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RADICI EU-ROPEE. AMORE EU-ANGELICO (" CHARITAS"), IN FRANCESE E’ "CHARITÉ", MA IN VATICANO SCRIVONO "DEUS CARITAS EST" E "DIEU EST AMOUR". CHE CONFUSIONE!!! E CHE "LATINORUM"!!!

CHARITÉ : BERLINO RICORDA A PAPA RATZINGER IL NOME ESATTO DELL’ OSPEDALE E DELLA FACOLTÀ DI MEDICINA. Una nota a margine di un evento - di Federico La Sala

giovedì 4 giugno 2009
STORIA E MEMORIA DELLA LIBERTÀ E DELLA LIBERAZIONE
ROSA LUXEMBURG (1870/71), ASSASSINATA A BERLINO NEL 1919, RITROVATA. IL SUO CORPO NELL’OBITORIO DELL’OSPEDALE "CHARITÉ" DELLA CITTÀ.
SCUOLE CATTOLICHE: A BERLINO (E NON SOLO), UN ORRORE SENZA FINE.
MESSAGGIO CRISTIANO E TRADIMENTO STRUTTURALE. La chiesa non ha più il diritto di definirsi “cristiana”.
ABUSO DEL NOME DI "CRISTIANI".
Del "Commento al Vangelo di Giovanni" di Agostino, Giovanni Reale ha curato una ’nuova’ (...)

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> CHARITE’: BERLINO RICORDA A PAPA RATZINGER IL NOME ESATTO ---- Benedetto XVI non è più il pastore tedesco. La luna di miele tra Joseph Ratzinger e la Germania è finita da tempo (di Marco Politi)..

domenica 18 settembre 2011

Benedetto XVI non è più il pastore tedesco

di Marco Politi (il Fatto Quotidiano, 18 settembre 2011)

La luna di miele tra Joseph Ratzinger e la Germania è finita da tempo. Il terzo viaggio in patria di Benedetto XVI, che inizia giovedì, non si svolge nel clima di gioiosa eccitazione che regnava dopo la sua elezione quando la Bild Zeitung proclamava “Noi siamo Papa”. A Berlino, dove il pontefice parlerà al Bundestag, si preannunciano cortei di dimostranti. L’Associazione gay e lesbiche tedeschi manifesterà contro la sua “politica misantropa e discriminatoria nei confronti degli omosessuali”. Nell’aula parlamentare un centinaio di deputati socialdemocratici, verdi e del partito della Sinistra (Linke) lo boicotteranno, abbandonando i seggi. Allarmato, il governo riempirà i vuoti con parlamentari in pensione.

Ma non sono le manifestazioni il punto dolente di questo pellegrinaggio, che durerà sino a domenica in tre tappe: Berlino, Erfurt, Friburgo. Ratzinger ci è abituato e in altri paesi europei, come a Londra un anno fa, è riuscito a riconquistare la scena con discorsi di alto profilo.

È l’indifferenza e il rifiuto della linea di governo papale a marcare il ritorno a casa del primo pontefice tedesco dell’era moderna. L’86 per cento dei suoi connazionali ritiene “poco importante” il suo arrivo (sondaggio dell’istituto Forsa). L’opinione è condivisa da due terzi dei cattolici tedeschi. Appena un 36 per cento dei fedeli giudica il viaggio rilevante.

Lo scandalo degli abusi sessuali, l’imposizione della messa preconciliare come rito universale della Chiesa, la cancellazione della scomunica ai vescovi lefebvriani tra cui il negazionista Williamson, l’assurda polemica sul preservativo, lo stallo di qualsiasi riforma hanno allontanato il cattolicesimo tedesco da Roma. Su contraccezione, divorzio, coppie di fatto, testamento biologico gran parte dei vescovi tedeschi non sono disposti a fossilizzarsi sulla linea rigida di Ratzinger.

IN UN’INTERVISTA al settimanale Zeit, il presidente della conferenza episcopale mons. Zollitsch ha preannunciato un’“intensa discussione” sui divorziati risposati, cui il Vaticano nega tuttora la comunione. “È una questione di misericordia”, ha detto, spiegando che la Chiesa ha il compito di aiutare le persone.

In Germania, dove è possibile per motivi fiscali cancellarsi dalla lista degli appartenenti a una Chiesa, le “fughe” dei cattolici sono aumentate vertiginosamente durante il pontificato ratzingeriano. Ottantaquattromila erano i fuoriusciti nel 2006, nel 2009 erano già centoventitremila. L’anno scorso hanno raggiunto il picco di centottantunomila.

A febbraio, in previsione della visita papale, un manifesto di trecento teologi ha chiesto l’avvio di profonde riforme e l’apertura di una discussione sulle “strutture di potere e di comunicazione” nella Chiesa. I firmatari, tra cui Hans Kueng, a fronte della crisi delle vocazioni e del bisogno di rimodellare le comunità cristiane nel XXI secolo chiedono la possibilità di un clero sposato e l’affidamento di ruoli ecclesiali alle donne, la partecipazione dei fedeli alla scelta dei vescovi, la creazione di tribunali amministrativi per assicurare vera giustizia alle controversie intraecclesiali.

Un’altra richiesta è di cessare di escludere dalla Chiesa “coloro che in amore e fedeltà e con reciproca cura vivono un rapporto di coppia dello stesso sesso o sono divorziati risposati”. L’ABITUDINE del Vaticano è di ribattere che si tratta delle “solite polemiche”. Ma la questione è molto più rilevante. La Germania è lo specchio della società contemporanea in cui l’area della non credenza, dell’indifferenza e della secolarizzazione si è estesa enormemente. A Erfurt, città dell’ex Germania dell’Est che sarà la seconda tappa del viaggio papale, i cristiani si misurano in percentuali minime. In Germania complessivamente la pratica domenicale è scesa fortemente e la frequenzaalla confessione è a livelli irrisori. Ecco perché nell’episcopato più avvertito si è fatta strada la convinzione che la Chiesa intera va rimodellata in queste circostanze storiche completamente nuove.

“Dove c’è Dio, là c’è il futuro”, è il motto che l’episcopato tedesco ha scelto per il viaggio papale. La sfida è proprio di avere una Chiesa capace di proclamare Dio nei tempi attuali. Il cardinale Lehmann per venti anni influente capo dell’episcopato tedesco, sottolinea la necessità di analizzare i cambiamenti intervenuti nel corpo sociale e nella comunità cattolica. “La Chiesa - mi spiega - non può essere solo per i fedeli attivi. Deve rivolgersi a tutte le persone che soffrono”. Capace di interloquire con il mondo esterno, con tutte le formazioni della realtà sociale.

“Oggi - sottolinea il cardinale - bisogna discutere a fondo la situazione. Invece ai sinodi dei vescovi non c’è mai spazio per affrontare i problemi con calma”. Lehmann nel 1970 firmò da giovane teologo assieme a Ratzinger un memorandum per discutere del clero non celibatario. “Studiamo la questione senza paraocchi”, era il suo parere allora. Non ha cambiato idea. È inoltre convinto che “andrebbe discusso il diaconato delle donne. Io ho incoraggiato studi su questo tema: bisogna capire in concreto che funzioni potrebbero avere”.

A Erfurt il vescovo Wanke organizza momenti di incontro in cattedrale con gli adolescenti non battezzati e per San Valentino concede la benedizione delle “coppie innamorate”. Con ogni generazione, sostiene il vescovo, il “cristianesimo ricomincia daccapo”. Benedetto XVI arriva tra credenti lontani dall’immobilismo vaticano. Per questo in patria rischia di apparire estraneo.


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