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IN PRINCIPIO ERA IL LOGOS: ARISTOTELE, L’ALLEANZA, LA FILIERA DEL SIMBOLO .... E IL VANGELO CATTOLICO-ROMANO del "LATINORUM" E DELLA MENZOGNA.

TUTTO A "CARO-PREZZO" ("CARITAS"): QUESTO "IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO". IL VANGELO DI RATZINGER, BERTONE, RUINI, BAGNASCO E DI TUTTI I VESCOVI. Una nota di Federico La Sala

LA "SACRA FAMIGLIA" DELLA GERARCHIA CATTOLICO-ROMANA E’ ZOPPA E CIECA: IL FIGLIO HA PRESO IL POSTO DEL PADRE "GIUSEPPE" E DELLO STESSO "PADRE NOSTRO" ... E CONTINUA A "GIRARE" IL SUO FILM PRE-EVANGELICO PREFERITO, "IL PADRINO"!!!
giovedì 30 agosto 2012 di Federico La Sala
La Chiesa gerarchica controlla le "azioni" dello Spirito santo e garantisce, amministra e distribuisce a "caro prezzo" ("Deus caritas est": Benedetto XVI, 2006) la Grazia di Dio ("charitas") !?! Avanti tutta!!! Verso il III millennio avanti Cristo!!!
CHIESA CATTOLICA. PENA DI MORTE NEL CATECHISMO
AL DI LA’ DELLA LEZIONE DI PAOLO DI TARSO: "Diventate miei imitatori [gr.: mimetaí mou gínesthe], come io lo sono di Cristo. Vi lodo perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le (...)

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> TUTTO A "CARO-PREZZO" ("CARITAS") --- RAFFORZARE L’DENTITA’ CATTOLICA della "CARITAS INTERNATIONALIS". Il ruolo distinto della Caritas Internationalis (di “The Tablet” - Editoriale)

sabato 4 giugno 2011

Il ruolo distinto della Caritas Internationalis

di Editoriale

in “The Tablet” del 4 giugno 2011 (traduzione di Maria Teresa Pontara Pederiva - www.finesettimana.org)

Non è la prima volta che la Caritas Internationalis - grande agenzia umanitaria del mondo seconda solo alla Croce Rossa - si è trovata ad attraversare un momento difficile nei rapporti con il Vaticano. Ciò ha comportato la fuoruscita abbastanza demoralizzante del suo segretario generale, la dott.ssa Lesley-Anne Knight, il cui rinnovo del contratto alla guida dell’organizzazione umanitaria per altri quattro anni è stato bloccato da funzionari del Vaticano. Sembra che ci siano tre elementi in gioco: una lotta per la conquista di un territorio tra la Caritas e il dicastero vaticano che si occupa di carità, il Cor Unum; un conflitto di personalità, nel senso che la dott.ssa Knight e la gerarchia vaticana hanno chiaramente fallito nel creare un buon rapporto di lavoro; e una differenza di enfasi sulla politica, che ha portato alla luce il desiderio del Vaticano che le agenzie di aiuto e sviluppo di matrice cattolica dovrebbero sviluppare una più forte identità cattolica.

Ci sarebbero esili prove a sostegno di una voce circolata su Internet secondo la quale il vero reato della Knight sarebbe stato quello di difendere alcune agenzie umanitarie affiliate alla Caritas in Canada, accusate dagli attivisti pro-vita nordamericani di essere alquanto morbide in materia di aborto. Se quello fosse stato il problema, sicuramente avrebbe dovuto essere gestito in modo diverso.

La dott.ssa Knight, ex alto funzionario presso la sede Cafod a Londra, sarebbe probabilmente stata rieletta all’unanimità se le fosse stato permesso di ricandidarsi. Il presidente rieletto della Caritas, il card. Oscar Rodríguez Maradiaga, aveva parlato con forza in sua difesa. Il successore della Knight, Michel Roy, già alla guida della Caritas di Francia, il Secours Catholique, non ha manifestato alcun segnale che lo faccia porre in discontinuità con la gestione precedente. Ma, stando alle dichiarazioni di un funzionario, il Vaticano premerebbe nell’intenzione di riformare la costituzione della Caritas e creare un "nuovo profilo”.

Cosa questo possa significare è piuttosto confuso, ma sembrerebbe riferirsi al desiderio che la Caritas venga percepita come essere più chiaramente sotto il controllo della Santa Sede. Esistono due idee chiave in tensione fra loro: la necessità di preservare le professionalità all’interno della Caritas, e la necessità di incorporarla all’interno del quadro delle attività principali della Chiesa, in modo che essa non rappresenti solo un veicolo di carità cristiana, bensì anche di evangelizzazione.

Ma i professionisti non accettano con favore il ricevere imposizioni in merito al loro lavoro, né si vedono semplicemente come dei missionari. Ciononostante, è vero che la loro professionalità deve essere permeata di spiritualità cattolica, se la Caritas deve distinguersi per la sua azione.

Ritirare alla fonte il suo sostegno alla rielezione della Knight si è rivelato probabilmente il modo meno brutale con cui il Vaticano ha potuto mettere in atto la sostituzione del direttore generale. Nel racconto della dott.ssa Knight, nel corso dei suoi quattro anni a Roma, il Vaticano stesso avrebbe fatto ben poco per favorire un buon rapporto con lei. Il Vaticano, se solo fosse più aperto su questa vicenda, potrebbe ben dire qualcosa in risposta. Ma lo standard di approccio vaticano alle pubbliche relazioni - mai spiegare, mai chiedere scusa - sembra applicarsi anche in questo caso. E qui sta il pericolo.

Per cercare di costringere la Caritas e le sue 165 filiali internazionali in un cambiamento di ethos senza prima persuadere sulla reale necessità di un cambiamento - o anche spiegare con chiarezza cosa questo comporti - potrebbe sfociare facilmente un fallimento o una reazione di dissenso. Che potrebbe anche finire per danneggiare o persino distruggere una rete che, attraverso un lavoro coraggioso e instancabile per alleviare sofferenze e povertà, porta credito alla Chiesa cattolica in tutto il mondo. E questo è già di per sé una manifestazione dei valori del Vangelo, un potente strumento di evangelizzazione. In ogni riforma, la salvaguardia di questo spirito dovrà essere il punto di partenza.


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