fa notare come in realtà continuiamo a vivere alla maniera dei pagani; come invitiamo, per reciprocità, soltanto chi ricambierà l’invito; come doniamo solo a chi ci restituirà. Ma lo stile di Dio è diverso: lo sperimentiamo nella Santa Eucaristia. Egli invita alla sua mensa noi, che davanti a lui siamo zoppi, ciechi e sordi; egli invita noi, che non abbiamo nulla da dargli. Durante questo evento dell’Eucaristia, lasciamoci toccare soprattutto dalla gratitudine per il fatto che Dio esiste, che Egli è così com’è, che Egli è così com’è Gesù Cristo, che Egli - nonostante non abbiamo nulla da dargli e siamo pieni di colpe - ci invita alla sua mensa e vuole stare a tavola con noi. Ma vogliamo anche essere toccati dal sentire la colpa di staccarci così poco dallo stile pagano, di vivere così poco la novità, lo stile di Dio. E per questo iniziamo la Santa Messa chiedendo perdono: un perdono che ci cambi, che ci faccia diventare veramente simili a Dio, a sua immagine e somiglianza.

* ©L’Osservatore Romano - 1 settembre 2010


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