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Politica

Calabria, "la Voce di Fiore" propone un movimento politico dal basso, capace di costruire un progetto comune per il cambiamento

Accade a ridosso del ballottaggio per il governo della Provincia di Cosenza. Annotare, ricordare, scegliere
jeudi 25 juin 2009 par Emiliano Morrone
Al di là di provocazioni e insulti ricevuti, emerge, da vari commenti in queste pagine, una grande voglia di cambiamento.
La esprimono giovani calabresi, ragazzi di San Giovanni in Fiore (Cosenza), metafora di un’Italia furba e opportunista.
La manifestano, coi loro nomi, universitari stanchi di subire e lavoratori costretti a emigrare.
Le parole, le speranze e il disincanto degli autori, che evidentemente ci seguono da tempo, provano che una purezza c’è ancora in Calabria, e non si (...)

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> Calabria, "la Voce di Fiore" propone un movimento politico dal basso, capace di costruire un progetto comune per il cambiamento

samedi 20 juin 2009

Carissimo Emiliano, è vero, in Calabria non tutto è perduto se giovanissimi come Maria Francesca Oliverio fanno pervenire a te, su questo sito, la loro voglia di schierarsi a favore di una politica pulita, ponendoti e ponendosi delle domande alle quali la nostra sporca politica non è mai riuscita a dare risposte, impegnata com’era a fare affari. Sono testimone diretta dell’impegno che il nostro comune amico(più tuo,forse) Luigi De Magistris ha preso con te, con la Voce di Fiore, schierandosi, in campagna elettorale, apertamente contro un certo modo di far politica in Calabria. Lui ha rappresentato l’alternativa, si è buttato nell’avventura politica certo che il clamore che hanno suscitato le sue incheste e la sua vicenda di pm avessero lasciato un segno nei calabresi, li avesse costretti a riflettere su quanto è stato,per anni,perpetrato a danno dei cittadini calabresi in una Regione che (parole sue durante quella bellissima cena che seguì l’incontro tenutosi a Rende il 26 marzo scorso,al quale ho partecipato anch’io,e che la foto che hai pubblicato testimonia), con tutti i soldi che sono piovuti dalla comunità europea, sarebbe potuta diventare una "piccola Svizzera". Molti giovani lo hanno sostenuto in Calabria, e molte persone oneste, che conosco direttamente, persone che, per non essersi mai allineate, hanno pagato e continuano a pagare, assieme alle loro famiglie, un caro prezzo. Con Luigi ho mantenuto un rapporto "epistolare" (fatto di scambi di email) durante la sua bellissima avventura che non definirei "campagna elettorale", chè la nostra attuale classe politica ne ha violentato il significato, facendolo diventare una maniera per andar in giro a raccontare bugie alla gente, circondandosi di yes man ed amici (molto poco raccomandbili) di partito.Ha chiesto proposte,idee,servendosi della rete per comunicare con tutti noi. I nostri amici Sonia Alfano, Carlo Vulpio, Gianni Vattimo, Luigi stesso hanno partecipato,spesso compiendo folli corse contro il tempo, ad incontri memorabili nei quali s’è discusso, spesso al fianco di Salvatore Borsellino,di legalità, giustizia, amore per la cosa pubblica e per tutti i valori presenti nella nostra Carta Costituzionale. Io ne sono, assieme a la Voce, testimone diretta. Il pregetto di queste persone è quello di costruire un futuro, assieme all’Italia pulita. Noi, da calabresi, ci aspettiamo un risveglio ideale (per citare l’amica Angela Napoli). Io, Vincenzo Tiano, Maria Francesca Oliverio,e tanti altri che come noi hanno la realtà davanti agli occhi e non intendono tacerla, mossi dall’amore per la nostra terra, la Calabria, vogliamo riprendercela, spero, in un progetto comune che serva soprattutto a ridare dignità ai calabresi. Per troppo tempo è stato volutamente mantenuto, in loco, un sottosviluppo culturale speventoso, ed è stata favorita la fuga delle menti migliori, dei giovani laureati, di tutti coloro che avrebbero potuto dar fastdio al palazzo perchè menti pensanti ed autonome. Invito i miei coetanei, quelli più giovani e quelli meno giovani, invito i miei conterranei calabresi a svegliarsi, alzare la testa, partecipare attivamente allo sviluppo della Calabria, ma svincolati dagli attuali uomini politici che buttano fumo negli occhi e credono soltanto in una loro intronizzazione. Le prossime elezioni regionali sono vicine, la battaglia per il ballottaggio nella nostra provincia, quella di Cosenza, è una battaglia all’ultimo sangue, ne sono testimone diretta, e vè una ragione : la provincia di Cosenza è la più estesa,la più popolosa, di solito il vincitore in questa provincia, dunque, può sognare di diventare il presidente della Regione. E di solito avviene. Come sempre, si gioca tutto sull’arraffamento (a volte anche illegale) di voti. Sbucano manifesti ovunque. Gli attacchini lavorano giorno e notte (specie la notte) per arraffarsi i muri più visibili. Racconto un episodio. La scorsa domenica percorrevo la statale 107, la silana-crotonese. C’è un restringimento di carreggiata, con un semaforo. Ebbene,sul muricciolo che separa le due carreggiate per deviare il traffico verso quella di sinistra, ci sono i manifesti di Oliverio, cosicchè nell’attesa che il semaforo dia il via, uno ha il tempo di scegliere per chi votare ! E’ una lotta senza esclusione di colpi, sono uomini disperati, hanno paura di perdere il loro, consolidato potere. Forse perchè nell’aria si avverte il cambiamento. Contemporaneamente ricevo esortazioni ed incoraggiamento da una mia vecchia amica di Cosenza. Per me fino a qualche anno fa era impensabile. Sono fiduciosa ed ho il cuore pieno di speranza, dunque. Ero con te quando, da San Giovanni in Fiore, denunciavi l’episodio che ha visto coinvolto il nostro ex assessore regionale all’agricoltura Mario Pirillo che, durante una riunione di lavoro, ha chiesto voti, per se e per il suo collega Mario Oliverio. Ho ascoltato gli interventi di Luigi De Magistris, Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Carlo Vulpio e Gianni Vattimo che hanno avuto parole durissime contro il comportametno del nostro inamovibile politico, alla Regione per diciannove anni ed ora, dopo essere stato eletto grazie ad un considerevole numero di voti strappati a San Giovanni in Fiore, pure al Parlameno Europeo. Del resto, come dice il giornalista Marco Travaglio, "noi i migliori li esportiamo". Il mio impegno sarà quello di partecipare attivamente alla strada intrapresa da La Voce, dobbiamo creare un movimento florido e forte, che vada anche oltre San Giovanni in Fiore, abbracciando altre realtà calabresi e della provincia cosentina,da anni tenuta sotto gamba dai soliti noti. Voglio fortemente che i giovani come me restino, che non sentano il bisogno di respirare altrove una libertà che quì non trovano. Voglio che la mia terra riacquisti dignità,sulla scia del messaggio di speranza che l’abate Gioacchino da Fiore lanciò quasi otto secoli fà. Io, lo ricordo, attualmente risiedo in un comune della Calabria citra, Torano Castello, a 35 chilometri a nord di Cosenza. Un territorio estremamene sofferente e disagiato, piegato da un’inarrestabile emorragia di giovani, con enormi problemi, che offre soltanto tristezza, depressioni, droghe ed alcool, e la possibiità di diventare affiliati della ’ndrangheta, data la vicinanza al comune di Bisignano. Stiamo perdendo il nostro Liceo Classico, che ha conosciuto anni di gloria ed ha visto crescere culturalmente pure me. Non voglio arrendermi,però,nè piegarmi. Ho tanta rabbia,ma sò che un’altra strada è possibile. Ho tanto da dare a questa terra, ed insieme ce la faremo. Ora in cielo c’è l’arcobaleno. Io, che ho mantenuto un cuore pulito,che ho cercato di cogliere il mesaggio del Nostro Gioacchino, ne vedo un segnale di speranza.

Vi abbraccio, con amicizia

Anna Rita Sarro


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