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PER LA CRITICA DEL CAPITALISMO E DELLA SUA TEOLOGIA "MAMMONICA" (Benedetto XVI, "Deus caritas est", 2006).

"CHI" SIAMO NOI, IN REALT└. RELAZIONI CHIASMATICHE E CIVILT└: UN NUOVO PARADIGMA. CON MARX, OLTRE. Un saggio di Federico La Sala

LO SPIRITO CRITICO E L’AMORE CONOSCITIVO. MARX, IL "LAVORO - IN GENERALE", E IL "RAPPORTO SOCIALE DI PRODUZIONE - IN GENERALE".
lunedì 17 giugno 2019
"CHI" SIAMO NOI, IN REALT└. Relazioni chiasmatiche e civiltÓ. Lettera da ĹJohannesburg’ a Primo Moroni (in memoriam)
(PER LEGGERE il saggio, in pdf, vedi allegato in fondo)

Ulteriori materiali sul tema, nel sito, si cfr.:

LA LEZIONE DEL ’68 (E DELL ’89). LO SPIRITO CRITICO E L’AMORE CONOSCITIVO. Un omaggio a Kurt H. Wolff e a Barrington Moore Jr.
DAL DISAGIO ALLA CRISI DELLA (...)

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> "CHI" SIAMO NOI, IN REALT└. CON MARX, OLTRE. --- "Sconfitta e utopia. IdentitÓ e feticismo attraverso Marx e Nietzsche" (Romano MÓdera).

lunedì 6 maggio 2019

Nel bicentenario della sua nascita /

Leggere Marx come sottotesto del nostro tempo

di Moreno Montanari (Doppiozero, 05.05.2019)

In Sconfitta e utopia. IdentitÓ e feticismo attraverso Marx e Nietzsche (Mimesis, Milano_Udine, 2018, pp 236, euro 20), Romano MÓdera riprende un discorso iniziato nel 1977, prima data di uscita del cuore di questo testo rivisto e ampliato in questa nuova edizione. All’epoca l’autore usciva con le ossa rotte dalla lotta politica, ma non aveva rinunciato “al sogno di una cosa”, all’utopia di una condizione umana maggiormente consapevole e realizzata in una societÓ pi¨ giusta e solidale. Non si trattava, nÚ si tratta, dunque di abbandonare Marx, almeno non in toto, ma di restare fedeli alle istanze che avevano dato forma a un desiderio capace di incendiare gli animi, rivedendone la forma.

Secondo MÓdera, quella di Marx fu “una perfetta diagnosi, una mediocre prognosi e una terapia inconsistente”. Se la prima va rilanciata perchÚ Ŕ tuttora assolutamente attuale, la seconda va corretta e la terza, la rivoluzione comunista condotta dalla classe proletaria e da quanti si schiereranno con essa, decisamente abbandonata. L’idea dell’unione di tutti proletari in vista della rivoluzione comunista, osserva MÓdera, risulta del resto del tutto slegata dall’impianto teoretico dell’opera marxiana e quasi giustapposta ad essa. La sua necessitÓ scientifica, potremmo dire, appare piuttosto una necessitÓ morale, nel senso kantiano del termine.

Secondo l’autore, la straordinaria fama de Il manifesto del partito comunista ha posto l’attenzione sul Marx politico finendo per sottostimare l’importanza “del filosofo-sociologo-antropologo critico che bisogna saper leggere nel suo lessico hegeliano riformato”. Al centro della proposta marxiana MÓdera scorge il tentativo di educare alla formazione di una “coscienza enorme” che sia consapevole dell’interdipendenza di tutto da tutti e di ciascuno da tutto, e che diventi per questo capace di denaturalizzare i fenomeni sociali avvertiti come inevitabili e validi in sÚ, siano essi il capitalismo, la famiglia, la morale o i rapporti di produzione, perchÚ “il capitale fabbrica, tra gli altri suoi prodotti, anche il prodotto umano”, con la formidabile capacitÓ di “rendere perfettamente omogeneo a se stesso ogni preteso avversario”. La questione Ŕ dunque la produzione sociale, di merci e di identitÓ, “senza coscienza e senza controllo, le qualitÓ assenti che costituiscono il Feticcio-Golem, automa collettivo guidato da una sistematica del caos”.

Al Marx strutturalista, che leggeva la storia come esito inevitabile di forze che ne determinano il corso, MÓdera affianca, per integrarne la prospettiva, la dimensione biografica e individuale al centro dei lavori di Nietzsche e di Freud. Nessuno dei due possedeva la visione d’insieme delle determinazioni storiche propria di Marx, nÚ la sua “spinta ideale e amorosa verso il prossimo”, ma entrambi avevano il merito di evidenziare l’irriducibilitÓ del singolo alle forze che certo lo innervano e lo condizionano ma che, tuttavia, non lo determinano. Uniti e integrati, i “tre filosofi del sospetto”, come li definý Ricoeur, potevano offrire una sintesi capace di facilitare una diversa percezione della realtÓ, dunque di sÚ e del mondo, coniugando la dimensione individuale alla dimensione collettiva che li innerva sin nel midollo, senza tuttavia annullarne la particolaritÓ biografico-esistenziale. Si scorgono qui i primi segni della proposta etico-terapeutico-esistenziale che MÓdera ha chiamato “analisi biografica a orientamento filosofico" e che considera il suo “personale modo di continuare a fare politica con altri mezzi”. Ad animarlo Ŕ l’idea Ŕ che “l’analisi”, critica o analitica, “non basta, ci vuole un esercizio per trasformarsi e autotrasformarsi, una sorta di disciplina personale e di gruppo, tailor-made, adatta alla biografia di ogni individuo e insieme capace di convivere e cooperare in un collettivo”. In questa prospettiva le speranze che animavano Marx non vengono meno ma cessano di essere mete che si vorrebbe concretizzare per rivelarsi principi e valori per i quali vale la pena vivere, nella consapevolezza che: “non si lavora per vedere la costruzione del Tempio, ma per partecipare, portandoli proprio mattone, alla speranza che un Tempio, dedicato a un’umanitÓ redenta da se stessa, e dal suo retaggio di orrori, ci possa mai essere”. La sconfitta, insomma, non annulla l’utopia; insegna a viverla diversamente.

Ma torniamo al Marx filosofo e critico della societÓ: secondo MÓdera il cuore della sua proposta critica sta nell’aver colto con straordinario acume che “il feticismo costituisce il codice genetico della societÓ dell’accumulazione” sul quale si fondano “non solo la teoria del valore e la sua forma, ma anche la teoria generale dei rapporti di produzione e di scambio, nonchÚ la critica dell’economia politica”. ╚ su di esso che poggia quella che MÓdera definisce źLa religione consacrata del consumo mantiene della religione l’inattingibilitÓ delle sue origini e l’ordine sacrificale della sua scala di valori: proprio perchÚ “incarnato” nell’uso, il valore di scambio che in esso si realizza diventa “naturale”, innervato dentro le dinamiche del bisogno organico e psichico, qualcosa la cui rinuncia risulta innaturale e disapprovata dalla coscienza collettiva╗.

Appare dunque chiaro come la reificazione denunciata da Marx non si limiti a far scadere le persone a funzioni, mere cose tra le cose, proprio mentre infonde personalitÓ alle merci elevandole a feticci dotati di quel magico valore spirituale, che gli antropologi chiamano mana; essa “struttura i rapporti di potere, le relazioni tra persone, la psicologia collettiva, i valori, gli ideali, i simboli,” operando una vera e propria rivoluzione antropologica che chiama l’individuo ad una coscienza non pi¨, o non soltanto, di classe ma, pi¨ ampiamente, esistenziale. La coscienza enorme auspicata da Marx dovrÓ essere olistica e portare il soggetto a riconoscere “nella sua corporea individualitÓ, l’universalitÓ che Ŕ, dissolvendo l’identificazione feticistica” che lo porta a scambiare la parte per il tutto (questo Ŕ appunto un feticcio), per riconoscere, sulla scia di Nietzsche, la propria identitÓ come irriducibilmente molteplice, in divenire e in permanente coabitazione con un Altro che le ricorda, freudianamente, che “l’io non Ŕ il padrone di casa”. Permettendo di comprendere come anche la stessa identitÓ sia un feticcio di cui si dimentica la natura intrinsecamente dialettica che non va confusa con una sterile ipseitÓ, Freud e Nietzsche offrono all’indagine marxiana la considerazione della dimensione irriducibilmente biografica di ogni vicenda umana; da parte sua Marx ricorda alla psicoanalisi che “l’assoluta incongruenza delle nostre vite non dipende affatto da una qualche psicopatologia, anzi fa spesso parte della loro eziologia, poichÚ favorisce uno stato permanente di dissociazione”.

Il filosofo tedesco Marx cercava compagni di viaggio che si lamentava di non aver trovato, tanto da sostenere che avrebbe potuto fondare un partito con lui e l’amico Friedrich Engels come unici iscritti; Nietzsche e Freud l’hanno volutamente ignorato e si sono pensati enormemente distanti dal suo pensiero, solo perchÚ lontani dalla sua proposta strettamente politica. ChissÓ se ora che quella proposta ha palesato tutti i suoi limiti, questi tre spiriti non possano agitarsi insieme per il mondo.


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